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Soul e il mistero, canto del mondo

25 febbraio 2026

Soul e il mistero, canto del mondo

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«Mistero è la dimensione non visibile della realtà ed è ciò di cui noi non possiamo disporre, fabbricare con le mani o con le risorse della tecnica». Queste due accezioni della parola “mistero”, sono alle base della scelta di intitolare la terza edizione di Soul, Festival di Spiritualità Milano 2026Mistero, il canto del mondo”, promosso da Università Cattolica del Sacro Cuore e Arcidiocesi di Milano. 

Un festival diffuso con 70 eventi gratuiti in 5 giorni, con oltre 100 tra filosofi, teologi, scrittori, poeti, scienziati, che dal 18 al 22 marzo abiterà molti spazi di Milano e che è stato presentato martedì 24 febbraio in una conferenza stampa a Palazzo Marino. 

«Un'occasione per fermarsi, per ascoltare, per riflettere. E questo per un'istituzione come un'università è davvero un elemento identitario – ha dichiarato la rettrice dell’Università Cattolica Elena Beccalli, intervenendo alla presentazione –. Siamo un'istituzione fortemente radicata nella città, molto capace di studiare, analizzare le dinamiche sociali, i bisogni delle comunità e anche capace di animare queste nostre attività con i valori che sono nostri e sono anche quelli della città di Milano».  

Il tema del mistero è particolarmente sfidante secondo la rettrice «perché per una società abituata a parlare di problemi passare alla logica del mistero significa entrare in una dimensione nuova che ci coinvolge, ci interroga in una situazione che diventa una sorta di inquietudine creativa». E qui si ritrova un tratto essenziale della missione di una università dove «il ricercatore è animato da questa tensione alla ricerca che porta innanzitutto a porre domande sulle grandi questioni senza accontentarsi di risposte affrettate o banali» – ha concluso Beccalli. 

Forse mai come ora Milano ha bisogno di scandagliare il mistero. L’ha spiegato bene l’arcivescovo monsignor Mario Delpini declinando le necessita della città. «Il silenzio è la pratica di cui ha bisogno Milano per non diventare una città dove la follia che la insidia è la frenesia che divora gli uomini, la diseguaglianza che non riesce a sentire la responsabilità». E ancora: «La musica è la disponibilità di cui ha bisogno Milano per non diventare la città del rumore, del chiasso, della chiacchiera, della banalità, del disturbo. La poesia è ciò di cui ha bisogno Milano per non diventare una città raccontata con i numeri e le statistiche come se si potesse contare la vita delle persone, la loro speranza e infelicità». Infine, monsignor Delpini ha definito «il mistero quell’inquietudine di cui ha bisogno Milano per non diventare una città disperata. Silenzio, poesia, musica sono percorsi raccomandabili per arrivare al mistero».
 

 

Questo Festival è “orizzontale”, come l’ha definito l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi, convinto che il successo di questa manifestazione risieda nella collaborazione tra istituzioni, nello sguardo pervasivo che coinvolge luoghi, spazi e momenti collettivi di riflessione. I luoghi messi a disposizione sono molti e quest’anno se ne sono aggiunti di nuovi, come la Scala e la chiesa di San Satiro.

Fermarsi a sondare il mistero è importante oggi più che mai perché, come ha spiegato il curatore Aurelio Mottola, «i sensi dello spirito sembrano intorpiditi da due fattori: l’iperconsumo della società capitalistica e la saturazione digitale. Allora come accedere a questa dimensione della vita preziosa, se non addirittura vitale? Soul vuole offrire sguardi e ascolti pazienti in cui il mistero entra in risonanza con la nostra vita, visitandola».

L’inizio e la fine del Festival saranno affidati a letteratura e poesia, con Javier Cercas che il 18 marzo nell’Aula Magna dell’Università Cattolica durante l’incontro di apertura Senza alcun dubbio racconterà come la letteratura può ospitare le domande fondamentali dell’essere umano sulla soglia del mistero, e Mariangela Gualtieri che il 22 marzo al Piccolo Teatro Strehler chiuderà la manifestazione con l’evento Un niente più grande, con la guida di Cesare Ronconi.

Un Festival che parla alle nostre emozioni e al bisogno umano di trascendenza. Per questo saranno protagoniste le arti – musica, poesia, letteratura, e da quest’anno anche il cinema – che «cercano di esprimere la bellezza e il sublime» – come ha detto Valeria Cantoni Mamiani, co-curatrice di Soul insieme ad Aurelio Mottola, monsignor Luca Bressan e Armando Bonaiuto.

A comporre il palinsesto del festival lecture e dialoghi, reading e performance, pratiche di meditazione e laboratori, appuntamenti consolidati come le cene monastiche al Refettorio Ambrosiano, la meditazione all’alba sulle Terrazze del Duomo, la rassegna SOUL Young quest’anno all’ADI Design Museum, insieme a molte novità quali l’incontro con l’arcivescovo di Algeri Jean-Paul Vesco nel Duomo di Milano, accompagnato dagli strumenti dell’Orchestra del Mare; l’inedito progetto teatrale sul mistero della vita e della morte scaturito dall’ascolto degli ospiti di RSA italiane; un evento notturno in Santa Maria presso San Satiro; i cicli dedicati ai Maestri dell’oltre e del mistero; le proiezioni di film all’Anteo Palazzo del Cinema; il concerto del trio L’Antidote; una speciale collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e molto altro ancora.

Le prenotazioni saranno aperte da domenica 1° marzo 2026 alle ore 12.00 sul sito Soul Festival di Spiritualità.
 

 

Un articolo di

Emanuela Gazzotti

Emanuela Gazzotti

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