Quali scenari si stagliano all’orizzonte di un'Europa sempre più visibilmente in crisi di identità?
In un contesto segnato da conflitti e tensioni, e difficoltà legate alle situazioni di convivenza interetnica e interreligiosa, la Summer school “Mobilità umana e giustizia globale” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore organizza giovedì 27 agosto a Palermo una tavola rotonda intitolata proprio “Identità cristiana in un’Europa in crisi di identità”.
L’evento aperto alla cittadinanza (presso l’Aula Magna della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia "San Giovanni Evangelista" alle ore 16.30), chiuderà l’edizione 2026 della Scuola e vedrà, tra gli altri, gli interventi di S.E. cardinale Fabio Baggio, pro-prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale della Santa Sede (con l’incarico speciale del Centro di Alta Formazione “Laudato si’” di Castel Gandolfo); S.E. monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e presidente della Fondazione Migrantes; S.E. monsignor Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara – Comacchio.
Come spiega Laura Zanfrini, professoressa di Sociologia delle migrazioni e della convivenza interetnica all’Università Cattolica e direttore scientifico della Summer School, «l’immigrazione è uno “specchio” della società, delle sue trasformazioni, delle sue contraddizioni. Il confronto interculturale e interreligioso è occasione privilegiata per riappropriarci della “nostra” identità e della “nostra” tradizione religiosa. Un’opportunità quanto mai preziosa in un’Europa che fatica a immaginare un futuro e a rispondere alla ricerca di senso delle giovani generazioni».
Questa è la logica sottesa alla Summer school, promossa dall’Università Cattolica grazie al sostegno della Fondazione Migrantes della CEI e in collaborazione con lo Scalabrini International Migration Institute, l’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, la Fondazione ISMU ETS e, quest’anno, l’Arcidiocesi di Palermo.
Per la sua XIV edizione si è scelto di approfondire il tema della cultura e delle sfide poste dalla convivenza interculturale e interreligiosa a Palermo, territorio paradigmatico per la sua storia. Naturale crocevia di popoli, culture e religioni, il capoluogo siciliano è, infatti, tuttora Porta sul Mediterraneo e crogiuolo di iniziative capaci di mettere in dialogo passato e futuro, identità locale e apertura al mondo.
Mentre in Italia e in Europa ci si confronta sul nuovo Patto sull’immigrazione e l’asilo, la Summer school offre l’opportunità di riflettere sui temi della governance della mobilità umana e dei processi di integrazione e convivenza, prendendo le distanze dalle strumentalizzazioni e dalle logiche divisive del dibattito pubblico e mediatico. In particolare, la Scuola vuole favorire la maturazione di competenze e lo scambio di esperienze utili a gestire le difficoltà che inevitabilmente sorgono nelle situazioni di convivenza interetnica e interreligiosa, ma anche in grado di sprigionarne il potenziale positivo, sia nei contesti di vita quotidiana – scolastici, sociosanitari, professionali, di vicinato –, sia negli scenari sfidanti in Europa.