Lunedì 15 dicembre, l’Istituto di Cultura Araba dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha ospitato a Milano l’Agorà della Parola Araba, un incontro dedicato alla celebrazione della Giornata Mondiale della Lingua Araba, proclamata dalle Nazioni Unite e ufficialmente celebrata ogni anno il 18 dicembre.
La prima parte dell’evento è stata dedicata alla memoria dell’italianista e traduttrice Amanie Fawzi Habashi, recentemente scomparsa. Un omaggio sentito e doveroso a una figura che ha contribuito in modo decisivo alla diffusione della letteratura italiana nel mondo arabo. Nel corso della sua lunga carriera, Habashi ha tradotto oltre sessanta opere, tra cui la trilogia di Italo Calvino e numerosi romanzi di autori quali Susanna Tamaro, Umberto Eco, Dario Fo, Andrea Camilleri, Luigi Pirandello, Alessandro Baricco, Natalia Ginzburg, Tiziano Terzani, Fabio Genovesi, Paolo Cognetti, Domenico Starnone e molti altri.
Amici e colleghi provenienti da università italiane e arabe, moderati dal professor Wael Farouq, direttore dell’Istituto di Cultura Araba, sono intervenuti per ricordare la traduttrice e il suo ruolo di autentico ponte culturale tra l’Italia e il mondo arabo. Un ruolo riconosciuto anche a livello istituzionale con l’assegnazione del Premio Nazionale per la Traduzione nel 2002 e con il conferimento dell’onorificenza della Stella d’Italia nel 2004 da parte del Presidente della Repubblica. Tra gli interventi, particolarmente significativo quello del professor Hussein Mahmoud, preside della Facoltà di Lingue e Traduzione della Badr University in Cairo, che ha ricordato le intense discussioni avute con Amanie Habashi durante il lavoro di traduzione de Il pendolo di Foucault di Umberto Eco.
In tale occasione, è stata inoltre annunciata l’istituzione del Premio Amanie Habashi dedicato ai traduttori esordienti, che consisterà nella pubblicazione della prima opera traduttiva del vincitore o della vincitrice.
Dopo questo momento di profonda partecipazione emotiva, l’Agorà della Parola Araba è proseguita in un clima più conviviale, accompagnata da musica araba eseguita dal vivo dal maestro Hani Gergi, direttore del coro arabo dell’Università Cattolica, e da un’apericena con specialità gastronomiche del mondo arabo.
Alla serata ha partecipato anche il maestro calligrafo Eyas Alshayeb, che ha omaggiato i presenti con segnalibri personalizzati, realizzati sul momento, recanti il nome di ciascuno scritto in calligrafia araba.
A conclusione dell’incontro, la parola è passata al pubblico: per due minuti ciascuno, i partecipanti hanno potuto condividere il proprio amore per la lingua araba nella forma preferita: un breve racconto, la lettura di una poesia, un pensiero personale o una canzone.
Con questo evento si sono concluse le attività dell’Istituto di Cultura Araba per l’anno 2025. Il prossimo appuntamento è fissato per gennaio 2026, con nuovi eventi e progetti dedicati al dialogo culturale e linguistico.