
News | Piacenza
In Cattolica arriva “My Vertical Food”
Mercoledì 4 marzo, dalle 14, un viaggio nella filiera agroalimentare tra innovazione, territorio e sostenibilità
| Sabrina Cliti
23 dicembre 2022
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Piatti fusion e tecnologia: sono questi gli ingredienti che hanno portato sul podio della FoodTech Challenge gli studenti Alessandro Maria Carulli, Beatrice Paraboschi, Nicolaj Franceschi.
L’iniziativa, organizzata dall’Università Cattolica nel campus di Piacenza, in collaborazione con Spazio AREA S3 di ART-ER e Urban Hub, insieme alla startup “Italian Good Mood”, era aperta a team interdisciplinari di studenti delle facoltà Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali ed Economia e Giurisprudenza, e ha sfidato i partecipanti nella ricerca di soluzioni originali per il comparto della ristorazione.
«La concretezza e gli elementi di innovazione della proposta, capace di combinare un’offerta culinaria aperta all’interculturalità con l’esigenza di valorizzazione dei prodotti locali, l’efficienza nell’approvvigionamento e la trasparenza per il consumatore ha premiato il gruppo “FusionIT – Il mondo del piatto”, che ha puntato alla valorizzazione della cucina dei prodotti tipici locali con proposte che accolgono culture culinarie diverse, il tutto “condito” con iniziative a tema e strumenti per la creazione di una community di appassionati a questo format culinario» dice Edoardo Fornari, che insieme ai professori Ettore Capri e Roberto Bernazzani ha seguito gli studenti in questo progetto: «Obiettivo del percorso è stato quello di orientare gli studenti alle azioni di Open Innovation, partendo dalle collaborazioni intersettoriali dove le capacità di lavorare in team per lo sviluppo di soluzioni a fabbisogni di innovazione e di mercato rappresentano la chiave per i lavori del presente e sempre più del prossimo futuro».
Molti spunti interessanti sono giunti anche dagli altri progetti, che hanno sviluppato efficaci proposte di business puntando su vari elementi: dalle “growth chambre”, agli spazi polifunzionali, che vedono il cibo come una esperienza di benessere legato anche ad altri aspetti sensoriali, per arrivare a strumenti più originali per comunicare la qualità del prodotto al consumatore finale.
L’evento ha rappresentato la tappa finale di un percorso che ha previsto approfondimenti tematici e azioni di mentoring per i gruppi partecipanti che si sono confrontanti anche con startup coinvolta “Italian Good Mood”.
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