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A Focus Live la scienza fuori dai laboratori

27 ottobre 2026

A Focus Live la scienza fuori dai laboratori

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Un festival in cui bambini, adolescenti e adulti hanno potuto soddisfare le loro curiosità sulle principali frontiere della scienza e i ricercatori hanno potuto affinare le loro abilità nel condividere il sapere con tutti loro.

La nona edizione di Focus Live, di scena dal 23 al 25 ottobre 2026 al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano, sul tema Intelligenze, ha dedicato oltre 100 incontri a spazio, tecnologia, neuroscienze, robotica, salute, intelligenza artificiale, musica, linguaggio, storia, fino alle attività per bambini e ragazzi. Al centro, la domanda: quanti modi diversi esistono di essere intelligenti?

In mezzo a tanti stand, laboratori e talk, a robot umanoidi e a simulazioni nei campi più disparati, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, nel suo elegantissimo stand, ha portato il proprio contributo da campi disciplinari diversi.


Quello della matematica, con la sfida tra una persona fisica e il computer, curata dal professor Alessandro Musesti, direttore del Dipartimento di Matematica e Fisica: un gioco apparentemente semplice, realizzato con scatoline contenenti perline colorate e una partita a Mim, una specie di tris.

Un esperimento basato sulla teoria dell’apprendimento rinforzato, per cui, quando la macchina vinceva, veniva premiata. Dopo circa 70-80 partite, quindi nel giro di qualche ora, la macchina è diventata così forte da essere praticamente imbattibile.

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, la ricercatrice della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali Natalia Selini Hadjidimitriou ha invitato il pubblico a dialogare con due visionari del passato, Leonardo da Vinci e Jules Verne. Alle domande che sono state poste loro, sono seguite le risposte elaborate dall’IA sulla base delle opere e degli scritti dei due autori.


Un’esperienza diretta di indagine neuroscientifica sull’empatia e sulla compassione nelle interazioni sociali complesse è stata quella proposta dalla Facoltà di Psicologia, con lo staff della docente di Neuroscienze cognitive Michela Balconi.

Durante la visione dei video, bambini e ragazzi sono stati dotati di tecnologici “caschetti” per rilevare alcuni dei principali parametri neurofisiologici, attraverso l’elettroencefalogramma (EEG), e parametri psicofisiologici, attraverso sensori di biofeedback, consentendo di rilevare le risposte implicite dell'asse mente e corpo associate alla visione degli scenari sociali.

Il professor Claudio Giannetti, docente di Fisica della materia condensata e preside della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università Cattolica, ha risposto alla domanda: perché il computer quantistico rivoluzionerà il nostro modo di fare conti, di risolvere i problemi?

Salito sul palco dello "Speakers’ corner" intitolato: Intelligenze quantistiche, pensare oltre il bit è partito dalla storia per far capire come le leggi della meccanica quantistica, che sono la rivoluzione dell'inizio del'900 della fisica, ci hanno portato a inventare un’architettura completamente nuova che si basa sulla manipolazione di oggetti quantistici, che possono essere o singoli atomi o dei piccoli circuiti a temperature bassissime, dieci millikelvin, quindi dieci millesimi di grado sopra lo zero assoluto.

Il professor Giannetti ha proposto un viaggio attraverso la scienza che diventa tecnologia, che diventa applicazione: «Abbiamo visto come la nuova frontiera di applicazione di questo modo di fare computing rivoluzionerà molti settori come la finanza, l'industria, la logistica e qualsiasi problema che ha a che fare con l'ottimizzazione».

Un articolo di

Paolo Ferrari

Paolo Ferrari

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Complessivamente la partecipazione dell’Ateneo a Focus Live è stata un’occasione per i ricercatori di uscire da laboratori e studi accademici, e cercare di portare la scienza vicino a tutti e tutte. Soprattutto per i più giovani è stata una palestra per riuscire a parlare di materie complesse in un linguaggio comprensibile anche ai più piccoli e ai più semplici.

E la passione con cui hanno coinvolto le persone ha centrato l’obiettivo divulgativo della manifestazione. Un grande lavoro di public engagement, per portare a un pubblico più vasto il cuore delle ricerche condotte in Ateneo e perseguire, così, la terza missione dell’Università.

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