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Al Gemelli si presentano le prime linee guida italiane sulle gravidanze ad alto rischio

26 marzo 2026

Al Gemelli si presentano le prime linee guida italiane sulle gravidanze ad alto rischio

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È un evento storico per l’ostetricia italiana: la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) presenta le prime linee guida nazionali dedicate alle gravidanze ad alto rischio, un vademecum completo per la prevenzione, la diagnosi precoce e la gestione delle complicanze che possono mettere a rischio la salute di madri e bambini.

Il documento, frutto di un lungo e minuzioso lavoro, coordinato dal professor Tullio Ghi, Professore Ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore della UOC di Ostetricia e Patologia Ostetrica di Fondazione Policlinico Gemelli, è stato elaborato da un ampio panel multidisciplinare di specialisti dei principali punti nascita italiani e da esperti cardiologi, nefrologi, neonatologi, psicologi, diabetologi, medici legali e rappresentanti di associazioni pazienti, con il contributo di revisori internazionali esterni. Il lavoro, approvato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è pubblicato nel portale del Sistema Nazionale Linee Guida dell’ISS (SNLG).

Alla presentazione interverranno il presidente dell’ISS, il delegato del commissario AGENAS, il presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia a sottolineare l’importanza di un documento che segna una vera rivoluzione nella gestione delle gravidanze complesse in Italia, che ha finora fatto riferimento a linee guida internazionali.

Le linee guida coprono i quattro principali ambiti delle complicanze ostetriche: Disordini ipertensivi della gravidanza (pre-eclampsia, eclampsia, gestosi), Disturbi di accrescimento fetale (restrizione della crescita fetale), Diabete mellito insorto in gravidanza (diabete gestazionale) e Parto pretermine.

Per ciascuna condizione, il documento indica le strategie più efficaci per prevenire, identificare precocemente e trattare la patologia stessa e le sue complicanze cliniche più gravi per la salute materna e neonatale, ribadendo la necessità di indirizzare le gravidanze più complesse ai centri di riferimento.

In pieno inverno demografico, le gravidanze nel nostro Paese sono sempre più ‘a rischio’ e preziose. «In Italia – ricorda il professor Ghi - l’età media della prima gravidanza continua ad aumentare, con un impatto significativo sul rischio di complicanze ostetriche. Questo rende fondamentale disporre di strumenti clinici aggiornati per intercettare e gestire al meglio le gravidanze ad alto rischio. Lo scenario epidemiologico mostra che anche le cittadine straniere seguono questa tendenza: fanno sempre meno figli e in età sempre più avanzata, come se anche loro si stessero adattando ai costumi italiani».

Il Presidente dell’ISS, Rocco Bellantone, sottolinea che questa iniziativa «nasce dalla necessità di offrire risposte chiare e aggiornate per la gestione delle gravidanze più complesse. Si tratta di un traguardo importante, raggiunto grazie al prezioso contributo scientifico della SIGO e alla garanzia metodologica del Centro Nazionale per la Clinical Governance, che ne ha curato la validazione. Queste linee guida entrano a far parte ufficialmente del Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG), rappresentando un modello virtuoso di trasparenza ed equità: un impegno concreto per tutelare la salute di mamme e neonati e rafforzare la qualità del nostro Servizio Sanitario Nazionale».

Il presidente della SIGO Elsa Viora ritiene che questo documento possa rappresentare un punto di svolta per tutti i medici specialisti in ginecologia ed ostetricia che lavorano negli ospedali o sul territorio e che troveranno in questo lavoro un importante supporto alla loro attività. «Spero che queste linee guida - dice la dottoressa Viora - possano davvero rappresentare un mattone utile nel costruire una ostetricia sempre più attenta ai bisogni di tutti: medici, ostetriche, personale sanitario, donne e coppie».

Secondo i registri CeDAP (Certificato di assistenza al parto), nel 2024 su 365.238 parti in Italia, 1 su 5 ha riguardato madri di cittadinanza non italiana. L’età media delle madri è di 33,3 anni per le italiane e 31,3 anni per le straniere; questo accresce la complessità delle gravidanze nel nostro Paese.

Un modello d’eccellenza

Il Policlinico Gemelli, con circa 4.000 parti all’anno, è tra i maggiori punti nascita del Centro-Sud Italia e rappresenta dunque un punto di riferimento nella gestione delle gravidanze a rischio.

«Questa prima edizione delle linee guida – conclude il professor Ghi - rappresenta non solo un importante traguardo scientifico, ma un vero e proprio salto di qualità per la sicurezza materno-infantile in Italia, con l’obiettivo di garantire a ogni gravidanza ad alto rischio le migliori cure possibili».

 

 

 


* Alla stesura delle presenti linee guida della SIGO-Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia, Gruppo di Interesse Speciale Scientifico (G.I.S.S.) hanno collaborato: Associazione Ginecologi Territoriali-A.Gi.Te.; Associazione Ginecologi Ospedalieri Italiani-AOGOI; Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia-SIEOG; Società Italiana di Medicina Perinatale-SIMP; Società Scientifica dei Medici Legali delle Aziende Territoriali del Servizio Sanitario Nazionale-COMLAS; Società Italiana di Neonatologia-SIN; Società Italiana di Diabetologia-SID; Società Italiana di Cardiologia-SIC; Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica-FNOPO; Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere-O.N.D.A.; ETS Coordinamento Nazionale delle Associazioni per la Neonatologia-Vivere; Associazione Nazionale Psicologi Psicoterapeuti -A.na.P.P.

Un articolo di

Maria Rita Montebelli

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