Dalle nanoplastiche ai buchi neri, dall’intelligenza artificiale alla psicologia, dai laser alla matematica delle bolle di sapone.
È stata una mattinata di esperimenti, domande e scoperte quella vissuta da 420 studenti delle scuole superiori all’Università Cattolica, sede di Brescia, che, in occasione della Notte delle ricercatrici e dei ricercatori, hanno compreso come dietro una formula, un algoritmo o un esperimento scientifico c’è sempre una domanda da cui partire.
Il 25 settembre il campus di Mompiano ha aperto le porte ai ragazzi, trasformando aule e laboratori in spazi dove la ricerca è stata soprattutto da vedere e da sperimentare. Il programma ha coinvolto diverse facoltà e ha proposto attività molto diverse tra loro.
Gli studenti hanno potuto andare “a caccia dei fotoni”, scoprire come si possono osservare le nanoplastiche, conoscere i fasci laser capaci di manipolare il movimento degli atomi e avvicinarsi ai misteri dei buchi neri, «dove il tempo si ferma». Non sono mancati i rompicapi matematici, la matematica nascosta nelle bolle di sapone e le applicazioni dell’intelligenza artificiale, attraverso un laboratorio dedicato al modo in cui le macchine imparano dai dati.
La scienza non è stata l’unica protagonista. I ragazzi sono stati coinvolti anche in attività dedicate alla psicologia, con esperienze sulle competenze nello sport, sul dissenso e sulla disobbedienza, sulle neuroscienze e sulla consapevolezza. La Facoltà di Lettere e filosofia ha proposto inoltre un laboratorio sperimentale sul rapporto tra uomo e natura attraverso il collage.
Un viaggio tra le lingue e le culture ha coinvolto gli studenti anche nelle attività della Facoltà di Lingue. I ragazzi hanno potuto avvicinarsi a lingue e culture diverse, scoprendo come lo studio di una lingua non significhi soltanto imparare parole e regole grammaticali, ma entrare in contatto con altri modi di pensare e di interpretare la realtà.
Tra le proposte anche un laboratorio dedicato al cinese e uno al russo, occasione per conoscere più da vicino una lingua caratterizzata da un sistema di scrittura e da strutture profondamente differenti da quelle delle lingue europee. Un’esperienza che ha trasformato l’apprendimento linguistico in una vera esplorazione culturale, mettendo gli studenti davanti alla curiosità e alla complessità che stanno alla base della ricerca nel campo delle lingue.