L’ultima a prendere la parola è stata la curatrice e storica dell’arte medievale e lombarda Stefania Buganza dell’Università Cattolica che ha illustrato il percorso museale tra i cinque spazi dell’Ateneo dove sono stati collocati gli affreschi acquisiti dalla Pinacoteca di Brera. «Un lascito temporaneo di grande bellezza e prestigio che ci consente di vedere frammenti di storia e di arte della nostra città camminando tra gli spazi del nostro Ateneo». Gli affreschi provengono in gran parte da importanti chiese milanesi soppresse negli anni della dominazione napoleonica, sul finire del Settecento, e successivamente distrutte: Santa Maria dei Servi, sede in città dell’omonimo ordine dei Servi di Maria, un tempo ubicata in corso Vittorio Emanuele II (dove ora sorge la chiesa di San Carlo); Santa Maria di Brera, centro nevralgico degli Umiliati, ordine religioso nato in Lombardia nel XII secolo e dedito per secoli alla lavorazione della lana; Santa Marta, già in piazza Mentana, chiesa di un monastero agostiniano femminile particolarmente importante al principio del Cinquecento, quando era retto dalla visionaria priora Arcangela Panigarola; Santa Maria delle Vetere, un tempo affacciato sulla omonima via Vetere, in porta Ticinese, antico monastero domenicano femminile.
«Gli affreschi più antichi, datati tra fine XIV e metà del XV, sono oggi visibili nell’aula Negri da Oleggio a testimoniare il gotico internazionale in Lombardia durante la dominazione degli ultimi Visconti – ha spiegato Buganza –. Agli anni del Rinascimento data la gran parte degli altri affreschi oggi esposti in aula Maria Immacolata realizzati da Ambrogio e Bernardino Bergognone, da Bernardino Luini e Vincenzo Foppa. Ci spostiamo poi agli anni Venti del Cinquecento per vedere gli affreschi di quattro figure monumentali a monocromo nella Veranda dell’aula Magna, dedicati a Marta, Lazzaro, Maddalena e Santa Marcella, dipinti da Bernardo Zenale. Bernardino Luini poi è protagonista anche dell’esposizione delle opere in Sala Professori con un nutrito gruppo di affreschi, realizzati in parte da una bottega fortemente connotata dall’ascendente del maestro. In aula Gemelli, infine, si può ammirare un assaggio delle mode pittoriche di metà Cinquecento. L’aula ospita tre pregevoli affreschi di Bernardino Lanino, un tempo in Santa Marta, raffiguranti la dedicataria del monastero, la sorella Maddalena e un gruppo di paffuti angeli musicanti».
Questo patrimonio rappresenta un arricchimento per la comunità accademica ma anche per la città di Milano. «In particolare, per i docenti, i dottorandi e per gli studenti dei corsi di laurea in Scienze dei beni culturali e Archeologia e Storia dell'arte e della Scuola in Beni storico artistici questi affreschi sono lo stimolo per nuove ricerche, per affondi storici, per la messa a fuoco di personalità note o meno note dell'arte lombarda tra Gotico e Rinascimento – ha concluso Buganza.
Le visite guidate che saranno proposte dall’Ateneo saranno una delle modalità per la fruizione gratuita di questa ricchezza artistica. E con le parole della Rettrice «per una Università come la nostra, questo è un tratto distintivo: fare della bellezza non soltanto un patrimonio da ammirare, ma una via per generare consapevolezza, dialogo e bene comune».