Si appronta una strategia perché si vuole affrontare una sfida e conseguire un esito desiderabile.
Si potrebbe anche dire che si predispone un piano strategico per conseguire una vittoria.
Non sono nel nostro stile i linguaggi polemici e guerreschi. Si deve però onestamente riconoscere che ci sono fattori ostili e che la rassegnazione non è un atteggiamento al quale abbiamo diritto.
Fin dalla sua origine l’Università Cattolica ha affrontato sfide e si è confrontata con un contesto ostile.
Il piano strategico rappresenta in primo luogo una iniziativa. Non è solo una reazione. Non è un adempimento burocratico. È una iniziativa, cioè dichiara la responsabilità e la determinazione di far fronte e di orientare la vita dell’università.
Esprime la consapevolezza che l’identità dell’Università Cattolica e la sua storia non sono un patrimonio ingombrante come fosse il lascito di una vecchia zia che lascia in eredità mobili di pregio, preziosi ma inutilizzabili.
È proprio dalla tradizione cristiana e dall’identità cattolica che deriva nel presente la responsabilità di guardare la realtà con realismo, reagire al fatalismo, propiziare una coralità di contributi, convocare i molti per una impresa comune, stimare la scienza e la ricerca senza farne idoli indiscutibili, riconoscere le tendenze individualistiche, le pressioni capitalistiche, la presunzione della finanza di essere dominatrice inappellabile.
L’intenzione che l’Istituto Toniolo raccomanda e di cui si sente responsabile è quella di proporre con convinzione un impegno a lavorare, studiare, cercare, a favore della persona e non dell’idolo, con il riferimento prioritario alla vocazione con cui Dio ci chiama e non prioritariamente alle statistiche, con la consapevolezza di una missione da compiere per rendere abitabile il mondo, fiducioso il pensiero, desiderabile la convivenza e la solidarietà.
Con il piano strategico l’Università Cattolica si ripropone come espressione di una presenza cattolica che pratica l’autonomia della ricerca e insieme esprime con gratitudine l’appartenenza alla Chiesa cattolica italiana e alla comunità internazionale.
Perciò la gratitudine, l’incoraggiamento, la benedizione.