Dagli studi alla Columbia University e dall’esperienza nel primo studio legale statunitense, accanto alla passione per le corse automobilistiche, fino alle esperienze con i grandi campioni della Formula Uno, dopo essere stato prima giovane assistente di Enzo Ferrari poi team manager, Luca Cordero di Montezemolo ha condiviso con gli studenti un percorso di vita, studio e lavoro poliedrico e spesso inaspettato, a riprova della costruzione di ogni biografia come insieme di passioni, tornanti, bivi, incontri, occasioni e vittorie.
E ancora, il racconto dei 19 titoli mondiali vinti con la Ferrari, di cui è stato prima direttore sportivo poi presidente, degli anni a Torino lavorando in Fiat – della quale, dopo la scomparsa di Gianni e Umberto Agnelli, sarà presidente e amministratore delegato - poi alla guida dell’azienda Cinzano, sponsor di Azzurra, prima barca italiana all’America’s Cup, fino a diventare direttore dell’organizzazione dei Mondiali di calcio del 1990 e, dal 1991, presidente e amministratore delegato di Ferrari, «gli anni più belli della mia vita, non solo per le vittorie, ma per il rapporto con i collaboratori e con i dipendenti e per il riconoscimento del Financial Times come posto migliore dove lavorare in Europa».
«Ma sono abituato a guardare sempre avanti, mai indietro – ha continuato -. Ecco, a proposito di sogni e passioni e di cambiare percorsi, un nuovo obiettivo: la fondazione di Italo», l’impresa ferroviaria nata nel 2006 e da lui attualmente presieduta.
Tante le domande e le curiosità dei ragazzi, accompagnati dalla dirigente scolastica e dal corpo docente dell’Istituto, commentate dal Presidente Montezemolo: il valore dell’esperienza scuola-lavoro, «preziosa unione di conoscenza e pratica»; gli ostacoli del monopolio e i benefici della concorrenza, offrendo sempre quest’ultima ai cittadini soprattutto «la possibilità di scelta»; l’imprenditoria, il rischio d’impresa e la sostenibilità ambientale, auspicando Montezemolo «una politica fondata sui temi dello sviluppo, della crescita, della sostenibilità ambientale»; il rapporto tra Intelligenza Artificiale e imprenditoria, sottolineando l’importanza dell’IA «come strumento da gestire e non dal quale essere gestiti»; le lezioni imparate dai fallimenti, anzitutto «rendendosi conto degli errori e poi imparando da essi iniziando a fare qualcosa di diverso»; la non soluzione di continuità tra lavoro e tempo libero, «perché ho sempre svolto lavori che mi appassionavano molto, occasione di grandi incontri personali e professionali».
«La mia vita – ha concluso Montezemolo rivolgendosi a tutte le studentesse e gli studenti – è stata sempre basata su una grande passione per il proprio lavoro. È questo ciò che auguro a voi: non dimenticate mai di coltivare un’idea, di avere un sogno, di trasformarlo in obiettivo, di cambiarlo nel corso degli anni, se necessario, ma di perseguirlo ogni giorno con grande passione».