NEWS | Milano

Famiglia, l’insieme è molto più delle singole parti

23 ottobre 2026

Famiglia, l’insieme è molto più delle singole parti

Condividi su:

La famiglia ha ancora un futuro? Probabilmente sì, ma con molte sfaccettature e oltre la tradizione. La domanda se la sono posta 25 studenti e studentesse dell’Università Cattolica chiamati dal Centro di Ateneo Studi e ricerche sulla famiglia a riflettere e poi a condividere le proprie considerazioni. Un giardino, un circo, delle radici a raccontare un sistema di legami dove si intrecciano passato, presente e futuro, dove la diversità trova accoglienza e le gioie i dolori una casa che ascolta, dove tutti sono chiamati alla cura reciproca e il caos diventa generatività. Queste sono le immagini scelte dai tre gruppi che hanno presentato il loro studio giovedì 22 ottobre in una gremita aula Pio XI in largo Gemelli in occasione del 50° anniversario del Centro di ricerca.

Non solo una grande festa a cui hanno partecipato docenti, ospiti esterni e studenti, ma anche un luogo di dibattito e di confronto su una delle questioni cruciali del nostro tempo. Come il “Centro Famiglia”, così chiamato abitualmente dagli amici, ha provato a fare in tutto questo tempo. Con coraggio, perchè «oggi lavorare su un’idea di famiglia tipica è controcorrente e il Centro ha sempre cercato di comprendere ma fornendo anche risposte non uniformate al pensiero dominante» – ha detto il preside della Facoltà di Psicologia Alessandro Antonietti.  

 

In una società individualista e segnata da conflitti e divisioni anche la famiglia è temuta e messa in discussione ma per comprenderne le ragioni occorre tempo e pensiero. Il Centro di Ateneo si è speso per questo fin dalla sua nascita nel 1976, gli anni del dibattito su divorzio e aborto. Quando «la cultura preconizzava la morte della famiglia il Centro è nato proprio in risposta a queste questioni con l’obiettivo di creare contributi sul ruolo identitario, educativo della famiglia». Eugenia Scabini, psicologia e direttrice del Centro dal 1979 al 2011 (quando il testimone è passato nelle mani della sociologa Giovanna Rossi), ha ripercorso i temi cruciali dell’epoca e degli anni Ottanta quando il legame familiare cominciava a perdere consistenza.
 

 

E oggi? «I giovani sono chiamati alle armi attraverso i social, e le sfide tecnologiche fanno i conti con l’intelligenza artificiale, nascono le famiglie ibridate in cui non sembra più esserci confine tra reale e virtuale» – ha spiegato Camillo Regalia, direttore del Centro di Ateneo dal 2018 – che ha ribadito l’importanza di proporre idee alternative rispetto al mainstream. 
Da un’indagine Ipsos di quest’anno emergono dati significativi sulle paure dei giovani oggi: il 41% dichiara di temere l’amore e le relazioni e paradossalmente solo il 7% ha paura di mettere al mondo dei figli, dati sconcertanti che dicono di uno scollamento tra il legame e la genitorialità, quasi i figli fossero un “prodotto” da gestire in modo autoreferenziale senza il bisogno della coppia. 

Come ha evidenziato la psicologia e delegata rettorale alle Pari Opportunità dell’Ateneo Raffaella Iafrate introducendo la tavola rotonda con gli studenti, «Il desiderio di famiglia c’è ancora, è fonte di significato primario dell’esistenza ancora oggi, ma i dati ci dicono i ragazzi hanno paura di essere traditi, abbandonati, delusi, di perdere i legami importanti, di fidarsi della persona sbagliata, le ragazze in particolare hanno paura di relazioni tossiche e violente». L’impegno deve essere quello di diffondere una cultura che promuova la fiducia e accantoni la paura dell’altro come pericolo per sè.

Studenti e studentesse che hanno condiviso i loro pensieri sulla famiglia hanno ridato una speranza in questo quadro sconfortante. Sì, perché fidarsi è difficile, perché i modelli di riferimento per i giovani spesso non corrispondono ai loro bisogni, perché metter su famiglia è impegnativo, crescere un figlio costa. Eppure, il “noi”, l’essere insieme ad affrontare la vita è ancora un valore, c’è ancora spazio per la famiglia come luogo di cura e di condivisione, porto sicuro che sa abitare il cambiamento. 

