NEWS | Brescia

Dal Festival dell’educazione, una lettera alle maestre e ai maestri

02 ottobre 2026

Dal Festival dell’educazione, una lettera alle maestre e ai maestri

Condividi su:

Nel sessantesimo anniversario della Raccomandazione ILO/UNESCO del 1966 sullo status degli insegnanti, nell’Aula Magna dell’Università Cattolica, sede di Brescia, si terrà un incontro, lunedì 5 ottobre, (ore 17, sede di via Trieste) per riflettere sulle difficoltà e le sfide che i professionisti della formazione e dell’educazione affrontano quotidianamente nella scuola. Al centro dell’appuntamento l’intervento della professoressa Luigina Mortari (Università degli studi di Verona) che avrà per tema "Lettera ai maestri e alle maestre” di cui anticipiamo qualche riflessione.

Mortari ha pubblicato nei mesi scorsi il libro A scuola. L’arte di educare (Mimesis). Non si tratta né del solito cahiers de doléances su tutti i mali della scuola italiana, né dello stanco ritornello sul fatto che educare non è semplicemente “istruire” o “formare per il mercato del lavoro”. 

Con l’adozione dell’Obiettivo 4 di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 della Nazioni Unite, “Istruzione di qualità”, gli insegnanti vengono riconosciuti come soggetti chiave per l’attuazione dell’Agenza 20230 sull’educazione. Il loro impegno infatti è fondamentale per fornire un’educazione di qualità, equa ed esclusiva e opportunità di apprendimento per tutti, con l’obiettivo di incrementare il livello di alfabetizzazione globale e ridurre l’abbandono scolastico precoce, contribuendo a migliorare la vita delle persone e a raggiungere lo sviluppo sostenibile.

E proprio la Giornata mondiale degli insegnanti sarà l’occasione per anticipare i temi del terzo Festival internazionale dell’Educazione che si svolgerà dal 14 al 17 ottobre 2027 e che avrà per tema “Change. Il potere trasformativo dell’educazione.”

«Un successo che ha incoraggiato a programmare la terza edizione del Festival, anche per la qualità del dibattito e la varietà dei pubblici» ha affermato Domenico Simeone, direttore scientifico del Festival e preside della Facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica. L’idea è quella di riflettere sul potere trasformativo dell’educazione come strumento per avviare processi concreti di cambiamento, in diversi ambiti della vita sociale.”

L’edizione 2025 ha registrato quasi 4mila persone per più di 50 appuntamenti fra talk, tavole rotonde, concerti, mostre, laboratori e visite guidate; numerosi anche i visitatori che hanno visitato la mostra Mondi, viaggi, storie…e poi c’è Jacovitti! allestita al Museo Santa Giulia.

In città si sono alternate lecture internazionali, talk, laboratori per bambini e genitori, spettacoli, mostre, approfondimenti tematici per insegnanti educatori, incontri di formazione per gli studenti delle scuole superiori, attività rivolte al mondo delle imprese. Un ricco palinsesto di appuntamenti che ha avuto l’ambizione di far emergere “le buone pratiche” che la città educativa ha messo in atto, ma anche linee di azione sul futuro dell’educazione. 


Care Maestre, cari Maestri,

Non esiste civiltà senza educazione. Non esiste comunità senza chi sappia custodirla, alimentarla, trasmetterla. E voi — ogni giorno, in ogni aula, con ogni sguardo incontrato — siete coloro che tengono accesa questa fiamma. Siete necessari. Non come funzionari di un sistema, ma come artigiani dell'umanità.

La scuola esiste perché esistano persone capaci di costruire comunità e generare cultura. Perché nascano cittadine e cittadini che sappiano pensare con libertà e profondità, che portino nel mondo un'aristocrazia del pensare e dell'agire — non di privilegio, ma di cura, di rigore, di bellezza interiore. E tutto questo non sarebbe possibile senza di voi.

Non vi chiediamo di essere semplici trasmettitori di sapere. Vi chiediamo qualcosa di molto più grande e molto più bello: di essere testimoni viventi dell'amore per la conoscenza. Di appassionare, di accendere, di mostrare con la vostra stessa presenza che vale la pena pensare, vale la pena capire, vale la pena abitare il mondo con intelligenza e con cuore.

Viviamo un tempo difficile. Un tempo in cui il pensiero libero e alto sembra soffocato da oscurantismi e da passioni pericolose, in cui la violenza trova troppe porte aperte e la cultura ne trova troppe chiuse. In questo tempo, voi siete un presidio di civiltà. Un argine. Una speranza concreta e quotidiana.

Sappiamo quanto costi ciò che fate. Ogni giornata in classe è un investimento continuo di energie cognitive ed emotive. Ogni relazione che costruite — con una bambina timida, con un ragazzo difficile, con una classe che fatica a stare insieme — è un atto di cura profonda e instancabile. Un lavoro che non si vede tutto, ma che lascia tracce per sempre nelle vite che attraversate.

Volete che i vostri alunni imparino a pensare in modo largo e profondo. Che coltivino sentimenti capaci di nutrire relazioni buone. Che sperimentino l'agire insieme, la responsabilità verso gli altri, la cura del mondo. Questi non sono obiettivi scolastici: sono obiettivi di vita. E voi li perseguite ogni giorno, spesso in silenzio, spesso senza il riconoscimento che meritate.

Per questo vogliamo dirvi, con tutto il cuore: grazie. Grazie per la pazienza che non si esaurisce. Per la creatività che non si arrende. Per la speranza che continuate a seminare anche quando il terreno sembra arido. Siete — noi ne siamo convinti — tra le persone più importanti che esistano in questa società.

Come cittadini che hanno a cuore i giovani e il futuro, ci impegniamo a non lasciarvi soli. A batterci perché abbiate tutto il necessario per svolgere il vostro lavoro con dignità e con gioia. A ricordare — e a far ricordare — che prendersi cura di voi significa prendersi cura di tutti noi.

Con profonda gratitudine e ammirazione sincera, con il desiderio di restituirvi almeno un poco di ciò che donate ogni giorno.

Un articolo di

Antonella Olivari

Antonella Olivari

Condividi su:

Newsletter

Scegli che cosa ti interessa
e resta aggiornato

Iscriviti