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Una nuova tappa per il museo itinerante del Progetto Genesi

17 aprile 2026

Una nuova tappa per il museo itinerante del Progetto Genesi

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«Non lo consideriamo un “evento” nel senso comune del termine, ma un progetto in cui crediamo profondamente e che si integra pienamente con la nostra anima formativa e con il nostro progetto educativo». Le parole di Anna Maria Fellegara, prorettore vicario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, descrivono bene il senso della nuova edizione di Progetto Genesi, il programma espositivo di arte contemporanea cui l’Ateneo dà il patrocinio e che fa capo all’Associazione Genesi, fondata da Letizia Moratti nel 2020 per educare ai diritti umani attraverso il linguaggio universale dell’arte.

«Nel Piano Strategico è evidente la centralità dell’apertura dell’Ateneo come luogo capace di ospitare mostre e iniziative culturali. Crediamo nell’idea che si educa facendo esperienza, offrendo occasioni di incontro con il bello e con le forme artistiche», ha proseguito Fellegara durante la presentazione in anteprima dell’intero programma, ospitata venerdì 10 aprile nella Sala Negri da Oleggio.

 

Un articolo di

Katia Biondi

Katia Biondi

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Un progetto “bifronte”, per la sua doppia anima educativa ed espositiva, come lo ha definito la stessa curatrice Ilaria Bernardi, prima di lasciare la parola a Letizia Moratti. «Oggi presentiamo e rinnoviamo il senso di un percorso che si è affermato come realtà solida e, direi, necessaria. Il progetto ha avuto una crescita straordinaria, diventando un museo itinerante capace di parlare a pubblici diversi. Una crescita non solo quantitativa ma anche qualitativa: la Collezione Genesi è un patrimonio in continua evoluzione. Quest’anno, ancor prima che Chiara Camoni fosse scelta per rappresentare l’Italia alla Biennale di Venezia del 2026, è stata acquisita “Sister”, una sua opera che colpisce perché le figure incarnano una comunità femminile che si contrappone all’individualismo, proponendo una visione ecologista che non mette l’uomo contro la natura».

La forte valenza educativa del Progetto Genesi è stata esaltata anche da Gabriele Nissim, presidente della Fondazione Gariwo. «L’idea è unica perché mette insieme giovani artisti e ha una funzione educativa, di cui oggi abbiamo grande bisogno». Nissim ha approfittato dell’occasione per annunciare una proposta su cui la Fondazione sta lavorando: il riconoscimento dei Giardini dei Giusti come bene immateriale UNESCO. Si è poi soffermato sull’installazione di Irene Dionisio intitolata “Davvero verranno i giorni”, un percorso collettivo itinerante in 17 Giardini dei Giusti, fatto di attività partecipative. «Un lavoro che rappresenta il significato dei Giardini: un’opera partecipata che esprime l’idea di unità nella diversità», ha specificato Nissim.

A raccontare tutte le novità del programma espositivo 2026 è stata la curatrice Ilaria Bernardi, ribadendo come Progetto Genesi possa contare su una rete di sostegni e collaborazioni particolarmente solida: dai main sponsor Eni e Intesa Sanpaolo al patrocinio di Università Cattolica, Fondazione Gariwo e FK Human Rights Italia, fino al contributo decisivo del FAI. Proprio il Fondo per l’Ambiente Italiano, attraverso la sua capillare rete di volontari - che Raffaella Rogora, referente dell’iniziativa FAI Ponte tra Culture, ha descritto metaforicamente come dei veri e propri «spacciatori di arte e di speranza» - promuove percorsi di integrazione che costruiscono ponti con il linguaggio comune dell’arte. Ilaria Bernardi ha quindi illustrato il ricco programma che mette insieme attività istituzionali e progetti speciali, snocciolando alcuni numeri che testimoniano la crescita nel tempo del progetto: dal 2021 al 2025 si sono registrati 13 mostre collettive, 3 monografiche, circa 200.000 visitatori e 15.000 partecipanti a visite guidate e workshop, tra cui 70 scuole.

La formula del museo itinerante che, come ha detto Paola Musso, Executive Director Comunicazione e Immagine Intesa Sanpaolo, «mobilita relazioni e comunità», resta anche per la quarta edizione. Anzi si rafforza. Le tappe del 2026 includono Castelbasso (Teramo) con 30 opere della Collezione Genesi; Torino, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, con la mostra personale di Adji Dieye (Milano, 1991) intitolata “Libera come un piccione di Cattelan”; Napoli, al complesso di San Domenico Maggiore con l’esposizione “Appunti per un’Orestiade africana”, dedicata ai rapporti Italia-Africa e ispirata all’omonimo documentario girato in Africa da Pier Paolo Pasolini tra il dicembre 1968 e il febbraio 1969. Tra gli eventi speciali vanno annoverati la mostra “Mémoires de femmes” co-organizzata con Fondazione San Patrignano dal 23 al 31 marzo all’UNESCO di Parigi; la personale di Shirin Neshat (Qazvin, Iran, 1957), “Do U Dare!”, a Palazzo Marin a Venezia in concomitanza con la Biennale (dal 9 maggio al 6 settembre); l’installazione permanente “Abetare (Two and a Half Hearts)”, dell’artista kosovaro Petrit Halilaj (Kostërrc, 1986), esposta a Cigognola, Belvedere. Infine, a Milano, l’installazione di Irene Dionisio, visibile nell’atrio di via Nirone 15 dell’Università Cattolica per tutta la settimana del MIART (fino al 19 aprile).

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