Disse così Venere e adatta al collo e alle membra fulgenti di Maria gli ornamenti, che le Nereidi esultanti le avevano appena dato. Lei stessa divide la capigliatura della fanciulla con uno spillone, le annoda in vita le vesti; lei stessa adatta ai capelli della vergine il velo nuziale.
Fuori davanti alla porta del palazzo riecheggia il rumore di una folla in corteo e risplende la carrozza destinata a portare la sacra sposa. L’imperatore smania di andarle incontro e desidera il tramonto del sole che si attarda: non diversamente da come uno stallone di razza, che è eccitato dal primo odore dell’estro delle cavalle tronfio e scuotendo la bella criniera sul capo irrequieto, percorre di corsa le pianure di Farsalo e anela ai fiumi a lui noti, nitrendo con le froge infiammate; allieta i domatori la speranza di una numerosa discendenza di puledri e gioiscono le mandrie di cavalle per il bel marito
Testo: Claudio Claudiano, Epithalamium de nuptiis Honorii et Mariae, vv. 282 – 294; traduzione del Prof. Massimo Rivoltella.
Recitazione: Silvia Pace (studentessa di Filologia Moderna e rappresentante del gruppo teatrale Fabulae Inversae);
Violino: Francesco Negrini (studente di Lettere moderne) interpretazione da Handel's Water Music, HWV 349;
Location: Università Cattolica, Via Trieste 17 - Sala della Gloria;
Riprese e montaggio: Silvia Pace.