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Global Business: 60 studenti alla prova con progetti strategici

28 marzo 2024

Global Business: 60 studenti alla prova con progetti strategici

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Sessanta studenti della laurea magistrale in Global Business Management dell’Università Cattolica si sono tuffati in quello che si augurano sarà il loro futuro. Grazie all’International Business Challenge, organizzato dalla professoressa Ilaria Galavotti in collaborazione con Attilio Boni della società di consulenza Grow Global Srl, nell’ambito del corso di Strategy and International Business, interfacciandosi con cinque aziende del Made in Italy - Pasta Rummo, Riso Scotti, Tavola Spa (con il brand Orphea), Pastiglie Leone e la start-up Happins - gli studenti sono stati chiamati a sviluppare strategie di internazionalizzazione.

«Gli studenti, del primo anno, sono stati suddivisi in 10 gruppi - spiega Galavotti - due per ciascuna delle cinque imprese presenti. Queste ultime hanno posto un obiettivo da raggiungere sul mercato estero, chi in Europa, chi un Paese specifico. Per quanto riguarda Riso Scotti, per fare un esempio, un gruppo ha sviluppato un progetto in Portogallo, l’altro in Danimarca». «I ragazzi hanno analizzato il posizionamento strategico dell’azienda - aggiunge - definendo obiettivi di crescita internazionale, alla luce dei quali hanno poi sviluppato l’intera route-to-market per concludere con la predisposizione dei prospetti di fattibilità economico-finanziaria».

Nei giorni scorsi i rappresentanti delle cinque imprese si sono recati in Università Cattolica per un momento di restituzione. Un’occasione significativa per gli studenti per giocare d’anticipo con quello che potrebbe essere il loro futuro, in quanto la docente spiega che grande parte degli studenti usciti con la laurea in Global Business Management lavorano oggi «all’estero o in multinazionali».

Fra gli studenti partecipanti c’è chi, come Giacomo Berselli, ha apprezzato «l’opportunità di potersi interfacciare con i top management delle aziende senza nessun filtro», chi come Sofia Levi ha trovato «impegnativa ma allo stesso tempo molto gratificante la possibilità di sviluppare soluzioni e piani concreti da condividere direttamente con i responsabili delle aziende coinvolte» o chi ha apprezzato la possibilità di «conoscere la realtà di un'impresa reale, valutando tutte le sfide che deve affrontare concretamente per penetrare in un nuovo mercato», questo il caso di Giada Castagnoli.

Detto che in occasione dell’evento conclusivo gli studenti hanno avuto la possibilità di presentare i propri progetti di fronte a una commissione composta sia dalle aziende partecipanti sia da realtà consulenziali, la docente Galavotti spiega che «l’esperienza ha generato un grandissimo valore aggiunto per i ragazzi e ha dato alle aziende l’opportunità di apprezzare il livello di approfondimento, originalità e competenza che gli studenti hanno portato nelle loro proposte progettuali».

«Quello di quest’anno è un progetto pilota - chiude Galavotti - vorremmo riproporlo l’anno prossimo con altre aziende, dando agli studenti la possibilità di simulare una consulenza strategica».

Un articolo di

Filippo Lezoli

Filippo Lezoli

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