NEWS | Brescia

Liberty, tra letteratura e arte

18 maggio 2026

Liberty, tra letteratura e arte

Condividi su:

Creare un dialogo fra letteratura e arte. Con questo obiettivo gli studenti del primo e del secondo anno del corso di Letteratura francese della Facoltà di Scienze linguistiche della sede Brescia, accompagnati dai docenti Davide Vago e Carlotta Contrini, con l’aiuto del dottor Ludovico Monaci (Università di Padova), venerdì 24 aprile, hanno visitato la mostra Liberty. L’arte dell’Italia moderna, allestita presso Palazzo Martinengo Cesaresco Novarino.

Come da tradizione, i docenti del corso propongono ogni anno una lezione fuori dalle aule, con l’obiettivo di creare un dialogo tra letteratura e altre forme artistiche. Anche quest’anno l’iniziativa si è rivelata un’importante occasione di approfondimento culturale: dopo la visita guidata, sono stati letti e commentati alcuni brani di autori francesi come Charles Baudelaire, Marcel Proust, Colette, Gustave Flaubert, Émile Zola e Honoré de Balzac, mettendo in relazione letteratura e arti visive.

Il movimento Liberty, evocato nella mostra, si diffuse tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento nelle principali capitali europee, assumendo denominazioni differenti: “Art Nouveau” in Francia, “Secessione viennese” in Austria, “Jugendstil” in Germania e “stile floreale” o “stile nuovo” in Italia.

Nato nel clima di profonda trasformazione culturale della Belle Époque, il Liberty si caratterizza per una nuova idea del bello che mette in relazione arti maggiori e arti applicate, attribuendo valore artistico anche agli oggetti della vita quotidiana come l’artigianato, i manifesti pubblicitari e le arti decorative. In questo contesto si inseriscono anche le influenze del movimento Arts and Crafts inglese e del gusto giapponese, che contribuiscono a definire il linguaggio del movimento.

Lo stile si distingue per le linee sinuose, i motivi floreali e i richiami all’Oriente. Centrale è la figura femminile, simbolo di eleganza, modernità e cambiamento sociale.

Accanto alle tele di artisti come Vittorio Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Ettore Tito, Anselmo Bucci e Cesare Tallone, la mostra presenta sculture in bronzo e marmo di Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi e Libero Andreotti. Completano il percorso espositivo le ceramiche di Galileo Chini, degli abiti femminili, degli arredi e dei manifesti, come quelli delle grandi esposizioni internazionali di Torino (1902), Milano (1906) e Roma (1911). Un’ampia sezione è dedicata alla fotografia, che documenta la nuova immagine della donna moderna attraverso gli scatti di Giuseppe Bonaventura, Emilio Sommariva, Mario Nunes Vais, Giovanni Rey e Anna Maria Borghese. Parallelamente, il cinema – forma artistica emergente dell’epoca – propone una rappresentazione della figura femminile attraverso il mito dell’attrice Lyda Borelli, simbolo di emancipazione e modernità.

Al termine della visita guidata, la lettura e il commento di alcuni testi letterari ha ulteriormente arricchito l’esperienza, creando un dialogo tra letteratura e arti figurative. In L’Éducation sentimentale di Gustave Flaubert, il protagonista Frédéric si innamora di Madame Arnoux, descritta come una vera e propria immagine artistica. L’attenzione si concentra sui suoi abiti ricchi di dettagli raffinati, che richiamano le creazioni esposte in mostra. Di grande interesse anche la riflessione di Émile Zola sulla fotografia: l’arte, secondo lo scrittore, non riproduce fedelmente la realtà ma la interpreta attraverso uno sguardo soggettivo. Questa idea si riflette negli scatti presenti in mostra, in cui ogni fotografo offre una personale interpretazione della figura femminile e della modernità Liberty. Una lezione di letteratura “itinerante” tra le opere d’arte permette di far risuonare testi e parole in modo diverso, sicuramente arricchente.

Un articolo di

Gabriele David e Ludovica Tomassone

Condividi su:

Newsletter

Scegli che cosa ti interessa
e resta aggiornato

Iscriviti