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Cribens, il metabolismo muscolare e la nutrizione nello sport

22 aprile 2026

Cribens, il metabolismo muscolare e la nutrizione nello sport

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Competenze biochimiche, molecolari, nutrizionali, motorie e psicologiche che convergono per affrontare, in modo sistemico, il complesso rapporto tra attività fisica, nutrizione, salute e benessere. In questa prospettiva, il seminario Il metabolismo muscolare e la nutrizione nello sport: ricerche multidisciplinari con i contributi integrati di biochimica, psicologia, nutrizione e scienze motorie, organizzato dal Centro di ricerca in biochimica e nutrizione dello sport (Cribens), ha fatto il punto sull’attività fisica e la nutrizione non solo come strumenti di ottimizzazione della performance sportiva, ma anche come fattori determinanti per la prevenzione, il supporto e la gestione di condizioni fisiologiche e patologiche lungo tutto l’arco della vita.

Nei suoi saluti Alessandro Antonietti, preside della Facoltà di Psicologia, ha sottolineato che «il Cribens è uno dei centri di ricerca più multidisciplinari dell’Ateneo, perché in esso concorrono la Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, di Medicina e chirurgia, di Scienze della formazione e di Psicologia. Una delle grandi sfide del mondo universitario è evitare la frammentarietà e la dispersione. Ciò è possibile anche grazie a centri di ricerca che aggregano competenze differenti, come fa il Cribens».

L’incontro, moderato da Daniela Tavian, direttrice del Cribens, è incominciato con gli interventi di Antonella Marchetti, direttrice del Dipartimento di Psicologia, che ha evidenziato come «spesso ci riferiamo all’attività sportiva pensando solamente agli atleti», dimenticando che essa «serve come sostegno, come prevenzione e come promozione di stili di vita, l’adesione ai quali è tutt’altro che scontata».

Caterina Gozzoli, coordinatrice del Dottorato in Scienze dell’esercizio fisico e dello sport e coordinatrice scientifica di Cattolicaper lo sport, ha ricordato che «molti anni fa con Vittorio Cigoli, allora direttore dell’Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli, abbiamo iniziato a ragionare su come valorizzare lo sport all’interno del nostro ateneo, facendo una mappatura delle iniziative sportive. Oggi è bellissimo osservare la rinvigorita attività di un centro di ricerca transdisciplinare. L’università deve provare a migliorare la realtà in cui viviamo. Il nostro dottorato prova a farlo partendo da sfide scientifiche e creando gruppi di lavoro».

Un articolo di

Francesco Berlucchi

Francesco Berlucchi

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A seguire, è stato il momento della key lecture di Alvaro Mordente, già direttore del Cribens, dal titolo “La Biochimica dell’esercizio fisico: dall’evoluzione del genere umano alle medaglie olimpiche, alla prevenzione delle malattie”. «Lo studio della Biochimica dell’esercizio fisico ci permette di ampliare enormemente le nostre conoscenze sulla regolazione metabolica locale e sistemica» ha detto il professor Mordente. «Ma anche sulle risposte adattative muscolari e di altri tessuti, e sui meccanismi cellulari e molecolari che sono alla base di almeno tre grandi aree di ricerca: l’evoluzione del genere umano, la prestazione atletica e la prevenzione delle malattie».

Nella tavola rotonda, Eleonora Martegani, ricercatrice di Biochimica dell’Università Cattolica, ha parlato dell’Aumento dei livelli di BDNF e della memoria a breve termine indotti dall’esercizio fisico acuto, Ersilia Nigro, docente dell’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli, del Ruolo dell’adiponectina negli adattamenti indotti dall’esercizio fisico: prospettive molecolari e fisiologiche, Ester Tommasini, docente dell’Università Cattolica, si è concentrata sui Benefici dell’esercizio fisico: cosa accade nel nostro corpo? L’irisina, una molecola chiave, Denise Vagnini, assegnista di ricerca dell’Università Cattolica, sull’Esercizio aerobico supervisionato come intervento di tutela della salute nelle sopravvissute al cancro al seno: benefici biochimici e benessere psicologico.

Rossella Dodi, membro del comitato scientifico del Cribens, ha trattato il tema del Ruolo della nutrizione nei giovani atleti: conoscenze nutrizionali, aderenza alla dieta mediterranea e rischio di Relative Energy Deficiency nello sport, Federico Donghi, Responsabile Training Department del Centro Ricerche Mapei Sport, di quello degli Effetti dell’esercizio di pedalata con elettrostimolazione sulle risposte fisiologiche e percettive in giovani adulti.

L’ultima sessione è stata introdotta da Paola Vago, docente di Teoria e metodologia del movimento umano e coordinatrice didattica del master Specialista della formazione fisica per i settori giovanili nel calcio, e conclusa con i saluti di Mario Gatti, direttore dell'Area Ricerca e Sviluppo dell'Università Cattolica, che ha auspicato «una vivace e concreta interazione» e «un'efficace permeabilità tra università, studenti e professionisti dello sport», tenendo presente che «l'attività sportiva dà spunti fondamentali alla ricerca». Protagonisti sono stati Claudio Pecci, amministratore delegato del Centro Ricerche Mapei Sport, e Luca Guercilena, General manager for men’s and women’s UCI WorldTeam Lidl-Trek, sul tema del cambiamento della nutrizione dei ciclisti professionisti. Un aspetto cruciale per ottenere prestazioni sportive ottimali.

Secondo Pecci, la storia professionale di Luca Guercilena dimostra che «esistono le persone, non i programmi di allenamento programmati e precostituiti, e ogni persona può avere risposte differenti. Luca si è accorto di questo soprattutto lavorando, come direttore sportivo, con Paolo Bettini (campione olimpico ad Atene 2004 e due volte campione del mondo, ndr) e oggi è l’espressione assoluta dell’equilibrio raggiunto tra conoscenza, competenza e professionalità».

«Essere qui con voi, oggi, rappresenta uno degli eventi più inaspettati della mia vita» ha commentato Guercilena. «Non sono stato uno studente modello. Il centro Mapei Sport è stato una delle chiavi di volta della mia vita, ed è tutt’ora un riferimento. Gestire un gruppo di circa 250 persone, come il nostro, significa ascoltare e raccogliere dati e informazioni. Solo così si può vivere bene il presente e programmare il futuro». E, a proposito di futuro, aggiunge: «Bisognerà avere un approccio olistico dei parametri dell’atleta, integrando dati tecnici, fisiologici e psicologici».

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