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Il ruolo dell'intelligenza artificiale nell'alta formazione

28 febbraio 2025

Il ruolo dell'intelligenza artificiale nell'alta formazione

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Un percorso interamente dedicato ai docenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, per approfondire il ruolo dell’intelligenza artificiale nell’alta formazione. È l’innovativa iniziativa, appena conclusa, firmata dal Teaching and Learning Lab (TeLeLab), il laboratorio dell’Università Cattolica che contribuisce al miglioramento e all’innovazione didattica dell’ateneo offrendo agli studenti un’esperienza formativa di qualità, diretto da Giovanni Marseguerra, e dallo Humane Technology Lab (HTLab), il laboratorio dell’ateneo che investiga il rapporto tra esperienza umana e tecnologia, diretto da Giuseppe Riva.

Il percorso "Un'introduzione al ruolo dell'IA nell'alta formazione", rivolto a tutti i docenti su base volontaria, in presenza a Milano e in live streaming nelle altre sedi, ha esplorato come l’intelligenza artificiale possa migliorare le pratiche didattiche e i processi di apprendimento, fornendo strumenti concreti e metodologie per integrare l’AI nei percorsi formativi. Al contempo, ha posto in evidenza le principali criticità e problematiche etiche connesse all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Si sono iscritti oltre 160 docenti, tra i campus di MilanoBrescia, Piacenza e Cremona.

 

«L’intelligenza artificiale è certamente la più grande innovazione tecnologica della nostra epoca» spiega il professor Marseguerra. «Il problema è dato dal fatto che è una tecnologia ambivalente, fonte di grandi opportunità, anche nel mondo della formazione e della ricerca, ma anche grandi rischi. Pensiamo, ad esempio, alla possibilità sempre presente di una delega cognitiva. Ha fatto bene il nostro ateneo, dunque, a mettere a sistema le grandi competenze di TeLeLab e di HTLab, per fornire anche ai docenti un percorso formativo sull’intelligenza artificiale, dopo il grande successo delle iniziative sullo stesso tema dedicate agli studenti. Questi percorsi, peraltro, rientrano perfettamente all’interno del patto educativo sull’intelligenza artificiale che stato annunciato dal Rettore nel corso dell’ultima inaugurazione dell’anno accademico». 

Il percorso, proprio per la sua natura trasversale, non ha richiesto competenze informatiche pregresse né una specifica preparazione tecnica. E si è concentrato principalmente su due aspetti: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale come strumento didattico per migliorare l'apprendimento, con particolare attenzione alla personalizzazione dell'esperienza educativa, e il supporto ai docenti a guidare gli studenti in un mondo sempre più influenzato da questa tecnologia, sviluppando competenze critiche e analitiche. Tra i feedback dei partecipanti, emergono la soddisfazione generale, l'interesse per i moduli specifici e, soprattutto, la richiesta di ulteriori approfondimenti pratici e applicazioni concrete dell'intelligenza artificiale nella didattica e nella ricerca, affiancata da quella di una maggiore flessibilità nelle modalità di erogazione del percorso.

Un articolo di

Francesco Berlucchi

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