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Per Giurisprudenza una simulazione nell’aula del TAR

30 aprile 2026

Per Giurisprudenza una simulazione nell’aula del TAR

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Un aspirante avvocato non supera l’esame di abilitazione alla professione forense: che strumenti ha per far valere le proprie ragioni se ritiene di aver subito un’ingiustizia?

Questa domanda non è stata solo un interrogativo teorico, ma la bussola che ha orientato mesi di intenso lavoro, culminati lo scorso 9 aprile nell’udienza di discussione “simulata” tenutasi nell’aula del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per la Lombardia.

Il nostro viaggio nel diritto pratico ha preso il via ai primi di febbraio, quando abbiamo iniziato la simulazione di un giudizio con un “vero” magistrato amministrativo nell’ambito del corso “Esperienza di pratica legale in diritto amministrativo”: non un semplice esercizio accademico, ma un’occasione unica per iniziare, dopo anni passati sui manuali, a entrare nella realtà della pratica forense.

Dallo studio rigoroso della strategia difensiva negli atti scritti alla rappresentanza in aula, abbiamo sperimentato l’esercizio della difesa in giudizio, tra fase cautelare e fase di merito. Sotto la guida e il coordinamento del professor Giovanni D’Angelo, ordinario di diritto amministrativo nella Facoltà di Giurisprudenza, insieme a ventuno nostri compagni ci siamo divisi in due gruppi di lavoro: una parte a sostegno delle ragioni del ricorrente, l’aspirante avvocato, e l’altra impegnata nella difesa del Ministero della Giustizia, l’ente che organizza gli esami di abilitazione alla professione forense. Stimolo per un lavoro di qualità, e contributo alla realisticità dell’esperienza, l’opportunità di interfacciarsi con un “vero” magistrato amministrativo, la dottoressa Laura Patelli, che si è prestata con grande disponibilità a giudicare, in qualità di "collegio", la nostra controversia.

Guidati da due esperti avvocati del settore, Vanna Mirra per la parte resistente e Rocco Massaro per la parte ricorrente, con scadenze settimanali, proiezione dei termini processuali, abbiamo scritto ricorso e memorie.
 

Un articolo di

Caterina Simeone ed Emma Viassolo

Studentesse del corso “Esperienza di pratica legale in diritto amministrativo”

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La prima esperienza d’impatto è stata l’udienza cautelare. Nel nuovo Polo San Francesco dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, abbiamo simulato questo momento cruciale del processo amministrativo alla presenza della dottoressa Patelli. Emozionante per i quattro “studenti-avvocati” del giorno argomentare la propria tesi davanti a un giudice del settore con il sostegno dei compagni di lavoro.

Dopo l’ordinanza cautelare, al termine della fase scritta, la giornata decisiva – 9 aprile – si è articolata in due momenti: prima abbiamo potuto osservare avvocati esperti esercitare la propria professione nell’udienza di discussione, poi è arrivato il nostro turno nel pomeriggio. Nell’aula del TAR a quel punto a nostra disposizione, siamo diventati noi i protagonisti dell’udienza simulata: sei “studenti-avvocati” oratori, e una squadra di supporto alle spalle, hanno dato il tutto per tutto per convincere il collegio, virtualmente composto dalla dottoressa Patelli, dal professor D’Angelo e dal dottor Lorenzo Grossi (tirocinante presso il TAR), della bontà delle proprie argomentazioni.

Momento di grande tensione: la camera di consiglio simulata a cui abbiamo eccezionalmente assistito. È stato estremamente formativo, e allo stesso tempo emozionante, ascoltare le proprie difese dissezionate e valutate nei minimi dettagli.
 
Decorso il rituale tempo di attesa (per noi eccezionalmente abbreviato) abbiamo ricevuto la sentenza, che abbiamo analizzato e commentato con il professor D’Angelo.

C’è un momento in cui la teoria cede il passo alla realtà, ed è lì che l’Università compie la sua missione più alta, formare l’individuo, contribuendo a costruire la nostra persona e le nostre abilità professionali. Navigare tra gli errori commessi e il rapporto con un giudice esperto abituato a interloquire con professionisti è stata un’occasione di arricchimento impagabile: un’eredità di competenze e consapevolezza che porteremo con noi nel futuro.

 



Nella foto in alto: Elena Boaro, Ludovica Boscolo, Anna Buffetti, Alessandro Cagioni, Clara Paola Dominici, Maria Luisa Laffranchi, Lorenzo Lapiana, Laura Lebba, Matteo Paolo Manzoli, Matteo Mignemi, Pietro Panarotto, Beatrice Pescara, Immacolata Elisa Pittella, Marco Quaranta, Sofia Repele, Irene Sacco, Caterina Simeone, Gianpaolo Stanco, Giacomo Tranchinetti, Francesca Mariavittoria Ungaro, Alessia Valenziano, Giulia Eleonora Vecchio, Emma Viassolo con il professor Giovanni D’Angelo, la dottoressa Laura Patelli, gli avvocati Vanna Mirra e Rocco Massaro, il dottor Lorenzo Grossi

 

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