A Brescia nel campus di via della Garzetta si è svolta la giornata finale delle attività di tirocinio e laboratorio del corso di Scienze dell’educazione e della formazione. Non una conclusione formale, ma un momento denso di significato, capace di intrecciare restituzione, passaggio e visione.
L’iniziativa, curata con attenzione dagli studenti del terzo anno insieme ai tutor di tirocinio, è stata pensata come dono per i colleghi del secondo anno: un gesto di accompagnamento, ma anche di responsabilità, in cui chi ha già attraversato certe esperienze formative si fa ponte per chi si appresta a viverle. In questa logica di continuità e cura reciproca, l’apprendimento esce dai confini individuali e si fa esperienza condivisa.
Cuore della giornata è stato il grande gioco “Sconfinare nella pace”: in uno spazio di libertà, sostenuto da poche regole essenziali e condivise, gli studenti hanno potuto sperimentare in prima persona cosa significhi abitare un gruppo, negoziare significati, attraversare differenze. Non si è trattato solo di giocare, ma di mettersi in gioco: ascoltare davvero l’altro, sostare nei piccoli conflitti che emergono, cercare mediazioni possibili senza rinunciare alla propria posizione.