Un interessante confronto tra diversi saperi scientifici, dedicato ai processi penali in materia di violenza di genere e alle prospettive di riforma della disciplina codicistica, al centro di un acceso dibattito politico. È quello che si è tenuto venerdì 20 marzo, nell’ambito del Master di II livello in Medicina e Diritto, promosso dall’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale (ASGP). Al convegno ha partecipato una platea numerosa, composta da studenti del Master e del corso di Diritto penale, docenti universitari, dottorandi e avvocati.
L’incontro è stato moderato dal Professor Matteo Caputo, Ordinario di Diritto penale presso l’Università Cattolica, che ha tracciato - in linea con le specificità del Master in Medicina e Diritto - le “linee guida” degli interventi, introducendo gli aspetti giuridici di maggior rilievo e le questioni da affrontare nel corso dell’iniziativa.
In apertura, il Professor Luca Milani, Ordinario di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione presso l’Università Cattolica, titolare di un corso dedicato alla Psicologia della violenza di genere, ha rivelato alcuni dati empirici che lasciano sgomenti: secondo gli ultimi report a disposizione, una donna ogni tre, nel corso della propria vita, avrebbe subito una qualche forma di violenza; una statistica che, secondo il professor Milani, “non ha nulla di normale”, anche in ragione dell’esistenza del “sommerso” e del “campo oscuro” delle violenze che non vengono portate all’attenzione dell’ autorità giudiziaria. Fa riflettere, inoltre, il dato “invisibile” della violenza di genere, mostrato dal Professor Milani attraverso la potenza di un’immagine: un albero, con alcuni rami “visibili”, a raffigurare le violenze più eclatanti (femminicidi, violenze, aggressioni), ma con le radici che nascondono altre forme insidiose di violenza (controllo, denigrazione, manipolazione, colpevolizzazione) e che costituiscono i primi segnali d’allarme rispetto ad altre condotte più evidenti e a maggiore impatto.
Subito dopo, il Professor Alain Dell’Osso, Associato di Diritto penale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica, si è soffermato sulle proposte di riforma del delitto di violenza di genere. Secondo il Professor Dell’Osso, è del tutto auspicabile un superamento dell’attuale formulazione normativa (centrata sul comportamento costrittivo dell’aggressore, che deve superare la resistenza attiva della vittima), ma, tra le ipotesi al vaglio del legislatore, è da ritenersi preferibile la proposta avanzata lo scorso 27 gennaio 2026 dalla Commissione Giustizia, che, a differenza della tecnica normativa focalizzata sull’assenza del consenso libero e attuale della persona offesa, impernia il delitto sul dissenso della vittima. Le ragioni risiedono, soprattutto, nelle difficoltà di provare, nel processo penale, la sussistenza dell’assenza di consenso, nel rispetto (imprescindibile) del vincolo dell’oltre ogni ragionevole dubbio.
Rosaria Stagnaro, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica meneghina, ha restituito la sua lunga esperienza professionale in materia di contrasto al fenomeno della violenza di genere. Secondo il magistrato, che ha messo in luce le difficoltà connesse alle indagini preliminari e i punti di forza del sistema milanese, esisterebbero, statisticamente, due grandi categorie di violenze: 1) la violenza dell’autore ignoto, che però rimane impressa nella mente della vittima; 2) la violenza dell’autore noto, ma con la vittima che non ricorda nulla dell’aggressione, a causa dell’assunzione di sostanze stupefacenti. Il secondo fenomeno risulterebbe più frequente e, nell’opinione della relatrice, genera problematiche non indifferenti sul piano dell’accertamento processuale, in quanto il Pubblico Ministero non può “contare” sulla ricostruzione dei fatti offerta dalla vittima.
L’Avvocato del Foro di Milano Francesca Negri ha chiarito l’importanza del ruolo del legale nella tutela delle vittime di violenza di genere. In particolare, la presenza di un avvocato è imprescindibile sin dalle primissime fasi investigative (ad esempio, per integrare una querela o per fornire agli inquirenti supporto documentale) e, attraverso la costituzione di parte civile, assicura la piena partecipazione della persona offesa al processo penale. Il legale ha ricordato i rischi della cosiddetta vittimizzazione secondaria e come la vittima di violenza di genere, spesso, abbia il timore di non essere creduta, nonostante la giurisprudenza, ormai consolidata, riconosca la piena valenza probatoria delle sole dichiarazioni rilasciate dalla persona offesa, purché intrinsecamente attendibili. Infine, l’Avvocato Negri ha salutato con favore la previsione legislativa del c.d. gratuito patrocinio per le vittime di violenza, che ne assicura la piena tutela legale, quale che sia la complessiva situazione economica del richiedente.
Ha concluso l’incontro il Professor Simone Grassi, Ricercatore di Medicina legale presso l’Università degli Studi di Firenze. Il Docente ha posto l’accento sull’importanza del ruolo del medico legale nell’accertamento della violenza: un ruolo che, secondo il Professor Grassi, nell’immediatezza dell’aggressione, “si esercita ancor prima con gli occhi che con le mani”. L’analisi si è soffermata, inoltre, sui rischi legati alla salute (cosiddetto “rischio relativo”), senza trascurare il pesante impatto psicologico per la vittima, correlato a eventuali disturbi d’ansia o a disturbi depressivi. Il Professor Grassi, infine, ha sottolineato il pericolo dell’utilizzo delle sostanze stupefacenti per la facilitazione delle violenze, in quanto, anche da un punto di vista medico-legale, all’amnesia che spesso si accompagna all’assunzione delle droghe consegue un ritardo nei controlli del professionista (e, quindi, una maggiore difficoltà nell’accertamento dell’aggressione).
Il convegno, caratterizzato da un taglio marcatamente interdisciplinare, persegue uno degli obiettivi tipici del Master in Medicina e Diritto, che, attraverso una commistione dei vari saperi, mira a plasmare figure professionali di alto profilo, capaci di muoversi con consapevolezza nei territori di intersezione tra scienze mediche e scienze forensi.
Il Master è già stato rinnovato per una seconda edizione (a.a. 2026/2027) e, a breve, sarà possibile procedere alla relativa iscrizione.
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