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Sette giorni nel cuore dell’Europa, due viaggi di studio per gli studenti dell’Università Cattolica

10 giugno 2026

Sette giorni nel cuore dell’Europa, due viaggi di studio per gli studenti dell’Università Cattolica

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Due viaggi di studio nel cuore dell’Europa. Accompagnati da Paolo Sckokai, direttore del Dipartimento di Economia Agro-alimentare dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Giorgia Spigno, direttrice del Dipartimento di Scienze e tecnologie alimentari per una filiera agro-alimentare sostenibile (DiSTAS), Luca Cattaneo, ricercatore di Zootecnia speciale, Lorenzo Stagnati, ricercatore di Genetica agraria, Mirta Casati e Maria Giovanna Pellegrino, assegniste di ricerca, e Melissa Polo, dottoranda presso il DiSTAS. È l’esperienza che hanno vissuto due gruppi di studenti della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali provenienti dai campus di Piacenza e di Cremona.

«Il primo giorno abbiamo avuto il piacere di visitare Lavaux Vinorama, una cantina sociale svizzera che si estende su oltre 800 ettari nell'incredibile e sorprendente paesaggio del lago di Ginevra» raccontano gli studenti e le studentesse che hanno partecipato al primo dei due viaggi, iscritti ai corsi di laurea magistrale in Agricultural and food economics (Cremona) e in Agricoltura sostenibile e di precisione e Viticoltura ed enologia sostenibili (Piacenza). «Dopo aver approfondito il concetto di viticoltura eroica, abbiamo preso parte a una degustazione di tre diversi vini bianchi ottenuti dallo stesso vitigno ma coltivati in terreni con consistenze diverse. E proprio questo conferisce a ogni vino le sue qualità distintive e peculiari».

Da lì, il viaggio di studio si è spostato al centro di ricerca di Agroscope a Changins, vicino a Nyon. «Abbiamo osservato l'impatto di diversi tipi di coltivazione e fertilizzazione sui campi sperimentali, tra cui la lavorazione minima, la non lavorazione e la semina diretta» continuano gli studenti. «Per quanto riguarda la gestione dei nutrienti, abbiamo esaminato l'applicazione di azoto sulla colza e l'uso di trucioli di legno e di cenere vulcanica. Inoltre, abbiamo visto esempi di agroforestazione con salici e copertura erbosa. Queste tecnologie vengono applicate a diverse consistenze del terreno, ottenendo risultati differenti».

Il terzo giorno, passato il confine con la Germania, è stata la volta della cantina Weingut Dr. Bürklin-Wolf, una delle più prestigiose cantine tedesche. «Abbiamo assaggiato cinque vini bianchi, tra cui un Pinot Bianco e diversi Riesling, tutti ben bilanciati, con una buona intensità aromatica e una spiccata mineralità» raccontano gli studenti. «Abbiamo anche visitato i vigneti per osservare nel dettaglio la gestione delle viti».

Un articolo di

Francesco Berlucchi

Francesco Berlucchi

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Gli studenti dei campus di Piacenza e di Cremona dell’Università Cattolica si sono poi spostati poco più di 25 chilometri verso est, a Mannheim, dove ha visitato lo stabilimento John Deere, nel quale vengono prodotti i trattori delle serie 6M e 6R, distribuiti in tutto il mondo. Lo stabilimento si estende su una superficie di circa 70 ettari. «Uno dei principali punti di forza dell'azienda è il suo sistema logistico» raccontano gli studenti. «Abbiamo potuto osservare la complessità del loro approccio produttivo. La combinazione di storia, robotica avanzata e competenza umana crea un forte equilibrio».

Il quinto giorno il gruppo ha visitato la Commissione europea, dove gli studenti hanno incontrato Pasquale Di Rubbo e Margherita Muzzillo, entrambi alumni della magistrale Agricultural and Food Economics dell’Università Cattolica. Di Rubbo ha presentato le principali funzioni della Commissione Europea e ha sottolineato l'importanza dei megatrend nella definizione del lavoro politico, mettendo in evidenza come l’agricoltura stia diventando un settore altamente innovativo e in rapida evoluzione, dove la sfida principale è garantire che tutte le parti interessate possano sviluppare modelli di business sostenibili e redditizi.

Margherita Muzzillo, invece, ha parlato agli studenti dell’Università Cattolica della Politica agricola comune (PAC), concentrandosi sulla sua evoluzione e sulla crescente enfasi sulle prestazioni. Ha inoltre sottolineato l'importanza cruciale di rendere il settore più attraente per i giovani agricoltori. Andrea Porcella Capkovicova, infine, ha presentato i principi chiave del monitoraggio delle prestazioni, con particolare attenzione agli indicatori utilizzati.

