L'università non è stata solo un luogo di lezioni, studio ed esami. È stata un mondo fatto di incontri, scoperte e crescita personale, dove le aule, le biblioteche e ogni suo spazio ha offerto occasioni per incontri, confronti e riflessioni. È questo il pensiero comune delle sorelle Alice e Giorgia Mancino – alumnae delle facoltà di Psicologia e di Lettere e filosofia – se ripensano ai loro anni in Università Cattolica, dove la passione di professori qualificati e l’attenzione alla persona hanno fatto la differenza, rendendole fiere di far parte della grande Community Alumni dell’Ateneo.
A differenza di come spesso succede, le sorelle gemelle Alice e Giorgia Mancino non si sono laureate nello stesso giorno, nella stessa facoltà e nel medesimo corso di laurea. Loro hanno scelto percorsi accademici differenti - rispettivamente Scienze e tecniche psicologiche e Lettere classiche – condividendo però la scelta principale, quella di essersi immatricolate all’Università Cattolica di Milano. Un’ università che per entrambe è stata un’sperienza positiva, intensa, unica, dove gli anni non sono stati solo anni di studio, ma anni formativi dal punto di vista umano, culturale, relazionale.
«L’università mi ha dato molto, forse anche più di quanto mi aspettassi all’inizio. Mi ha insegnato a crescere, a mettermi in discussione e a sviluppare maggiore consapevolezza di me stessa e delle mie capacità. È stato un percorso fatto non solo di studio, ma anche di relazioni, di confronto e di piccoli passi verso l’autonomia» afferma infatti l’alumna Alice, che sottolinea in particolare come, proprio per questo motivo, se tornasse indietro rifarebbe «la stessa scelta altre cento volte. Quando entri all’università hai quasi la sensazione di entrare in una dimensione nuova: un ambiente che ti stimola ti mette alla prova e allo stesso tempo ti fa sentire sempre più capace, più grande e più competente. Ed è proprio questa sensazione di crescita personale, oltre che culturale, ciò che porto con me come uno degli aspetti più preziosi di questa esperienza».
Ugualmente - anche per la neodottoressa Giorgia - i suoi anni universitari hanno rappresentato un’opportunità di crescita e incontro, oltre che di acquisizione di conoscenze e competenze, all’interno di una comunità di persone e valori condivisi: «della mia esperienza di studio in Cattolica porto con me sicuramente le persone che ho incontrato, i compagni di corso con cui ho condiviso lezioni ed esami e quelli degli anni più avanti, che sono stati punti di riferimento, ogni volta che avevo qualche dubbio o incertezza. Mi porto sicuramente la scoperta di un mondo nuovo, quello della classicità, che ho potuto esplorare e approfondire, grazie ai numerosi corsi frequentati e gli eventi culturali seguiti. Mi porto dietro la bellezza dei chiostri, dei cortili, delle biblioteche che ha contribuito a rendere più piacevole lo studio e le lunghe ore passate in Università».
E a tutto questo Giorgia aggiunge – come un vero valore aggiunto – per chi ha studiato lettere classiche in Cattolica «il gran numero di corsi messi a disposizione, con cui arricchire il proprio piano di studi e soddisfare i propri interessi, nonché l’inesauribile disponibilità di materiali nelle biblioteche e in Sala di Consultazione. Durante la scrittura della mia tesi in Letteratura latina – intitolata La voce negata e il riso punito: Ciane e Ascalabo in Metamorfosi 5.425-470 - ogni volta che ho avuto bisogno di consultare un titolo, uno studio, una monografia citati in qualche articolo, ho sempre trovato ciò che mi serviva e questo ha sicuramente fatto la differenza».
Per Alice invece ciò che ha fatto fin da subito la differenza – tanto da essere determinante nella scelta dell’Ateneo in cui immatricolarsi – è stato «l’approccio adottato dalla Cattolica - rispetto ad altre università che offrono lo stesso corso di laurea – che si incentra sulla persona, in modo più innovativo e creativo. Un approccio sostanzialmente più umanistico, che ho sentito a me più affine e al mio modo di intendere lo studio della psicologia».
Fondamentale, inoltre, per Alice è stata la figura del tutor, soprattutto durante il primo anno di corso: «Sapere di potersi rivolgere a qualcuno per qualsiasi dubbio o domanda è stato davvero prezioso; un consiglio, un piccolo supporto fa sentire meno soli, soprattutto all’inizio, quando si è matricole e si è appena usciti dalle scuole superiori». Un ulteriore valore aggiunto, che ha fatto la differenza nei suoi anni universitari, è stata «la possibilità di completare il percorso con insegnamenti a scelta» racconta sempre Alice, spiegando che questo le ha permesso «di modellare il piano di studi sui miei interessi e sulla mia persona, approfondendo ciò che più desideravo e che mi appassionava maggiormente».
La decisione di immatricolarsi in Cattolica per Giorgia, invece, si deve al fatto che l’Ateneo è da sempre un’eccellenza nelle facoltà umanistiche e che «le materie principali, come latino e greco, sono insegnate con un approccio focalizzato sulla lingua, che ritengo fondamentale per avere una preparazione profonda e solida». Una preparazione altamente qualificata che Giorgia, oggi che si è laureata, è grata di avere acquisito grazie all’incontro con ottimi docenti, come quelli in particolare delle sue materie 'di indirizzo': «Antonino Pittà, Riccardo Ginevra, Antonietta Porro, Elena Langella - oltre ad essere tutti molto competenti e disponibili – hanno saputo trasmettermi la loro fortissima passione. In particolare, ricordo le prime lezioni di Lingua greca tenute dalla professoressa Annalisa Zanotti Fregonara; non avendo studiato greco alle superiori, essere accompagnata all’inizio nello studio da una docente così preparata e appassionata, è stato davvero prezioso e molto utile». E sicuramente in questo ha fatto gioco il numero ristretto di studenti iscritti al corso, che ha permesso «un rapporto diretto, in cui noi studenti non eravamo solo numeri, come spesso si rischia che accada in ambiente universitario».