Ma i Giochi non sono solo per gli atleti, tutti possono viverli con ruoli diversi e contribuire così a diffondere lo spirito olimpico. Parola di Alice Benassi e Milena Della Vedova, alumnæ del Master Comunicare lo sport che, in questi giorni, sono impegnate professionalmente per la Fondazione Milano Cortina 2026.
Alice e Milena, dal Master a Fondazione Milano Cortina 2026
Alice è Digital Communications supervisor: «Cosa significhi fare parte del progetto olimpico è difficile da spiegare, è un’esperienza che va oltre il lavoro, perché ti accompagna a lungo e inevitabilmente finisce per cambiarti. Mi ha permesso di entrare in contatto con realtà che non conoscevo, di mettermi alla prova, di cadere e rialzarmi. In questo percorso ho scoperto parti di me che non pensavo di avere, imparando a misurarmi con la complessità e con la responsabilità. Sono cresciuta lavorando fianco a fianco con persone di grande competenza ed enorme passione. Professionisti che oggi sono diventati colleghi e, nel tempo, anche amici».
Milena, invece, è Event Specialist: «Dai Giochi mi aspetto entusiasmo, grande impegno e poche ore di sonno, ma sarà incredibile vedere che ciò su cui lavoriamo da così tanto tempo prende forma. Finalmente, dopo lo stop del Covid, sono entrata nel mondo degli eventi. Lavorare per i Giochi Olimpici e Paralimpici è un vero concentrato di emozioni, è una macchina enorme, composta da persone con background e professionalità molto diverse, ma tutte unite da un unico obiettivo. Un contesto eterogeneo e stimolante, da cui imparare ogni giorno».
E proprio la Fondazione Milano Cortina 2026, in collaborazione con Cattolicaper lo Sport, è stata al centro di un racconto a più voci con con diversi partner del mondo dell’Higher Education, sull’impatto positivo dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici, in occasione del webinar “More Than an Athlete: Olympic Dreams and the Dual Career Path”.
More than an athlete, il sogno olimpico e la Dual Career
Nel corso dell'incontro è intervenuta Elena Agostinelli, atleta della Nazionale italiana di pattinaggio di figura e studentessa di Scienze motorie e dello sport nel campus di Milano: «La mia passione per il pattinaggio su ghiaccio è nata quando ero molto piccola. Avevo sei anni, ero con i miei genitori e vidi un cartellone pubblicitario con un claim: "Inizia a pattinare". Quelle parole mi colpirono immediatamente. Poco dopo andai a provare, era una lezione-prova in una pista di pattinaggio a Milano. Da quel momento, sono rimasta legata al ghiaccio e mi sono innamorata di questo sport, senza mai più smettere. Il sogno olimpico - ha concluso - mi accompagna fin da bambina. È sempre stato dentro di me, e ogni giorno lavoro con impegno e determinazione per dare il meglio e provare a raggiungere i traguardi più alti possibili. Qualunque cosa accadrà, spero profondamente di poter essere fiera del mio percorso».