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Giovani e impresa, Peses a Roma con i leader del futuro

17 aprile 2026

Giovani e impresa, Peses a Roma con i leader del futuro

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«Mi auguro e vi auguro che ognuno di voi abbia una passione, culturale, sportiva, artistica.  È la passione che ci fa muovere, che ci fa perseguire gli obiettivi, che ci fa realizzare i sogni. E per realizzare i sogni occorre essere bravi, competenti, impegnati, ma soprattutto credere in quello che si fa, giorno dopo giorno».

Un messaggio chiaro, incoraggiante e forte quello che Luca Cordero di Montezemolo ha condiviso con le studentesse e gli studenti dell’Istituto "Leopoldo Pirelli" di Roma nella lezione-dialogo dal titolo “Giovani, impresa e leadership” che ha tenuto il 14 aprile nell’ambito del PESES, il Programma di Educazione per le Scienze Economiche e Sociali, promosso dall'Università Cattolica del Sacro Cuore e diretto dal professor Carlo Cottarelli.

Imprenditore, manager, protagonista della vita socio-economica italiana degli ultimi decenni, Montezemolo ha condiviso con i giovani, ripercorrendo le tappe principali della sua biografia e delle sue esperienze in molti campi dell’economia e della società, metodi, temi e insegnamenti che faranno di loro la prossima classe dirigente del Paese: «Da ragazzo ero molto appassionato ai temi della giurisprudenza e desideravo diventare un avvocato. È stata la passione che mi ha fatto studiare prima qui in Italia, poi vincere una borsa di studio per studiare all’estero e a farmi affascinare dalle biografie di manager e grandi imprenditori».

«Anche se alla vostra età è difficile aver ben chiaro cosa voler fare in futuro, se avete un’idea, perseguitela – ha continuato, rivolgendosi ai ragazzi -. Nel mondo del lavoro vince sempre chi è più bravo, e quindi più dedito, concentrato e preparato».

Un articolo di

Federica Mancinelli

Federica Mancinelli

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Dagli studi alla Columbia University e dall’esperienza nel primo studio legale statunitense, accanto alla passione per le corse automobilistiche, fino alle esperienze con i grandi campioni della Formula Uno, dopo essere stato prima giovane assistente di Enzo Ferrari poi team manager, Luca Cordero di Montezemolo ha condiviso con gli studenti un percorso di vita, studio e lavoro poliedrico e spesso inaspettato, a riprova della costruzione di ogni biografia come insieme di passioni, tornanti, bivi, incontri, occasioni e vittorie.

E ancora, il racconto dei 19 titoli mondiali vinti con la Ferrari, di cui è stato prima direttore sportivo poi presidente, degli anni a Torino lavorando in Fiat – della quale, dopo la scomparsa di Gianni e Umberto Agnelli, sarà presidente e amministratore delegato -  poi alla guida dell’azienda Cinzano, sponsor di Azzurra, prima barca italiana all’America’s Cup, fino a diventare direttore dell’organizzazione dei Mondiali di calcio del 1990 e, dal 1991, presidente e amministratore delegato di Ferrari, «gli anni più belli della mia vita, non solo per le vittorie, ma per il rapporto con i collaboratori e con i dipendenti e per il riconoscimento del Financial Times come posto migliore dove lavorare in Europa».

«Ma sono abituato a guardare sempre avanti, mai indietro – ha continuato -. Ecco, a proposito di sogni e passioni e di cambiare percorsi, un nuovo obiettivo: la fondazione di Italo», l’impresa ferroviaria nata nel 2006 e da lui attualmente presieduta.

Tante le domande e le curiosità dei ragazzi, accompagnati dalla dirigente scolastica e dal corpo docente dell’Istituto, commentate dal Presidente Montezemolo: il valore dell’esperienza scuola-lavoro, «preziosa unione di conoscenza e pratica»; gli ostacoli del monopolio e i benefici della concorrenza, offrendo sempre quest’ultima ai cittadini soprattutto «la possibilità di scelta»; l’imprenditoria, il rischio d’impresa e la sostenibilità ambientale, auspicando Montezemolo «una politica fondata sui temi dello sviluppo, della crescita, della sostenibilità ambientale»; il rapporto tra Intelligenza Artificiale e imprenditoria, sottolineando l’importanza dell’IA «come strumento da gestire e non dal quale essere gestiti»; le lezioni imparate dai fallimenti, anzitutto «rendendosi conto degli errori e poi imparando da essi iniziando a fare qualcosa di diverso»; la non soluzione di continuità tra lavoro e tempo libero, «perché ho sempre svolto lavori che mi appassionavano molto, occasione di grandi incontri personali e professionali».

«La mia vita – ha concluso Montezemolo rivolgendosi a tutte le studentesse e gli studenti – è stata sempre basata su una grande passione per il proprio lavoro.  È questo ciò che auguro a voi: non dimenticate mai di coltivare un’idea, di avere un sogno, di trasformarlo in obiettivo, di cambiarlo nel corso degli anni, se necessario, ma di perseguirlo ogni giorno con grande passione».

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