Federico Perali, docente di Politica economica dell’Università di Verona, ha usato una metafora chiarissima per indicare la convenienza della strategia del “noi” anche dal punto di vista economico: tre cacciatori inseguono ciascuno la propria lepre pensando a portarsi a casa la preda, ma c’è un cervo che uno da solo ha poche probabilità di catturare. Solo rinunciando ognuno alla sua lepre e mettendosi insieme per colpire il cervo, tutti avranno un beneficio più grande.
 

 

L’evento celebrativo dell’anniversario delle “nozze d’oro”, come le ha definite la direttrice del Dipartimento di Psicologia Antonella Marchetti, ha dedicato parte della mattinata alla rivisitazione storica del Centro che si è sempre avvalso di un approccio interdisciplinare. La rettrice Elena Beccalli, portando i suoi saluti alla platea, ha parlato di «un “laboratorio”, in cui operano e si confrontano competenze multidisciplinari, attinenti principalmente all’ambito psicologico e sociologico, in dialogo con demografia, economia, filosofia, pedagogia, diritto». E ancora: «Sono quattro le aree tematiche che meglio rappresentano i cardini del suo lavoro scientifico e formativo: la generatività, i legami/relazioni, il conoscere per intervenire, l’intergenerazionalità» che hanno portato a elaborare «modelli interpretativi che hanno influenzato in modo significativo la cultura italiana e internazionale su temi come il matrimonio, l’affido e l’adozione, il divorzio e la vita del giovane adulto».

Il Centro ha sempre avuto nella sua mission l’unione di ricerca e azione, come mostra la creazione del modello simbolico-relazionale per mano dei fondatori Eugenia Scabini e Vittorio Cigoli (per il quale è stato presentato il volume Trame di ricerca  e intervento clinico in memoria di Vittorio Cigoli), dei “percorsi di enrichment familiare” con l’obiettivo favorire una rete familiare perché spesso le famiglie sono e si sentono sole, del Familens, modello scientifico per valutare e orientare l'impatto che politiche pubbliche, servizi alla persona e pratiche di welfare hanno sulla famiglia. 

Alle “parole” chiave del “Famigliare” (intrecci, generatività e intergenerazionalità) è stata dedicata una tavola rotonda che ha proposto un vivace dibattito con Amalia Ercoli Finzi (prima donna ingegnera aeronautica e consulente NASA, ESA e ASI), Elvina Finzi (ingegnera nucleare e manager internazionale), Giulia Lamarca (content creator e psicologa), Sonia Malaspina (Chief Peolpe Officer & Corporate Affairs di GLS Italia) e l’attore e scrittore Giacomo Poretti. Si è passati dal provocatorio e ironico confronto tra i papà di un tempo e i papà di oggi proposto da Poretti alla storia generativa di Lamarca che ha trasformato la sua disabilità in pensiero e azione propositiva. E ancora da Amalia Finzi che ha saputo fronteggiare gli stereotipi della metà del secolo scorso e vincere la sfida con sé stessa affermandosi nella sua professione e creando una famiglia con cinque figli, a sua figlia Elvina che, volendo non solo conoscere ma anche decidere, è diventata una manager con la missione di far spazio alle donne, mostrando che è possibile «non essere isolate ma costellazioni che insieme possono fare la differenza». Una missione condivisa da Malaspina che ha creato le regole della parental policy in azienda basata su principi quali la valorizzazione delle competenze acquisite durante la maternità e la paternità, e la flessibilità, e che ora si sta occupando del tema della cura dei genitori anziani. 

Il dibattito aperto dalla giornata celebrativa avrebbe potuto continuare a lungo e l’idea di famiglia che ne è emersa ha molti colori e sfumature diverse, ma anche un denominatore comune ben espresso dal cantautore Eugenio Cesaro, frontman del gruppo musicale “Eugenio in Via Di Gioia” intervenuto nella tavola rotonda insieme agli studenti, che con la sua canzone Facciamo a metà ha lanciato un messaggio di speranza ai giovani. Amante delle metafore Eugenio ha concluso così: «Tanti atomi passano dall’essere disordinati a diventare una molecola con caratteristiche che il singolo atomo non ha, tante molecole unite diventano una cellula, tante cellule un tessuto e così via. Lo stesso vale per la famiglia».
 

Un articolo di

Emanuela Gazzotti

Emanuela Gazzotti

Condividi su:

Newsletter

Scegli che cosa ti interessa
e resta aggiornato

Iscriviti