Come ha dimostrato il progetto in Mali a cui ha partecipato il dottorando di Agrisystem Gabriele Bellotti. «Lo scopo era rigenerare i suoli agricoli di quattro villaggi rurali e, di conseguenza, generare ricchezza, sviluppo, opportunità lavorative e ridurre l'incidenza delle emigrazioni irregolari». Secondo il dottorando «questo progetto non rappresenta solo un esempio di cooperazione multidisciplinare e multiculturale, ma dimostra come un lavoro svolto in sinergia con le istituzioni locali possa generare fiducia, sviluppo duraturo e portare a cambiamenti concreti nella vita delle persone coinvolte».
Alla base di tutto c’è quello che la professoressa Beccalli nei vari Dies ha definito education power, «per evidenziare il ruolo decisivo dell’educazione come base per lo sviluppo integrale e sostenibile». Secondo il rettore «anche nella ricerca, nella didattica e nelle attività dell’ambito agro-alimentare l’education power può essere risolutivo. Un esempio su tutti: per il raggiungimento dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030, l’azione della FAO risulta indispensabile».
Sul ruolo degli organismi internazionali cruciale per la «trasformazione» dell’Africa si è concentrata la prolusione di Nosipho Nausca-Jean Jezile, presidente del Comitato per la sicurezza alimentare mondiale presso la FAO e ambasciatrice del Sudafrica in Italia. «Le organizzazioni internazionali, intergovernative e regionali - come il Comitato per la sicurezza alimentare mondiale, che presiedo, o l’Unione africana - i governi, la società civile e il settore privato devono agire insieme per promuovere un cambiamento positivo nella regione» ha affermato. «I Paesi africani sono impegnati ad aggiungere investimenti in agricoltura, riducendo così il futuro fabbisogno di importazioni. La trasformazione dei sistemi alimentari in Africa è una questione critica, poiché il continente è alle prese con l'insicurezza alimentare, il cambiamento climatico, la rapida urbanizzazione e i cambiamenti economici. Trasformare i sistemi alimentari significa assicurarsi che siano più sostenibili, resilienti ed equi, affrontando al contempo le sfide associate alla malnutrizione, allo spreco di cibo e alla bassa produttività agricola in vari territori. Come ha detto Papa Francesco, il diritto a una vita veramente umana porta logicamente al diritto a cibo sufficiente per sostenere una vita dignitosa».
Secondo l’ambasciatrice «la trasformazione dei sistemi alimentari in Africa richiede un approccio olistico, che combini innovazione, riforme politiche e pratiche sostenibili. La collaborazione tra le istituzioni, in particolare i governi, il settore privato, gli agricoltori e gli istituti di ricerca o le università, sarà fondamentale per ottenere un continente sicuro e resiliente dal punto di vista alimentare. L'approccio del governo italiano alla collaborazione con il continente africano con il “Piano Mattei” è uno sviluppo positivo». Ma «il successo dipenderà - ha concluso l’ambasciatrice - da una cooperazione trasparente e reciprocamente vantaggiosa tra i Paesi africani e l’Italia in partnership con le istituzioni accademiche per una scienza e una ricerca basate sull'evidenza a sostegno di decisioni e investimenti informati, compreso il ruolo e il contributo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza».