Buongiorno a tutte e a tutti,
mi unisco ai ringraziamenti del Magnifico Rettore e rivolgo a ciascuno di voi il mio più cordiale benvenuto, insieme a un sincero ringraziamento per la vostra presenza in questa giornata per noi così significativa.
Prendere la parola oggi da questo podio, in qualità di Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, è per me motivo di profonda emozione.
Un’emozione che nasce dalla solennità del momento, ma soprattutto dal senso di responsabilità legato al ruolo che, pro tempore, svolgo al servizio di questa Istituzione.
Sono stato eletto Preside solo sei mesi fa. Un tempo breve, che non consente ancora bilanci compiuti.
Desidero quindi cogliere questa occasione per condividere con voi il senso del mandato che mi è stato affidato e le principali linee di indirizzo del cammino che intendiamo percorrere nei prossimi anni, nel rispetto della nostra storia e delle nostre radici.
Il Magnifico Rettore ha già ricordato l’evento doloroso che ha profondamente segnato la nostra comunità: la perdita del Professor Giovanni Scambia.
Una perdita che ha lasciato un vuoto umano e scientifico enorme.
E a questo proposito, mi fa molto piacere condividere con voi la decisione dell’Ateneo di intitolare al Professor Scambia, in occasione del primo anniversario della sua scomparsa, la biblioteca sita al Policlinico Gemelli quale testimonianza tangibile della stima e della riconoscenza dell’intera comunità accademica e clinica.
In quel passaggio delicato, la Facoltà si è stretta con grande unità attorno all’allora Preside, Professor Antonio Gasbarrini, che con senso di responsabilità, ha assunto l’onere e l’onore di dare continuità al percorso avviato dal Professor Scambia alla guida del nostro IRCCS.
In quella fase ricoprivo l’incarico di Vicepreside, e la comunità accademica che ancora ringrazio ha voluto accordarmi la fiducia che mi consente di rappresentarla oggi nel ruolo di Preside.
Contestualmente, come è stato ricordato, anche la governance della Fondazione stava attraversando una fase di rinnovamento.
Insieme, siamo stati chiamati a svolgere il ruolo di guida, ispirandoci ai valori fondanti di questo Campus fortemente voluto da Padre Agostino Gemelli. Valori chiari, forti e non negoziabili.
Valori che ci ricordano che il nostro compito è formare medici e professionisti sanitari che, cito, “avendo un’anima educata alla osservanza delle norme dettate dal cattolicesimo, vedano nel malato un fratello da aiutare”, una persona da assistere con competenza scientifica ma soprattutto profonda umanità.
Tre anni dopo l’inaugurazione della Facoltà di Medicina, nasceva nel 1964 il Policlinico Gemelli, un policlinico universitario appartenente all’università e consacrato ai medesimi valori.
Facoltà e Policlinico, hanno condiviso successi, sfide e anche scelte non facili quali la separazione del Policlinico e la sua trasformazione in Fondazione nel 2015.
Una separazione solo formale, non sostanziale.
La Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli restava legata all’università nella consapevolezza che solo mantenendo anzi rafforzando lo stretto legame con la Facoltà poteva affermarsi nel panorama nazionale e internazionale.
E questa integrazione ha consentito di ottenere, in soli tre anni, il riconoscimento come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico nel 2018.
Non una separazione, dunque, ma una sinergia rafforzata e rafforzante, nella piena condivisione di didattica, ricerca e assistenza che continua a rappresentare la nostra forza.
Vediamo ora brevemente quello che abbiamo realizzato come Facoltà nello scorso anno accademico e quello che abbiamo in corso per quest’anno e stiamo progettando per il prossimo.
Prima di farlo, però, desidero esprimere un ringraziamento sincero a tutta la comunità universitaria qui presente.
Docenti, personale tecnico-amministrativo, ricercatori, specializzandi, dottorandi, studenti, assistenti pastorali, direttori dei collegi, medici e professionisti sanitari a tutti loro sento di dover dire, anche a nome della mia vicepreside, grazie, perché ciascuno con il proprio ruolo, contribuisce quotidianamente, al servizio che garantiamo ai nostri pazienti e ai nostri studenti.
E questo è un patrimonio che va riconosciuto e custodito.
La didattica è il cuore della nostra missione.
