Era da sempre il suo sogno e ora lo ha finalmente realizzato: dal 20 marzo la dottoressa Paola Pastena, laureata nel 2022 in Medicine and Surgery, è una resident alla Yale University.
Fu durante l'ultima parte del suo percorso di studi nel campus di Roma, in piena pandemia da Covid-19, che Paola Pastena iniziò a riflettere sull'idea di mettersi alla prova in un contesto internazionale e a coltivare il grande sogno di diventare cardiologa negli Stati Uniti: «Ricordo Paola dal nostro primo incontro in classe, quando era al quarto anno – commenta il professor Giovanni Gambassi, coordinatore del corso di laurea internazionale della Facoltà di Medicina e chirurgia -. Il suo forte interesse per il ragionamento clinico e la costante rievocazione dei meccanismi fisiopatologici erano impareggiabili e mi ricordavano me stesso di tanti anni prima, quando ero mosso, come molti dei nostri studenti, dall’entusiasmo e dal desiderio di diventare medico in Nord America. La dottoressa Pastena ha saputo alimentare questa stessa passione con grande determinazione, energia inesauribile, creando opportunità e superando ostacoli e difficoltà».
Subito dopo la laurea, la dottoressa Pastena si è trasferita negli Stati Uniti per svolgere un periodo di ricerca presso la Divisione di Cardiologia dello Stony Brook University Hospital, dove si è concentrata su studi clinici sull'insufficienza cardiaca e ha iniziato a costruire un portfolio scientifico che oggi comprende più di 20 pubblicazioni peer-reviewed e oltre 170 citazioni. Il suo lavoro è stato presentato a importanti conferenze internazionali ed è stato premiato con il Distinguished Visiting Fellow Award per l'eccellenza nella ricerca. Parallelamente, ha ampliato la sua formazione accademica attraverso il Global Clinical Scholars Research Training Program presso la Harvard Medical School, dove è stata selezionata tra un gruppo internazionale altamente competitivo: lavorando a fianco di colleghi provenienti da oltre 60 paesi, ha sviluppato competenze avanzate nella ricerca clinica, nella biostatistica e nella leadership.
Motivata a esplorare i meccanismi delle malattie e a colmare il divario tra ricerca e cura del paziente, la dottoressa Pastena è passata alla ricerca di base e traslazionale. Negli ultimi due anni ha lavorato come Post-Doctoral Research Fellow presso il Targoff Lab del Columbia University Irving Medical Center su progetti pionieristici di ricerca sulla rigenerazione e riparazione cardiaca in seguito a infarto miocardico. Attraverso il progresso della ricerca cardiovascolare, il suo lavoro mira a tradurre le sue scoperte dal laboratorio alla pratica clinica, contribuendo in ultima analisi a terapie innovative che migliorino gli esiti per i pazienti.
Il percorso, che ora può diventare un modello per i futuri laureati, è stato lungo e complesso ed è la stessa protagonista a ricordare l’iniziale alternanza di emozioni, passando dall’apprensione per la complessità della procedura di ammissione all'entusiasmo travolgente alimentato dal networking con colleghi che si erano già trasferiti negli Stati Uniti: «Ci sono così tanti elementi in gioco in questo processo: tirocini clinici per acquisire esperienza clinica negli Stati Uniti, ricerca, esami di abilitazione, networking... e nessuna chiara tabella di marcia per un laureato in medicina internazionale – dice Pastena -. Si è costantemente impegnati a capire come fare, spesso con più domande che risposte, e a volte ci si sente sopraffatti. Quando sono arrivata negli Stati Uniti, ho dovuto ricominciare tutto da zero e costruire ogni cosa passo dopo passo. Ci sono stati momenti in cui arrendersi sarebbe stata la scelta più facile, ma ho perseverato, e ne è valsa la pena».
Parallelamente all’impegnativo percorso di ricerca, la dottoressa Pastena ha contemporaneamente preparato la sua candidatura per la specializzazione medica negli Stati Uniti. Ha completato i tirocini clinici presso prestigiose istituzioni accademiche, tra cui il Johns Hopkins Hospital, il Columbia University Irving Medical Center e la Thomas Jefferson University, e ha brillantemente superato gli esami di abilitazione alla professione medica negli Stati Uniti (USMLE).
Nel settembre 2025, infine, ha partecipato al concorso di specializzazione medica statunitense (US Medical Resident Matching Program), un processo altamente competitivo che prevedeva un intenso iter di candidature e colloqui in tutto il Paese, noto per la sua selettività e le ulteriori difficoltà che comporta per i laureati in medicina provenienti dall'estero.
E finalmente, il 20 marzo, Paola Pastena ha ricevuto la notizia di essere stata ammessa all'Università di Yale come specializzanda in Medicina Interna: «Mi sembra ancora irreale – ha commentato la neospecializzanda -. Questo è stato il mio sogno per molto tempo e sono davvero entusiasta di iniziare questo nuovo capitolo. Sono profondamente grata alle persone meravigliose che mi hanno sostenuto lungo il percorso: da sola non ce l'avrei mai fatta. Ai futuri laureati dico: perseguite ciò che conta davvero per voi e non abbiate paura di intraprendere strade non chiaramente definite. All'inizio potrebbero sembrare incerte, ma spesso sono quelle che conducono ai luoghi più significativi».
Al di là dello straordinario risultato individuale questa esperienza rappresenta un traguardo di grande importanza per la Facoltà di Medicina e chirurgia: «Il successo della dottoressa Pastena è un orgoglio per tutti noi e testimonia che la direzione intrapresa negli ultimi dieci anni con il corso di laurea in Medicine and Surgery sta permettendo agli studenti di esplorare appieno i propri talenti e realizzare i propri sogni – commenta il professor Alessandro Sgambato, preside della Facoltà di Medicina e chirurgia -. D'ora in poi Paola sarà la pioniera e la prova reale che una brillante formazione post lauream negli Stati Uniti e nelle migliori Università internazionali è alla portata di tutti i laureati in Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore».