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Alla rettrice Elena Beccalli il premio «La mia vita per Milano»

28 ottobre 2026

Alla rettrice Elena Beccalli il premio «La mia vita per Milano»

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L’alto profilo scientifico e l’impegno costante nel promuovere una visione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore quale luogo di eccellenza nella formazione e nella ricerca e punto di riferimento per la città di Milano. Ma anche il suo operato orientato a fare dell’Ateneo un luogo di incontro libero, aperto e rispettoso, nel quale favorire il proficuo confronto tra persone, culture, competenze e sensibilità diverse. In breve, un ponte ideale tra Milano e il mondo, di cui ne è significativa espressione il Piano Africa ideato per porre il continente africano al cuore delle progettualità educative, di ricerca e di terza missione della Cattolica.

Sono le principali motivazioni che hanno portato l’Associazione Culturale Famiglia Meneghina e la Società del Giardino, custode delle tradizioni milanesi attraverso il proprio patrimonio librario, a conferire alla rettrice Elena Beccalli il premio «La mia vita per Milano», giunto alla XVII edizione.

La cerimonia di consegna si è svolta martedì 27 ottobre nel salone d’oro, da poco restaurato, della prestigiosa sede di Palazzo Spinola. Nella stessa occasione, insieme alla rettrice sono stati premiati l’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini e l’attrice Giulia Lazzarini. «I premiati di quest’anno rappresentano tre anime fondamentali di Milano: quella spirituale e sociale, quella della conoscenza e della costruzione del futuro. Ciascuno di loro ha speso una parte significativa della propria vita per Milano, contribuendo a renderla una città più grande, aperta e accogliente», ha detto il presidente Associazione Culturale Famiglia Meneghina e Società del Giardino Lorenzo Fiori, introducendo la serata, coincisa con un’importante ricorrenza per l'Associazione: il centenario della Biblioteca, che custodisce oltre 11mila manoscritti.

 

Un articolo di

Katia Biondi

Katia Biondi

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Ricevendo il riconoscimento, la rettrice ha voluto subito condividerlo con l’intera comunità universitaria. «È per me davvero un onore ricevere questo premio in un luogo così simbolico della nostra città. Un premio che desidero dedicare a tutti coloro che ogni giorno, in Cattolica, nel cuore della città, si impegnano per offrire a studentesse e studenti un progetto educativo rigoroso e al passo con i tempi. Perché non dimentichiamo che l’educazione è un’opera corale».

Dal ringraziamento la professoressa Beccalli ha poi allargato lo sguardo al capoluogo lombardo e alle sfide future che lo attendono. «Milano è una città laboriosa, generosa, ricca di valori e volontariato, accogliente anche per i milanesi d’adozione come me. Ed è anche una città che tradizionalmente ha saputo guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici. Eppure, in una fase storica in cui queste consolidate certezze sembrano vacillare, c’è un interrogativo sul quale chi vive per Milano ha la responsabilità di soffermarsi: quale futuro vogliamo per questa città? Pur non cedendo a retoriche negative che spesso hanno maggiore diffusione e sviliscono il buono che c’è, sono indubbie le polarizzazioni e le povertà che la attraversano. E altrettanto tangibili sono l’individualismo, le fragilità e la rabbia delle giovani generazioni, oggetto delle cronache di questi giorni. Ricevere tale riconoscimento è, pertanto, un ulteriore segno di fiducia nei confronti di una primaria istituzione educativa di questa città, che vede nel sistema universitario un punto di ulteriore forza da valorizzare appieno».

La rettrice ha poi offerto alla platea tre suggestioni, a partire proprio dal ruolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore come «punto di riferimento della città». «Il nostro compito è aiutare i giovani a formulare le domande giuste, senza offrire risposte semplici o preconfezionate nell’affrontare le grandi questioni del nostro tempo». Dalla dimensione nazionale dell’Ateneo a quella internazionale. La seconda suggestione ha infatti riguardato l’obiettivo della Cattolica a essere la migliore università per il mondo. «È un intento che vogliamo perseguire con determinazione e tenacia, perché è un modo per valorizzare al meglio la nostra vocazione a essere al servizio di tutta la società».

Infine, la terza riflessione ha richiamato l’attenzione dell’Ateneo all’eccellenza scientifica e, al contempo, alla formazione integrale della persona. «Vogliamo educare cuori intelligenti, per riprendere il titolo del libro di monsignor Guy-Réal Thivierge pubblicato da Vita e Pensiero, tra poche settimane in libreria. Questa formula riassume bene la nostra missione educativa. Siamo convinti che l’essenza di un’università si esprima nell’essere una comunità educante impegnata a coltivare i talenti e a formare persone orientate al pensiero critico, al discernimento etico e al bene comune, capaci soprattutto di agire con responsabilità, solidarietà e apertura verso gli altri. Ciò si traduce nell’educare a uno sguardo lungo e integrale».

A concludere la cerimonia, il breve ringraziamento dell’arcivescovo Mario Delpini, pronunciato rigorosamente in dialetto milanese, per essere in piena sintonia con lo spirito del premio. Un intervento che ha ripreso una delle ragioni sottese al riconoscimento ricevuto: aver sempre spinto la città a riscoprire il suo spirito più iconico che la caratterizza, quello di un luogo dove si viene a vivere insieme per vivere meglio. Una Milano, insomma, accogliente e laboriosa. Una Milan col coeur in man.

 

 

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