Come ci ricorda Papa Leone “Educare è un atto di speranza e una passione che si rinnova perché manifesta la promessa che vediamo nel futuro dell’umanità”. Per questo poniamo grande attenzione a una formazione integrale degli studenti, che va oltre le competenze tecniche e mira a favorire lo sviluppo di una personalità orientata allo spirito di servizio, di umanità e di solidarietà.
Al 1° novembre, l’organico della Facoltà comprendeva 513 docenti grazie ai quali nell’anno accademico in corso abbiamo attivi 44 corsi di studio distribuiti su 8 sedi da Potenza a Bolzano cui va aggiunto l’impegno in 2 Corsi Interfacoltà con Economia e 2 con la Facoltà di Scienze della Formazione.
I tempi ristretti non mi permettono di farlo per tutti, ma voglio ricordare i Corsi di Laurea Magistrale a Ciclo Unico nel Campus: Farmacia, Odontoiatria, Medicina e Chirurgia in italiano, Medicina e Chirurgia con potenziamento tecnologico (MedTec), un corso interateneo in collaborazione con l’Università Roma Tre, e infine Medicine and Surgery in lingua inglese che accoglie studenti provenienti da oltre 40 paesi e del quale 2 anni fa abbiamo aperto una replica in collaborazione con la Provincia Autonoma di Bolzano e la Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, presso il Polo Universitario Claudiana di Bolzano.
E mi perdonerete se per brevità mi soffermerò soprattutto sui Corsi di Medicina ma pari attenzione è dedicata a tutti i nostri Corsi di Studio.
L’attività Post-laurea nel corrente anno accademico comprende:
7 Dottorati di Ricerca con oltre 300 dottorandi, 56 Scuole di Specializzazione con 2.176 specializzandi, 107 master di cui 16 attivati in collaborazione con la Facoltà di Economia dall'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari (ALTEMS) e numerosi corsi di perfezionamento.
La qualità di questa intensa attività formativa ci ha permesso di migliorare il nostro posizionamento nei ranking internazionali portando l’Ateneo per la Medicina, al 5° posto in Italia nella classifica Times Higher Education e al 6° posto in Italia e al 170° nel mondo nel QS World University Rankings su oltre 1000 Istituzioni valutate.
La Ricerca rappresenta un altro pilastro fondamentale.
Si sviluppa nei nove Dipartimenti e nei 25 Centri di ricerca della Facoltà con oltre 420 Progetti attivi.
Il Rettore ha già ricordato gli entusiasmanti successi ottenuti dai nostri ricercatori. A questi vanno sommati quelli ottenuti in collaborazione con 800 Dirigenti Medici impegnati nella Ricerca della Fondazione. Come già ribadito, infatti, le due Istituzioni crescono insieme accomunate da un unico progetto accademico, scientifico e assistenziale integrato che costituisce la nostra peculiarità e ci permette quest’anno di dedicare alla ricerca scientifica nel Campus Gemelli risorse complessive superiori ai 70 milioni di euro.
Insieme viene gestita anche l’attività clinico-assistenziale della Fondazione che in dieci anni ha ottenuto riconoscimenti di rilievo nazionale e internazionale, come la certificazione JCI e in particolare vorrei ricordare anch’io i risultati ottenuti nell’ultimo anno per quanto riguarda il miglioramento dei tempi di attesa al Pronto soccorso e l’altissimo numero di prestazioni e gli eccellenti risultati raggiunti in ambito oncologico e ribadisco il ringraziamento alla Regione Lazio e al Governo nazionale per il continuo supporto.
A queste attività si aggiungono quelle di terza missione con centinaia di iniziative e oltre 100 progetti solidali che fanno capo alla Commissione solidarietà del Campus. E fra le tante iniziative solidali realizzate quest’anno mi fa piacere ricordare l’accoglienza e l’assistenza offerte a pazienti e studenti provenienti dalle zone di guerra per le quali ringrazio per il continuo supporto e la stretta collaborazione i Ministeri dell'Università e della Ricerca e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
E ora uno sguardo al futuro.
