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Un anno di Papa Leone XIV

07 maggio 2026

Un anno di Papa Leone XIV

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A un anno dall’inizio del pontificato di Papa Leone XIV, l’8 maggio 2025, la Chiesa e la comunità internazionale si confrontano con una personalità che ha impresso fin dal suo primo saluto Urbi et Orbi, pronunciato dalla Loggia centrale di San Pietro dopo l’elezione, un’impronta fortemente riconoscibile: quella della “pace di Cristo risorto”, una pace “disarmata e disarmante, umile e perseverante”, di una Chiesa missionaria e dal respiro globale.

In questi primi dodici mesi, il magistero e i gesti del Pontefice hanno delineato un percorso che tiene insieme dimensione spirituale e responsabilità storica. Un pontificato che si misura con le tensioni del presente, ma che al tempo stesso rilancia una visione capace di orientare il futuro.

In occasione di questo primo anniversario, l’Università Cattolica propone, attraverso CattolicaNews, una lettura articolata dei temi portanti di questo inizio di pontificato. Lo fa attraverso le riflessioni dei propri docenti, intrecciando teologia, storia, relazioni internazionali, vita della Chiesa.

Dalla pace alla missione, dalla dimensione pastorale alla proiezione globale, emerge un mosaico di contributi che restituisce la complessità e la profondità di un anno che ha già segnato in modo significativo il cammino della Chiesa.

L'editoriale della Rettrice Elena Beccalli

Per la Rettrice dell’Università Cattolica Elena Beccalli «Nei primi dodici mesi del suo pontificato, Papa Leone XIV ha mostrato, attraverso parole e gesti, un percorso che intreccia profondità spirituale, riflessione teologica e senso della responsabilità storica. Nel confronto con le sfide del presente emerge una visione capace non solo di leggere il tempo che viviamo, ma anche di orientare il cammino futuro. Nelle due recenti udienze ho visto nel suo sorriso e nella sua empatia sia la profondità di pensiero, sia l’umanità nella relazione, che ho avuto il grande privilegio di toccare con mano».

«Dal nostro osservatorio universitario – prosegue la Rettrice - il magistero del Santo Padre ha in più occasioni richiamato l’attenzione sul tema dell’educazione, che occupa un posto privilegiato nel suo insegnamento».

Un articolo di

Redazione

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La Rettrice dell'Università Cattolica Elena Beccalli in udienza da Papa Leone XIV (10 aprile 2026)

Come ha ricordato anche il professor Domenico Simeone, preside della Facoltà di Scienze della formazione, «uno dei tratti distintivi dell’inizio del pontificato di Leone XIV è l’attenzione all’educazione e alla formazione integrale della persona come atto di speranza e compito d’amore. Alcuni elementi fondamentali della “pedagogia” di Leone XIV emergono con chiarezza nella Lettera apostolica Disegnare nuove mappe di speranza pubblicata in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione conciliare Gravissimum educationis e nei discorsi pronunciati nella settimana del Giubileo del mondo educativo che si è tenuto a Roma dal 27 ottobre al 1° novembre 2025».

L'umile potere trasformativo dell'educazione | D. Simeone

«Incontrando studenti e educatori – ha aggiunto Simeone – il Santo Padre ha rilanciato e arricchito il Patto educativo Globale voluto da Papa Francesco e ha proposto una nuova suggestiva prospettiva pedagogica attraverso la metafora delle costellazioni educative».

Come ha ricordato la Rettrice «per il Pontefice, l’educazione non si configura come una semplice trasmissione di saperi tecnici, ma come un processo di formazione integrale dell’anima, trovando radici profonde nel pensiero di Sant’Agostino».

«C’è un’immagine – ha ricordato nel suo approfondimento la professoressa Paola Muller, docente di Storia della Filosofia medievale - che dice più di molte parole: un Papa agostiniano che cammina tra le rovine di Ippona, la città dove Agostino fu vescovo e morì, e si ferma in silenzio davanti alle fondamenta della cattedrale in cui il suo padre spirituale predicava. Non è un gesto biografico: è una teologia che attraversa l’intero primo anno del pontificato di Leone XIV, segnato fin dall’inizio da una scelta precisa: fare di Agostino la grammatica operativa della missione».

