«È un’emozione fortissima» racconta Raoul Spiccia, dottorando di ricerca presso la Scuola dottorale in Scienze linguistiche e letterarie, in particolare all'interno del Centro di ricerca sulla televisione e i media audiovisivi. «La vivo con la consapevolezza che potrebbe essere un’occasione unica nella vita» prosegue Spiccia. «Sono molto orgoglioso di essere stato selezionato come capogruppo degli studenti dell’ateneo, l’ho fatto con grande senso della responsabilità e immensa commozione».
«Mi sono davvero goduta il momento, non lo dimenticherò mai» dice Maria Chiara Ieva, studentessa della Facoltà di Economia. «È stata bellissima anche la prima parte della giornata, nel chiostro, vicino a quella siepe che non vedo l’ora di saltare quando mi laureerò. Abbiamo fatto qualche foto con il team della Comunicazione dell’ateneo e ho visto molti studenti, ma anche molti professori, soffermarsi sotto il porticato ad applaudire. Mi sono emozionata davvero».
È d’accordo Nicole Fregapane, studentessa della Scuola di specializzazione in Psicologia Clinica. «Mi batte ancora forte il cuore» racconta. «Ora posso dire: io c’ero. Sono parte, per un piccolissimo pezzo, di questi Giochi Olimpici. Tremavo mentre portavo la Fiamma Olimpica. È stato bello poterlo fare con altri compagni di viaggio, in pochi istanti si è creato un gruppo meraviglioso». «Non correvamo per noi stessi, ma per tutti» aggiunge Stefano Cavallini, studente di Archeologia e Storia dell'arte. «Per questo è stato ancora più emozionante essere in gruppo, insieme ad altri studenti e studentesse, tutti della Cattolica. Il fatto, poi, che sia stata proprio la Rettrice a donarci questa Fiamma, con tutti i valori che essa rappresenta, ha reso questa esperienza ancora più speciale».
Chiediamo a Stefano, allora, se è questo il ricordo più bello dei suoi anni trascorsi in Cattolica, e lui non ha dubbi. «Certamente! Supera quello della laurea triennale» risponde, con un sorriso. «Pensandoci bene, però, la cosa più preziosa sono le tante amicizie che sono nate tra questi chiostri, hanno reso la mia esperienza universitaria più completa». «È una sensazione bellissima, non saprei nemmeno come descriverla» chiosa Alessandro Bignami, studente della Facoltà di Economia. «Non speravo nemmeno che mi chiamassero. È stato pazzesco indossare questa divisa, non me ne priverei nemmeno per un milione di euro» esclama, sorridendo. «Gioco a tennis da quando sono piccolo. Da bambino sognavo le Olimpiadi. Anche per questo, ricevere la Fiamma dalla Rettrice è stato come avere tra le mani i valori tangibili su cui si fonda l’università». Un’alleanza tra generazioni che passa anche attraverso una Fiamma Olimpica.