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Don Luigi Ciotti e don Pino Demasi: «L’alternativa alla cultura mafiosa è possibile»

05 marzo 2026

Don Luigi Ciotti e don Pino Demasi: «L’alternativa alla cultura mafiosa è possibile»

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«Le mafie non fanno rumore, ma oggi più che mai sono forti e si adattano ai cambiamenti». Ne è convinto don Luigi Ciotti. Il fondatore di Libera, rete di associazioni, cooperative sociali, movimenti, gruppi, scuole, sindacati, diocesi e parrocchie che si battono contro le mafie e per la legalità, è stato ospite del campus di Piacenza dell'Università Cattolica per il convegno in tema “Fame e sete di giustizia. Contrasto alle mafie e nuove marginalità: chi sono gli invisibili di oggi?”.

L’evento ha visto al tavolo dei relatori anche don Pino Demasi, referente di Libera per la piana di Gioia Tauro. Il convegno è stato organizzato dal Collegio Sant’Isidoro e dalla Residenza Universitaria Gasparini come evento preparatorio alla Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie, il prossimo 21 marzo. «Una giornata – ha ricordato don Ciotti durante il suo intervento – nata da un caffè mai preso con Giovanni Falcone».

«Ci incontrammo a Gorizia – ha proseguito – due mesi prima della strage dandoci appuntamento per un caffè, ma non lo prendemmo mai. Le bombe arrivarono prima». Guardando all’oggi don Ciotti ha parlato di «mafie che si adattano ai cambi e alle trasformazioni creando nuove alleanze e nuove sinergie tra di loro».

«Ho conosciuto – ha aggiunto – imprenditori in difficoltà che si sono affidati alla mafia, a cui però dopo la mafia ha chiesto di pagare il conto». Don Ciotti ha ricordato le parole di don Luigi Sturzo: «Diceva che la mafia ha piedi in Sicilia e testa al nord e dal nord risalirà per andare oltre le Alpi, e questa – ha aggiunto – è la storia che vediamo oggi». Ad introdurre i due relatori durante il convegno in Cattolica sono state la prorettrice vicaria di Università Cattolica, Anna Maria Fellegara, con la responsabile commissione cultura del Sant’Isidoro Alice D'Isanto e la direttrice Grazia Satta. «I temi che ponete – ha detto la direttrice ai due relatori – interpellano tutti noi».

Del resto don Ciotti ha puntato dritto alle coscienze dei presenti. «L'avvenire – ha detto - non è un destino, ma è dove scegliamo di andare. Ci sono momenti della vita – ha aggiunto – quando vediamo cose che non vanno bene, in cui parlare è un imperativo etico. Diciamo no alla rassegnazione e alla delega, perché noi siamo qui per dare nostro contributo e metterci in gioco».

Cosa voglia dire dare il proprio contributo lo testimonia anche don Pino Demasi, che ogni giorno combatte con Libera perché la Piana di Gioia Taura diventi «spazio di diritti anziché proprietà mafiosa». Lo fa destinando a fini sociali beni confiscati, organizzando nelle scuole percorsi di legalità, offrendo tramite cooperative pari diritti ai lavoratori stagionali esposti al caporalato e relegati in baraccopoli. «La vera rivoluzione – ha detto don Demasi - non è gridare contro la mafia, ma vivere quotidianamente un’alternativamente alla mafia». I due sacerdoti relatori del convegno in Cattolica testimoniano con le loro vite che un’alternativa è possibile.

Un articolo di

Mariangela Milani

Mariangela Milani

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