La dimensione missionaria di Leone XIV | P. Muller

«Il viaggio in Africa – ha ricordato Muller - ha avuto anche una dimensione profetica di marcata valenza politica. In Camerun Leone XIV ha nominato senza reticenze i “grandi bisogni dell’intero continente”: la distribuzione iniqua delle ricchezze, la corruzione endemica, le logiche neo-coloniali. Nel bilancio conclusivo ha definito l’intero viaggio “un messaggio di pace in un momento storico marcato da guerre e da gravi e frequenti violazioni del diritto internazionale”».

“Una pace disarmata e disarmante”, un concetto cardine del pontificato di Leone XIV, fin dal suo primo messaggio al mondo, appena eletto. «Il Papa – ha ricordato il professor Raul Caruso, dell’International Peace Science Center di Ateneo - indica un percorso semplice, deciso e potente: perseguire il disarmo e creare luoghi di dialogo nei quali comporre interessi divergenti. In questo senso, egli è decisamente fuori dal coro, rifiuta la deterrenza e il negoziato basato sulla forza come principi guida delle relazioni internazionali. Propone invece una politica concreta e praticabile: il disarmo».

La pace disarmata e disarmante. Il Papa e la sua America | R. Caruso - G. Pastori

Un tema, quello della pace, che si lega inevitabilmente a quello del rapporto del Papa con il proprio Paese di origine, gli Usa: «L’elezione di Robert Francis Prevost – ha spiegato il professor Gianluca Pastori, docente di Storia delle relazioni politiche fra il Nord America e l’Europa - era stata accolta con qualche perplessità da quanti temevano che l’arrivo di un cardinale statunitense al soglio pontificio potesse tradursi in un ritorno al passato, soprattutto dopo un’esperienza dagli impatti profondi come quella di Papa Francesco. Su questo sfondo, il timore era che la scelta di un ‘Papa americano’ potesse portare acqua al mulino di un conservatorismo in linea con la Casa Bianca e influente fra i fedeli e le gerarchie. Il primo anno di pontificato di Leone XIV ha sgomberato il campo da questo timore. Il rapporto fra Washington e il pontefice è stato decisamente problematico e segnato da più di un momento di tensione, sia sui temi della politica internazionale, sia su quelli della politica interna, primo fra tutti l’immigrazione».

Per Monsignor Claudio Giuliodori, Assistente ecclesiastico generale di Ateneo, «l'avvento di Papa Leone XIV, ha segnato un momento non solo di cambiamento, ma anche di rinnovamento e di rilancio di alcune tematiche che già Papa Francesco aveva evidenziato, che Papa Leone ha ripreso e rilanciato. La continuità è data dai grandi temi che Papa Francesco aveva evidenziato attraverso la Evangelii Gaudium e Papa Leone XIV, scrivendo ai cardinali, ha chiesto appunto che alcuni temi come quello della comunione e della missione fossero particolarmente curati, nella vita della Chiesa del nostro tempo e nell'impegno pastorale».

«Altro elemento di grande continuità – ha aggiunto Mons. Giuliodori - è il cammino sinodale, che non è terminato, anche se si sono celebrati i due momenti assembleari del sinodo, ma anzi fino al 2028 continueremo ad approfondire le tematiche proposte di partecipazione, di corresponsabilità e di cura delle relazioni all'interno della comunità cristiana per una testimonianza, sempre più efficace».

E allora, come ha scritto la Rettrice Elena Beccalli nel suo editoriale per questo nostro speciale, non resta che concludere come «l’intera famiglia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore partecipi con viva emozione alla lieta ricorrenza del primo anniversario dell’inizio del pontificato di Papa Leone XIV, rivolgendo al Santo Padre i più affettuosi auguri ed esprimendo la più sincera gratitudine per il costante accompagnamento».

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