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Letizia Moratti: «I sogni sono percorsi concreti. Ma servono visione e servizio»

21 aprile 2026

Letizia Moratti: «I sogni sono percorsi concreti. Ma servono visione e servizio»

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I sogni non sono esercizi di fantasia, ma obiettivi da costruire passo dopo passo. È il filo conduttore che attraversa L’importanza di credere nei sogni (Solferino), il libro di Letizia Moratti presentato venerdì 17 aprile nella sede bresciana dell’Università Cattolica. Ad introdurre l’incontro, la rettrice Elena Beccalli che ha ricordato la vicinanza al nostro Ateneo sui temi dell’educazione, in particolare con i progetti E4impact e Genesi, e - riprendendo la prefazione del card. Camillo Ruini «questo libro non è solo un’autobiografia ma è il racconto di una storia che merita di essere un patrimonio condiviso». La narrazione non celebra solo imprese straordinarie, ma soprattutto i gesti quotidiani che rivelano l’autenticità dell’esperienza umana: l’amore, il servizio, la capacità di rialzarsi nelle difficoltà. La testimonianza offerta diventa così un invito a guardare il mondo con benevolenza, a considerare la cura degli altri come una forma piena di vita e a riconoscere nella fragilità accolta una possibile forza. 

Alla presentazione, moderata dalla direttrice del Giornale di Brescia Nunzia Vallini, hanno partecipato anche Francesca Bazoli, presidente della Fondazione Bsmusei ed Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti. Riprendendo il senso del titolo del libro spiega Moratti «per me il sogno è il desiderio di una realizzazione che si intravede, ma di cui bisogna tracciare la strada». Un approccio che, racconta, ha guidato le sue scelte nei diversi incarichi istituzionali, a partire da quello di ministro dell’Istruzione, quando si trovò ad affrontare i dati allarmanti della dispersione scolastica. 

Non sempre i sogni si realizzano. «Ma ciò che conta – sottolinea – è impostare un percorso e farlo con spirito di servizio». Una costante, dice, del suo metodo: comprendere il contesto, individuare il contributo possibile e provare a fare la differenza.

Un articolo di

Antonella Olivari

Antonella Olivari

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La Moratti ha aperto molte strade anche nel campo della leadership femminile. Prima donna Sindaco di Milano e presidente Rai e riconosce che «le donne hanno una marcia in più. Abbiamo una capacità di costruire legami, di unire anziché dividere, di vedere il mondo non come un campo di battaglia ma come una casa da rendere abitabile, avendo cura del luogo e delle persone. Ogni volta che ho dovuto affrontare una sfida, grande o piccola, ho trovato nelle donne la forza più stabile, quella che non si spegne mai, quella su cui puoi sempre contare».

Fra i sogni che più hanno trovato realizzazione e grande soddisfazione c’è l’esperienza di Expo 2015. Una sfida che, osserva Ettore Prandini, «ha portato Milano e l’Italia su un tavolo internazionale, segnando uno spartiacque e affermando la centralità del cibo e dell’alimentazione a livello mondiale».

Dal libro emerge un ritratto meno noto di Letizia Moratti, lontano dall’immagine pubblica della manager algida e della “lady di ferro”. «Non mi riconosco in quell’etichetta – confessa –. Sono timida e sentivo il bisogno di raccontare anche il mio lato personale: l’amore per la vita, il lavoro di squadra, lo stare con gli altri. Non è stato facile». Un aspetto che, come osserva Francesca Bazoli, appare con particolare evidenza nel legame con la comunità di San Patrignano, di cui Moratti è sostenitrice storica e cofondatrice insieme al marito Gian Marco, scomparso. «Lì emerge una Letizia Moratti diversa: una dimensione in cui, racconta l’autrice, trovano spazio valori come solidarietà, dedizione, speranza e rinascita.

Spazio anche a una riflessione critica sull’Europa. «Deve recuperare il ruolo che ha perso – afferma Moratti –. Oggi ha una governance vecchia e non coerente con le trasformazioni del mondo». L’Unione, nata come progetto politico ed economico capace di garantire decenni di pace, fatica secondo l’autrice a competere con le superpotenze e a dare risposte concrete a territori, famiglie e sistema produttivo. «Servono riforme profonde e il coraggio di riprendere il cammino verso una Costituzione europea». La Moratti invita tutti a guardare al presente con speranza: la fragilità può trasformarsi in forza e la cura dell’altro rendere la vita più piena, anche nelle difficoltà.

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