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I tempi siamo noi: quando l’arte indaga il mistero dell’anima
L'Università Cattolica ospita dal 15 aprile nel campus di Santa Monica le opere dell’artista Romano Bertuzzi
| Mariangela Milani
16 aprile 2026
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«Ogni creatura occupa uno spazio nel mondo. Nelle sue opere, Bertuzzi offre una costante interrogazione sul mistero del mondo: è contemporaneo, ma ancorato profondamente alle radici del pensiero occidentale». È con queste parole che don Maurizio Compiani, docente di Teologia e assistente pastorale del campus di Santa Monica, ha aperto l'inaugurazione della mostra I tempi siamo noi di Romano Bertuzzi, allestita nel Corpo aule dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Cremona, in via Bissolati 74.
La cerimonia ha riunito docenti, studenti e pubblico della città attorno a un progetto espositivo che resterà visitabile fino al 15 maggio, con ingresso libero.
La mostra, curata da Carlo Francou, raccoglie una selezione di disegni a pastello nero su carta cotone insieme ad alcune opere in smalto su tela. Tronchi bruciati, cortecce, foglie, pietraie, ciottoli appenninici: soggetti che Bertuzzi, nato a Forno in Val Trebbia e da decenni figura centrale nella scena artistica dell'Italia settentrionale, porta fino a una precisione quasi ossessiva. Il risultato è una monocromia solo apparente: le superfici vibrano di grigi, di passaggi tonali minimi, di una luce trattenuta che trasforma ogni frammento naturale in soglia verso qualcosa di più vasto.
«La tradizione non è mero esercizio di ricordo», ha spiegato il curatore Carlo Francou introducendo l'esposizione. «Quello di Bertuzzi non è iperrealismo ma iper-cuore». Un cuore che non ha reciso le proprie radici, che cerca, come ha affermato l’artista stesso «le cose da dentro», intendendo il disegno come un «atto spirituale» prima ancora che tecnico.
Il percorso espositivo si articola in una progressione coerente: dalle tavole dedicate ai tronchi e alle pietre fino alle opere più meditate. Tra queste, Mia madre, unica presenza umana dell'intera mostra, che ritrae la madre Eleonora assorta a lavorare a maglia accanto al focolare, in un'immagine di densità memoriale rara. A chiudere il percorso è La percezione dell'anima, grande lavoro su carta cotone già esposto nel 2021 alla Biennale d'Art Contempora in Sacré di Mentone, che indica, spiega Francou «la strada da percorrere, intessuta di incontri, lungo la quale riappropriarsi del vero senso dell'esistenza».
Matteo Burgazzoli, vicedirettore del campus di Cremona, ha sottolineato come il legame tra arte e formazione rappresenti uno degli assi identitari della sede, capace di «coniugare sapere, esperienza di vita, prospettive sociali e aspetti personali» in una dimensione autenticamente umana.
In un tempo che tende a consumare rapidamente immagini e significati, la proposta di Bertuzzi va nella direzione opposta: chiede lentezza, attenzione, meditazione.
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