Marcel Proust affidava ai sensi la capacità sinestetica di permettere di rivivere esperienze del passato tanto da arrivare a sfumare i contorni del presente.
L’ultimo evento organizzato dal gruppo newyorkese della Community Alumni UCSC non ha causato una reazione dissimile nei propri partecipanti.
Lo scorso 17 marzo, infatti, si è tenuto a Chelsea l’incontro “L’intelligenza non funziona in un modo solo: distinguere per unire” con il professor Guido Milanese, Ordinario di Letteratura latina e docente di Letteratura comparata presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che trovandosi in città a seguito di un invito della City University of New York ha accolto con entusiasmo la proposta di approfondire con Alumnæ e Alumni un tema altamente stimolante come il significato di ‘intelligenza’.
A seguito dell’introduzione di Tommaso Mazzarella, Referente del Comitato Internazionale Alumni UCSC – New York & US, il professor Milanese ha iniziato la riflessione sul plurivoco concetto di intelligenza, conducendo tutti i partecipanti, una parola alla volta, in un’intersezione tra il tempo e lo spazio del proprio vissuto che porta il nome di un’aula dell’Università Cattolica a Milano, Brescia, Piacenza, Cremona o Roma, e la fattuale realtà spaziotemporale di trovarsi a New York, nel 2026, tra il World Trade Center e Madison Square Garden.
Il professore ha presentato nel suo intervento la multiformità dell’intelligenza, spiegando come questa possa essere interpretata algoritmicamente come motore finalizzato alla produzione di un prodotto e come se ci si fermasse a questa interpretazione – che è il limite delle intelligenze artificiali - l’approccio sarebbe manchevole di una dimensione culturale che prescinde le dinamiche di utilitarismo stretto. Il latino – recentemente reinserito nei sillabi delle scuole secondarie di primo grado - è stato il fil rouge adottato per guidare il discorso sia nel suo essere usato in passato come mezzo per insegnare una lingua terza, sia come strumento di comprensione delle logiche umane.
Il professor Milanese ha offerto ai presenti non solo profonde riflessioni etiche e culturali, ma – forse soprattutto - si è reso Università per le ex studentesse e gli ex studenti, che indipendentemente dalla facoltà di provenienza, hanno ricevuto la possibilità di risentirsi universitari, rinsaldando quel senso di comunità e appartenenza che è proprio del progetto Alumni UCSC.
Da ex studentessa dell’Università Cattolica, ex collegiale e ora alumna del Comitato Internazionale Alumni UCSC – New York & US, sono grata di aver contribuito al dialogo con il professor Guido Milanese, relatore delle mie tesi triennale e magistrale e per sempre mentore.