Il giorno seguente, il viaggio di studio ha condotto studentesse e studenti al Royal Holland Flower Market di Aalsmeer, una delle più grandi aste floreali del mondo. «Qui abbiamo osservato come funziona l'asta, con migliaia di fiori e piante scambiati ogni giorno in un ambiente frenetico e altamente organizzato» raccontano gli studenti, che hanno potuto vivere questa esperienza grazie al sostegno dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e di Fondazione Invernizzi, Mazzoleni, Sivam, ATZ Attrezzature Zootecniche, Lely, ED&F MAN, Sugar Plus, ⁠Dinamica generale, Cargill, Consorzio Agrario Terrepadane, Consorzio Agrario Cremona, Azienda Agricola Gerre Basse, Corteva Agriscience.

L’ultima tappa è stata il castello di Marsannay, nel cuore della Côte de Nuits, dove gli studenti hanno esplorato la ricca tradizione vinicola della regione, con particolare attenzione alle pratiche biologiche. «La tenuta segue metodi sostenibili e rispettosi dell’ambiente, rispettando l’equilibrio naturale del vigneto e valorizzando l’espressione del terroir» spiegano gli studenti. «Abbiamo potuto degustare cinque vini rossi di annate diverse, in modo da comprendere come si evolvono nel tempo e acquisiscono complessità con l'invecchiamento. È stata complessivamente un’esperienza formativa di grande valore».

Il viaggio del secondo gruppo di studenti e di studentesse, provenienti dai corsi magistrali in Scienze e tecnologie alimentari e Agricoltura sostenibile di precisione (Piacenza), e in Food processing: innovation and tradition, (Cremona), è partito dall’azienda agro-zootecnica Gaec Mavi a Vauzelles, in Francia. L’itinerario è proseguito visitando Barry Calleabaut, azienda leader nella produzione di cioccolato e cacao di alta qualità per l'industria alimentare. Il giorno seguente, gli studenti accompagnati da Giorgia Spigno e Luca Cattaneo hanno visitato l’azienda Enza Zaden, dove hanno approfondito il crop breeding nell’ambito orticolo. La visita ha interessato le principali linee produttive dell’azienda, comprese le serre sperimentali e i laboratori. Nel pomeriggio, hanno visitato Aeres Farm, il centro sperimentale della Aeres University of Applied Sciences, in Olanda. «È una realtà innovativa dove si sperimentano nuove tecnologie e vi sono 140 vacche allevate in allevamento convenzionale, 60 vacche in allevamento biologico, 32 scrofe e 280 lattonzoli, oltre 1000 galline e 50 pecore» raccontano gli studenti. «L’azienda mira a studiare l’high tech farming e l’animal welfare based. I prodotti lattiero-caseari vengono trasformati direttamente nel caseificio universitario, e poi successivamente consumati da studenti e docenti nella mensa dell’università».

Il giorno seguente, il gruppo si è unito a quello delle studentesse e degli studenti protagonisti del primo viaggio di studio e, tutti insieme, hanno partecipato a tre seminari sui temi del controllo e del futuro della politica agricola comunitaria presso la Commissione Europea. Da lì, si sono spostati alla Puratos, azienda leader nella produzione di ingredienti e soluzioni innovative per professionisti della panificazione e della pasticceria. Il penultimo giorno di viaggio è iniziato con la visita dell’azienda zootecnica Melkveebeddrijf, un allevamento servito da un sistema biologico grazie al quale le vacche in lattazione hanno accesso libero all’alimentazione. «L’ultimo giorno, tornati in Italia, abbiamo visitato l’azienda vitivinicola Francesco Poli a Santa Massenza, in Trentino» proseguono gli studenti. «Un’azienda a conduzione familiare che produce una vasta gamma di vini bianchi, rossi, spumanti, passiti, grappe, distillati e spirit. L’azienda è a conduzione biologica e il suo prodotto più caratteristico è il Vin Santo prodotto da uve appassite di Nosiola che vengono affinate in botte per sei anni».

Partecipare a questo viaggio di studio in Europa, raccontano gli studenti al loro ritorno nei campus di Piacenza e di Cremona, «è stata un'opportunità formativa di enorme valore. Il percorso che abbiamo fatto con la professoressa Spigno ci ha permesso di toccare con mano la teoria studiata in aula, di sperimentare le dinamiche di importanti realtà europee, e di ampliare i nostri orizzonti. Ringrazio l’Università Cattolica per aver promosso un'iniziativa capace di arricchire così tanto il nostro bagaglio non solo accademico, ma anche personale».

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