Tutte le avventure umane hanno un mito di fondazione. Figurarsi se poteva fare eccezione un’iniziativa come il Master in “Media Relation e Comunicazione d’Impresa” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che, in vent’anni, ha formato oltre 400 professionisti e professioniste che ogni giorno raccontano piccole e grandi storie delle aziende – per lo più di primo piano – nelle quali lavorano.
Durante l’evento che ne ha celebrato il ventennale, lunedì sera, nell’Aula Magna della sede milanese dell’Ateneo, a narrare l’episodio che diede origine alla vicenda è stato Paolo Garavaglia, oggi direttore della Corporate Academy di Trenord e all’epoca direttore della Comunicazione dell’Università Cattolica che, citando una vecchia canzone, ne ha suggerito anche la colonna sonora: «Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo».
Ai miti di fondazione, naturalmente, non si può chiedere la precisione della cronaca. In questo caso, ad esempio, il bar dove tutto ebbe inizio non è certo. Pare, in ogni caso, che si trovasse – o si trovi ancora – dalle parti di via Sant’Agnese, dove ancora oggi opera il Dipartimento di Comunicazione e dello Spettacolo.
Tuttavia, il valore di quegli aneddoti non sta nell’esattezza dei dettagli, ma nella loro capacità evocativa. E questa storia non sfugge alla regola. Gli “amici” che, intorno a quel tavolino, tra tazzine di caffè e idee sul futuro, vent’anni fa si ritrovarono – e che l’altra sera hanno animato la prima tavola rotonda dedicata ai fondatori, categoria alla quale tutti appartengono seppure con ruoli diversi – avevano alle spalle storie professionali e accademiche che spiegano molto di ciò che sarebbe accaduto.
Innanzitutto, si occupavano tutti di comunicazione, ma provenivano da mondi diversi. Stefano Lucchini, oggi Chief International Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo, che sarebbe diventato il direttore del master, dopo esperienze in Montedison, Enel e Banca Intesa era appena approdato in Eni, come Direttore Relazioni Istituzionali e Comunicazione del gruppo. Era dunque un professionista di primissimo piano con ampie relazioni nel mondo produttivo e finanziario. Francesco Casetti, oggi professore a Yale, all’epoca dirigeva il Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Ateneo. Era dunque uno studioso già affermato e impegnato in importanti responsabilità accademiche. Sergio Crippa, che sarebbe diventato uno dei docenti più fedeli del Master, giornalista di formazione, era già passato alla comunicazione d’impresa, prima in Eni, poi in Mondadori e infine nel gruppo Italmobiliare.
Con le loro storie così diverse, i fondatori univano il «rigore accademico» e il «pragmatismo professionale», che rappresentano ancora oggi il segreto del successo e della longevità del Master, come ha ricordato il Rettore Elena Beccalli.