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More than an athlete, il sogno olimpico e la Dual Career

05 febbraio 2026

More than an athlete, il sogno olimpico e la Dual Career

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«Il cuore della visione della Dual Career che abbiamo all’Università Cattolica è fondato su tre concetti» spiega Chiara D’Angelo, coordinatrice del programma nato nel 2018 per rendere l’impegno sportivo agonistico degli studenti-atleti di tutti i campus sempre più conciliabile con la carriera universitaria. «La prima è la centralità della persona, prima ancora dell’atleta. La seconda è l’accompagnamento alla crescita e allo sviluppo nel lungo periodo, con academic advisor che incontrano gli studenti atleti attraverso colloqui fissi, ogni anno, ma che sono a disposizione per momenti di criticità o bisogno specifico, come professionisti specializzati nella consulenza alla carriera con una formazione in psicologia dello sport. La terza è la ricerca non solo di strategie di conciliazione tra università e sport, ma soprattutto di valorizzazione delle due esperienze come occasioni di crescita e di sviluppo di competenze per l’employability».

L’occasione è il webinar “More Than an Athlete: Olympic Dreams and the Dual Career Path” organizzato, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026, allo scopo di sviluppare un racconto a più voci, con diversi partner del mondo dell’Higher Education, sull’impatto positivo dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici. «La mia passione per il pattinaggio su ghiaccio è nata quando ero molto piccola» racconta Elena Agostinelli, atleta della Nazionale italiana di pattinaggio di figura e studentessa nel campus di Milano. «Avevo sei anni, ero alla Decathlon con i miei genitori e vidi un cartellone pubblicitario con un claim: “Inizia a pattinare”. Quelle parole mi colpirono immediatamente. Poco dopo andai a provare, era una lezione-prova in una pista di pattinaggio a Milano. Da quel momento, sono rimasta legata al ghiaccio e mi sono innamorata di questo sport, senza mai più smettere. «Il sogno olimpico mi accompagna fin da bambina» prosegue Elena. «È sempre stato dentro di me, e ogni giorno lavoro con impegno e determinazione per dare il meglio e provare a raggiungere i traguardi più alti possibili. Qualunque cosa accadrà, spero profondamente di poter essere fiera del mio percorso».

«Non esiste un unico modello di studente-atleta: ogni sport ha la sua cultura, i suoi ritmi e i suoi sistemi organizzativi, e queste differenze plasmano profondamente la vita quotidiana degli atleti» racconta Davide Malacrida, tutor del programma Dual Career. «Nel mio ruolo, lavoro a stretto contatto con studenti-atleti che affrontano una sfida quotidiana molto specifica: cercare di dare spazio, contemporaneamente, a due mondi impegnativi. Il nostro compito è aiutarli a superare questa complessità, senza costringerli a rinunciare a una parte di ciò che sono. Una delle prime sfide che gli studenti-atleti devono affrontare è frequentare le lezioni universitarie. Non farlo, significherebbe innanzitutto non vivere la vita universitaria stessa: le relazioni con i compagni di classe, gli scambi informali, sentirsi parte di un'esperienza condivisa. Credo che frequentare l'università non riguardi solo lo studio, ma l’appartenenza a una comunità».

Un articolo di

Francesco Berlucchi

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