Due sono le parole chiave che ci faranno da guida per i prossimi anni: alleanza e coerenza. Avete già sentito dal Rettore le principali Linee d’azione, in coerenza con i nuovi Piani Strategici delle due Istituzioni, per quanto riguarda la Ricerca e l’Assistenza. Particolare attenzione sarà dedicata alla valorizzazione dei giovani ricercatori e alla stabilizzazione dei ricercatori più meritevoli. Sarà rafforzata l’alleanza e la sinergia con la Fondazione per proseguire in coerenza con gli impegni presi con gli studenti e le loro famiglie e con i pazienti.
Vogliamo essere noi tutti, docenti e tutor, esempio concreto e coerente della cura come missione, del mettere il sapere al servizio dell’uomo, del dialogo costante fra scienza ed etica e dell’impegno personale al servizio e per il bene di tutti, con competenza scientifica, responsabilità, compassione e coscienza.
Abbiamo co-progettato con gli studenti e per gli studenti un ciclo di incontri intitolato “Oltre la Medicina” per favorire la formazione integrale degli studenti, non solo sul piano professionale ma anche umano ed educativo.
Il Rettore ha già ricordato l’impegno per avviare nel nostro Campus, in collaborazione con la Facoltà di Psicologia, nel prossimo anno accademico un nuovo Corso di Laurea Magistrale in Psicologia clinica e della salute.
Intendiamo promuovere un programma strutturato di didattica innovativa nei nostri Corsi di Laurea, in linea con le migliori pratiche nazionali e internazionali e con le strategie di qualificazione dell’offerta formativa dell’Ateneo.
E infine, stiamo dedicando e continueremo a dedicare la massima attenzione all’organizzazione delle attività professionalizzanti, che riteniamo elemento imprescindibile della formazione medica e che intendiamo valorizzare quale tratto distintivo dei nostri Corsi di Studio.
Lavoreremo per una formazione medica che riporti lo studente e il medico in formazione al centro della relazione di cura, restituendo valore al tempo al letto del paziente, all’ascolto, all’empatia e alla responsabilità professionale, per promuovere una cura realmente centrata sulla persona.
Tecnologia e innovazione sono strumenti straordinari, ma non possono sostituire l’incontro umano e il progresso scientifico non può prescindere da una dimensione umana ed etica che ponga la persona al centro e che intenda la medicina come servizio e in cui il rispetto della vita sia criterio fondamentale nelle scelte cliniche e nelle decisioni complesse.
E allora, mi rivolgo soprattutto a voi care studentesse e cari studenti.
È in questa prospettiva che intendiamo declinare l’“Alleanza tra le generazioni”, intesa come collaborazione tra docenti e studenti, tra tutor e discenti e come dialogo fecondo tra l’esperienza di chi ha già compiuto un lungo percorso e la curiosità di chi è motivato a intraprenderlo ed esplorarlo.
Un’alleanza fondata sulla fiducia reciproca, sull’ascolto e sulla responsabilità educativa. Perché non c’è buona formazione senza una relazione autentica tra chi insegna e chi apprende. E tutto questo va fatto con coerenza.
Coerenza tra ciò che insegniamo e ciò che siamo.
Tra i valori che professiamo e i comportamenti che adottiamo. Tra gli impegni che assumiamo e la capacità di onorarli, verso di voi e, soprattutto, verso i pazienti.
Perché insegnare è una grande responsabilità per la quale occorre preparazione ma soprattutto passione, disponibilità, umiltà, dedizione, coerenza di vita e testimonianza. Ogni gesto, ogni parola, ogni scelta educa almeno quanto una lezione.
Il compito che ci attende è impegnativo, ma profondamente entusiasmante. Sappiamo di poter contare su una comunità competente, motivata, generosa che lavora unita, nel rispetto dei diversi ruoli e delle specifiche responsabilità, per rendere possibile ogni giorno questa straordinaria avventura accademica, scientifica e assistenziale che vede uniti Facoltà e Policlinico.
Continuiamo dunque a lavorare insieme per il nostro Campus Gemelli nella consapevolezza che la sua solidità e la sua capacità di durare nel tempo dipendono dal nostro impegno quotidiano nel coniugare apertura al futuro e all’innovazione con una salda fedeltà ai valori fondativi del nostro Ateneo.
È questo l’impegno che assumiamo oggi, per voi e con voi, con l’orgoglio di far parte di una comunità che non solo crede in certi valori, ma li vive concretamente, ogni giorno rispondendo con prontezza e umanità oltreché con grande professionalità.
Grazie a tutti per l’attenzione.