«L’acronimo IA non può essere ricondotto esclusivamente all’intelligenza artificiale, ma rinvia a una pluralità di forme di intelligenza – umane, collettive, organizzative, tecnologiche e istituzionali – chiamate a interagire nella costruzione di modelli di impresa capaci di coniugare competitività, sostenibilità e responsabilità verso il bene comune». È partita da queste considerazioni Elena Beccalli, Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, aprendo giovedì 22 gennaio in un’Aula Magna gremita di “aziendalisti” provenienti da tutta Italia, il XLI Convegno Nazionale AIDEA (Accademia Italiana di Economia Aziendale), quest’anno dedicato al tema “Le Intelligenze Aziendali per la competitività sostenibile e il bene comune”.
Fitto e intenso il programma del Convegno che, nelle giornate di giovedì 22 e di venerdì 23 gennaio, ha riunito nella sede milanese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore oltre 900 partecipanti tra economisti, studiosi e ricercatori di discipline economico-aziendali per esplorare in chiave interdisciplinare le molteplici declinazioni di intelligenza. Ma, nello stesso tempo, anche per individuare insieme paradigmi teorico-interpretativi orientati a valorizzare la pluralità di intelligenze che convivono nelle aziende: capitale umano, conoscenza organizzativa, capacità decisionali, sistemi di controllo, culture professionali, buone pratiche, responsabilità sociale.