Lo scorso 23 giugno è scomparso, a 86 anni, Bachisio Bandinu. Giornalista, scrittore, antropologo e insegnante si formò nel nostro Ateneo, a Milano, dove tra il 1971 e il 1973 conseguì il diploma in Giornalismo e in Radio-Televisione dopo aver frequentato la Scuola Superiore delle Comunicazioni dell'Università Cattolica. Riceviamo e pubblichiamo un ricordo a cura di Gianraimondo Farina, Cultore della materia in Storia economica.
Di Bachisio Bandinu, scomparso il 23 giugno scorso all'età di 86 anni, è stato ricordato soprattutto il ruolo di antropologo, sociologo e interprete della Sardegna contemporanea. Meno conosciuta è invece una stagione decisiva della sua formazione: quella trascorsa all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove all'inizio degli anni Settanta frequentò la Scuola Superiore delle Comunicazioni Sociali, conseguendo il diploma in Giornalismo nel 1971 e, due anni dopo, quello in Radio e Televisione.
Arrivato a Milano dopo la laurea in Lettere conseguita a Cagliari e una breve esperienza di insegnamento in Sardegna, Bandinu trovò in Cattolica un ambiente culturale che avrebbe lasciato un segno profondo nel suo percorso umano e professionale. Erano gli anni del rettorato di Giuseppe Lazzati, chiamato a guidare l'Ateneo dopo la stagione del Sessantotto, e dell'eredità ancora viva di Mario Apollonio, fondatore della Scuola di giornalismo, intellettuale cattolico, critico teatrale e protagonista della Resistenza.
Bandinu visse quella stagione formativa confrontandosi con una concezione del giornalismo come responsabilità civile, in dialogo con figure che segnarono la cultura cattolica italiana del secondo dopoguerra. Tra queste vi era anche monsignor Enea Selis, assistente ecclesiastico generale dell'Università, anch'egli sardo, che contribuiva ad alimentare un clima di attenzione al rapporto tra fede, cultura e società.
La tesi dedicata a Montale giornalista testimonia un interesse precoce per il linguaggio dell'informazione e della comunicazione. Furono studi che prepararono il successivo percorso professionale, dalle collaborazioni con il Corriere della Sera fino alla direzione de L'Unione Sarda.
L'esperienza della Cattolica non sostituì le radici culturali di Bandinu, profondamente legate alla Sardegna e alla tradizione barbaricina, ma offrì nuovi strumenti di lettura della realtà. La sensibilità religiosa maturata fin dall'infanzia trovò nell'ambiente dell'Ateneo un confronto con un cattolicesimo aperto all'impegno civile e alla responsabilità culturale, mentre la formazione giornalistica affinava quello sguardo sull'uomo e sulle comunità che avrebbe caratterizzato tutta la sua produzione saggistica.
È anche alla luce di quegli anni milanesi che si comprende come Bandinu sia riuscito a coniugare ricerca antropologica, giornalismo e riflessione civile. Un tratto che rende il suo passaggio in Università Cattolica non un episodio marginale della biografia, ma uno dei luoghi in cui prese forma il metodo con cui avrebbe raccontato la Sardegna e, attraverso di essa, le trasformazioni della società italiana.
Foto Pietro Lavena | CC BY-SA 4.0