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«Partecipate! Siete pochi, ogni vostro singolo voto è importante»

23 aprile 2026

«Partecipate! Siete pochi, ogni vostro singolo voto è importante»

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«Partecipate! Siete una minoranza nel Paese e, se non andate neppure a votare, conterete sempre di meno». Elsa Fornero parla a 600 ragazze e ragazzi rimasti in silenzio ad ascoltarla per quasi due ore.

Docente universitaria, nella breve parentesi del governo Monti ministro del Lavoro e delle Politiche sociali con delega alle Pari Opportunità, la professoressa Fornero è una delle più assidue frequentatrici degli incontri promossi da Carlo Cottarelli e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore negli istituti superiori del Paese.

Giunto alla terza edizione, Peses – questo il nome del programma – ha portato nelle aule della bistrattata scuola italiana i protagonisti della vita civile. Un tour con un team di esperti d’eccezione che ha raggiunto non solo le grandi città, ma anche i piccoli e medi centri di provincia, da Nord a Sud del Paese.

Questa volta alla professoressa Fornero è toccato l’I.I.S. "G. Bonfantini" di Novara.

L’edificio in mattoni e cemento si erge tra le prime risaie attorno alla città. La proprietà comprende un grande parco, una palestra, spazi per lo sport, un vigneto didattico, una stalla e degli orti. «Siamo una scuola e anche un’azienda agricola da 40 ettari che si autosostiene», spiega orgogliosa la dirigente scolastica Biatriz Baldo mentre accompagna gli ospiti verso l’aula magna che, nel frattempo, si sta riempiendo di studentesse, studenti e insegnanti.

Un articolo di

Francesco Chiavarini

Francesco Chiavarini

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Ed è a loro che la professoressa rivolge il suo invito alla partecipazione, dopo aver snocciolato con chiarezza i concetti alla base della vita economica: che cosa è il PIL, che cosa si intende per crescita economica, che cosa è il valore aggiunto.

«La democrazia non è un mondo perfetto, ma non ne abbiamo ancora trovato uno migliore», attacca. In questo sistema, dove una testa vale un voto, i numeri sono tutto. Purtroppo, però, in Italia i numeri non sono a favore dei giovani. A causa di un inverno demografico che pare non conoscere fine, le nuove generazioni sono una porzione della popolazione sempre più esigua. Non rappresentano una base elettorale, «una constituency», dice la professoressa Fornero, ricorrendo al termine in inglese. Se questa quota di elettori si assottiglia ancora di più, perché diserta le urne, il suo peso sulle scelte future del Paese diventa ancora più irrilevante: è il ragionamento, rigoroso come una formula matematica.

Se non bastasse l’aritmetica, è l’evidenza dei fatti che dovrebbe convincerci. Quello che la contabilità elettorale suggerisce per il futuro, infatti, sta già accadendo nel presente.

La professoressa Fornero cita, a titolo d’esempio, due proposte che il governo ha dichiarato in questi giorni di voler avanzare all’Unione Europea: la richiesta di sospendere il patto di stabilità e la modifica del sistema ETS per l’uscita dai combustibili fossili. Un allentamento dei vincoli di bilancio pubblico e maggiori margini di libertà nell’applicazione delle norme ambientali sarebbero necessari per affrontare la situazione di emergenza prodotta dai conflitti in Ucraina e nel Golfo. Ma affrontare la crisi autorizzando altra spesa pubblica e fare marcia indietro nel contrasto alle emissioni che alterano il clima significa spostare a domani i problemi di oggi.

«Che altro sono queste proposte se non scelte contrarie agli interessi di voi giovani, che pagherete a caro prezzo in termini di maggiore debito e di un ambiente più degradato?», afferma la professoressa.

Proprio l’alleanza tra le generazioni è stato il tema messo al centro dal Rettore dell’Università Cattolica, Elena Beccalli, nelle inaugurazioni dell’anno accademico. Un tema trasversale che riguarda più settori: l’economia, il welfare, la sanità.

È la priorità del nostro Paese, non esita a sostenere Elsa Fornero, a margine dell’incontro.

La professoressa recentemente ha proposto di lanciare un Piano per le Nuove Generazioni. Un patto definito come il PNRR, con scadenze, obiettivi, tappe intermedie e risorse adeguate. Sorretto da un consenso politico sufficientemente ampio da resistere anche ai cambi di governo. L’obiettivo: riequilibrare la relazione tra le generazioni, oggi troppo sbilanciata verso le fasce più anziane, e stabilire un rapporto più equo tra gruppi sociali di differenti età.

Un sogno? «È un progetto ambizioso ma non impossibile», sostiene.

Certo, bisognerebbe pensare al futuro e non solo al presente, accettare di rinunciare a qualcosa oggi per stare meglio domani, essere, in altre parole, responsabili: cioè, in un Paese di anziani, diventare anche adulti.

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