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Arte come esperienza: un'Open Lecture dedicata alla Fondation de France

08 maggio 2023

Arte come esperienza: un'Open Lecture dedicata alla Fondation de France

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Gli incontri aperti sono occasioni per ampliare lo sguardo e confrontarsi con le realtà più interessanti attive nell'ambito culturale internazionale. In quest'ottica il Master Progettare Cultura, venerdì 4 maggio, ha organizzato una Open lecture con Catia Riccaboni, Responsabile Cultura della Fondation de France.

«In Italia, se pensiamo alla cultura, la associamo spesso alla tutela e alla gestione, aspetti fondamentali, che vengono trattati anche all’interno del nostro corso, ma che non esauriscono il discorso culturale, e che non sempre valorizzano la contemporaneità. La Fondation de France ha deciso di investire principalmente nella creazione, in qualcosa che verrà lasciato alle generazioni future, per questo abbiamo avuto il piacere di invitarli e riflettere su come l'arte possa dare voce alle persone che vivono il presente, e a cambiamenti importanti come quelli degli ultimi anni».

Così Ivana Vilardi, coordinatrice e docente del Master, ha introdotto il dialogo sottolineando uno degli aspetti distintivi della Fondation de France, il principale ente privato filantropico francese, attivo dal 1969, che dedica una discreta parte del proprio impegno finanziario all'area Cultura e creazione (il 14,3 % nel 2022).

Ed è proprio all’interno di quest’area che si colloca uno dei programmi più longevi e significativi della Fondazione - Nuovi Committenti - ideato trent’anni fa da un'artista, François Hers, e diventato un riferimento nell'ambito della public art,e uno spin off della Fondazione dopo la pandemia.

La comparsa di un contesto mutato, di ulteriori vulnerabilità e disuguaglianze sociali dopo il 2020, ha reso infatti necessario uno sguardo più attento, e un ripensamento delle politiche in atto in tutte le aree della fondazione. In particolare, l'area Cultura e creazione ha reagito con due azioni, una rivolta ai giovani artisti neo diplomati, e una nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili.

Per i primi, i neodiplomati in discipline artistiche, è stato costruito un programma di accompagnamento per sostenere l'inserimento professionale degli artisti emergenti e la strutturazione della loro carriera. 

Per i soggetti fragili è nata Arte come esperienza: una progettualità ancora in fieri che mira a favorire la cooperazione fra artisti mid career o affermati, che decidono di mettere in discussione qualcosa di sé, persone vulnerabili e professionisti nell'ambito della educazione, della salute e del sociale, testimoniando la necessità da parte delle istituzioni culturali di saper rispondere alle sfide del proprio tempo e ripensare le proprie strategie facendosi portatore di idee e esigenze sociali, attraverso lo sguardo artistico, per dare voce alle comunità di riferimento.

Alla base di ogni azione rimangono costanti l’interdisciplinarietà, la cooperazione, intesa come spirito d’unione che riconosce le differenze, e la volontà di rivitalizzare i legami sociali.

Come ha illustrato Catia Riccaboni lo scopo finale, molto ambizioso, che accomuna le attività della Fondazione è quello «di costruire un mondo di solidarietà, unito e sostenibile».

Un obiettivo che non può che incidere positivamente sulla realtà, dimostrando quanto la pratica artistica in ogni sua forma, se aperta all’ascolto e al dialogo, possa concorrere a cambiamenti concreti.

Per maggiori informazioni sulla Open Lecture consultare i canali Instagram e Facebook del Master Progettare Cultura.

 

 


Credits Photo: Les Gestes exilés  courtesy PascaleHoubin - EternalNetwork

Un articolo di

Rachele Bettinelli

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