Come spiega la professoressa Missaglia per Canetti la lingua «non è solo espressione e comunicazione, è identità» e ogni nuova lingua significa una rinascita, una scoperta che gli permette di vedere il mondo con uno sguardo nuovo. Nella sua opera Canetti riflette sulla lingua: sul rapporto tra la parola e ciò che essa designa, fino ad arrivare a evocare ricordi sulla base del suono di una determinata parola. Questo accade in particolare con la lingua tedesca che Canetti apprende da bambino dalla madre e che, come sottolinea la professoressa Missaglia, diventerà la sua lingua d’elezione: «il passaggio al tedesco è una sorta di rinascita, scrivere in quella lingua sarà il suo modo di esistere».
Come, quindi, maggio è il mese della natura che sboccia e rifiorisce, così per l’uomo, parole e suoni di lingue diverse fanno sbocciare significati e culture differenti, rivelando la loro forza salvifica e risvegliando la capacità di costruire ponti e relazioni tra mondi lontani.
La lingua salvata è un libro che mostra chiaramente il valore delle lingue straniere come strumento di apertura mentale. «Parlare più lingue permette di entrare in contatto con prospettive differenti, di decifrare codici culturali diversi e di vivere un’esperienza del mondo più ricca e consapevole» fa presente infine la professoressa Missaglia, senza dimenticare che «conoscere più lingue ci permette anche di accedere alla natura più intima e profonda di noi stessi».
Il format Un anno in pagine è un prodotto realizzato dalla Funzione Comunicazione per NUnC, il Network dell’Università Cattolica.