Il pomeriggio si è concluso con un vivace dialogo fra Alumnae e Alumni che, attualmente impegnati come professioniste e professionisti in vari campi lavorativi e della vita associata, hanno offerto in una tavola rotonda ampi spunti di dibattito e prospettiva.
Tanti gli argomenti affrontati: anzitutto il cambiamento del mondo del lavoro, commentato da Daniela Brescia, responsabile dell’Ufficio Demanio della Regione Abruzzo, dovuto all’«utilizzo dell’AI generativa, di aiuto e supporto in alcuni processi decisionali e pratiche istruttorie particolarmente complesse o che richiedono un linguaggio amministrativo particolare che non rientra nei campi individuali di competenza»; l’influenza dell’AI nella comunicazione pubblica, uno spazio che, ha detto Elena De Luca, responsabile dell’Ufficio progettazione editoriale e progetti di innovazione digitale in materia di comunicazione istituzionale di Roma Capitale, «presenta sempre la necessità di guardare oltre schemi e difficoltà organizzative mentre il lavoro, negli ultimi cinque anni è cambiato molto, particolarmente dal 2020, primo anno della pandemia, soprattutto nel campo dell’informazione ai cittadini».
E ancora l’intervento di Giuseppe Giacobbe, impegnato nella Direzione Provinciale di Messina e nella Direzione Centrale dell’INPS, che ha condiviso un’esperienza «quasi pioneristica in tema di utilizzo dell’AI, sin dal 2021, con il primo applicativo per la gestione delle PEC che non solo supporta il lavoro dei singoli funzionari, ma soprattutto migliora il servizio offerto ai cittadini», fino all’esperienza parallela di Gloria Gambazza, coordinatrice dell’Ufficio amministrativo contabile di direzione del Comune di Bergamo, sull’utilizzo, da quasi due anni, di «un applicativo di smistamento delle PEC che ha sostituito quasi completamente le precedenti procedure, accanto a corsi di formazione e a nuovi progetti di introduzione e applicazioni dell’AI nella redazione degli atti amministrativi».
«La comunità accademica è naturale che si consolidi nel tempo anche grazie alla presenza dei laureati e delle laureate nell’impegno professionale che li attende e nella loro partecipazione attiva ai processi sociali, e i corsi post lauream completano questo percorso dando qualità all’intero progetto. Per la Facoltà di Economia questo è un punto essenziale di ogni nostra attività formativa – ha concluso la preside Occhino -. La bellezza di una missione educativa che ci impegna quotidianamente nelle aule universitarie sta proprio in questo: la competenza acquisita dai nostri studenti e dalle nostre studentesse sia la leva che permette poi a ciascuno e a ciascuna di esprimersi professionalmente nel mondo del lavoro e della società civile con quel bagaglio di valori e di saperi che ci unisce nel farci portavoce in concreto di una Economia ispirata al bene comune».