È una delle sfide rilevanti per la sanità del futuro: trasformare il potenziale della prevenzione personalizzata in approcci concretamente applicabili nella pratica e nei sistemi sanitari. Ed è a questa sfida che risponde EXPOSES - European staff EXchange Programme fOr deSigning pErSonalised prevention of future healthcare, il progetto finanziato dall'Unione Europea nell’ambito delle Marie Skłodowska-Curie Actions–Staff Exchanges di Horizon Europe, coordinato dall’Università Cattolica, al via il 28 e 29 settembre nel Kick-off Meeting presso il campus di Roma dell’Ateneo.
Se la possibilità di adattare strategie preventive alle caratteristiche individuali rappresenta una delle frontiere della medicina di precisione, la sua implementazione richiede non soltanto innovazione scientifica, ma evidenze solide sulla sua utilità clinica e di costo-efficacia, sistemi sanitari preparati, professionisti adeguatamente formati e una riflessione sulle implicazioni etiche, legali e sociali.
EXPOSES si inserisce nel percorso avviato dal progetto europeo PROPHET – A PeRsOnalized Prevention roadmap for the future HEalThcare e delineato dalla Strategic Research and Innovation Agenda (SRIA) e dalla roadmap europea per la prevenzione personalizzata, dando continuità a una visione condivisa volta ad accelerare lo sviluppo e l’implementazione della prevenzione personalizzata nei sistemi sanitari.
Il Kick-off Meeting di EXPOSES ha riunito a Roma i partner della rete internazionale per condividere obiettivi, priorità e prossimi passi di un programma che si svilupperà nell’arco di quattro anni: «EXPOSES punta a formare una nuova generazione di professionisti della salute nel campo della prevenzione personalizzata, creando occasioni di scambio di conoscenze, competenze ed esperienze tra Europa, Stati Uniti e Cina – ha detto la Professoressa Stefania Boccia, Ordinario di Igiene generale e applicata e coordinatrice del Progetto (nella foto in basso) -. Nell’arco dei quattro anni sono previsti 75 secondment internazionali, accompagnati da attività formative, workshop, seminari e conferenze».
«La forza del progetto – continua Boccia - risiede proprio nella sua dimensione multidisciplinare e internazionale che mette in relazione mondo accademico e non accademico e competenze provenienti da ambiti diversi, coinvolgendo 11 beneficiari e 6 Associated Partner, con organizzazioni provenienti da diversi Paesi dell’Unione Europea, Stati Uniti e Cina».