Non sono molti gli studenti che introducono nel proprio piano di studi un esame in più, così come sono altrettanto rari gli studenti che terminano il proprio percorso di laurea dando un esame in “sovrannumero”. Significa che alle loro spalle c’è molta bravura, metodo, volontà, impegno.
Vittoria Ronchetti, neolaureata in Letterature straniere, è tra questi studenti. «Il mio ultimo esame è stato un sovrannumerario, mi ritrovavo quindi in una situazione dove l’esito non era più poi così importante… ma seduta in attesa di essere chiamata all’esame, ho sentito una sensazione di competitività un po’ inattesa. Mi sono detta che doveva andarmi bene per forza, perché l’idea di togliermi con pieno appagamento lo sfizio del sovrannumerario mi è sembrata pressoché irresistibile» racconta Vittoria, che poi ricorda nitidamente, una volta superata brillantemente la prova, di aver provato «un’improvvisa leggerezza, come un peso che si solleva dal petto, seguito dopo da un grande senso di soddisfazione, un “ce l’ho fatta” da rendere quasi un po’ ebeti». Storia della critica è stato l’esame in più sostenuto da Vittoria prima di laurearsi: «sono stata da subito brava a tenermi in pari con gli esami; nelle sessioni estive macinavo anche dieci, undici appelli nel giro di due mesi. Quando è arrivato il momento di compilare il piano di studi al terzo anno, avevo potenzialmente lo spazio per sostenere un esame extra. È stato un esame molto piacevole da preparare, sicuramente anche perché la pressione di andare bene era ridotta».
Determinazione, dedizione e una gran sicurezza emergono dalle parole della neodottoressa Vittoria che, se pensa alla notte precedente al suo ultimo esame, confessa infatti che riuscì a non farsi prendere dall’ansia e a seguire «la mia solita routine: ho cenato in famiglia, ho letto qualcosa alla nonna, ho guardato un po’ lo smartphone e sono poi andata a letto presto. Niente ansia, magari un lieve senso di trepidazione. Mi piace pensare alla sfida che mi aspetta». Se invece ripensa a tutti gli esami del suo corso di laurea, Vittoria non ha dubbi nell’individuare in Letteratura inglese 3 quello che le ha dato più soddisfazioni «Il mio “vero” ultimo esame, senza contare il sovrannumerario; mi ero preparata con moltissima dedizione e sono riuscita ad avere la lode che nella materia mi era sfuggita per due anni». Cita invece Cultura Classica ed Europea come l’esame che l’ha inaspettatamente, e più del previsto, appassionata mentre definisce Giornalismo e informazione digitale come l’esame che le “ha aperto nuovi orizzonti”: «Sono sempre stata una lettrice piuttosto passiva dei giornali, ma studiare la disciplina mi ha permesso di capire molto su una realtà con cui ho, ma con cui alla fine abbiamo tutti, a che fare quotidianamente».