Tra i promotori dell’iniziativa, l’Università Cattolica del Sacro Cuore è protagonista della nona edizione del Festival della pace, la manifestazione che tutti gli anni coinvolge migliaia di persone su proposta dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio del Comune di Brescia e di molte realtà del mondo culturale, associativo ed ecclesiale del territorio bresciano: oltre 90 eventi organizzati da oltre 70 organizzazioni tra associazioni e fondazioni, scuole e università; enti pubblici, privati e religiosi.
Il tema portante dell’edizione 2026 – che si terrà dal 13 al 29 novembre – «nasce da una scelta netta» spiegano gli organizzatori: «La pace non è una parentesi tra due conflitti, né un semplice auspicio morale. È, o dovrebbe essere, un progetto politico, culturale e civile. Ma è anche, e prima ancora, un’esperienza di cittadinanza condivisa: l’arte difficile e alta di convivere nel disaccordo, di decidere insieme senza cancellare le differenze, di proteggere chi è più̀ esposto, di costruire condizioni di fiducia pubblica e di dare forma a un futuro comune».
Il ruolo da protagonista la sede di Brescia dell’Università Cattolica comincia a esercitarlo con due appuntamenti fin dal prequel dell’iniziativa, denominato “Aspettando il Festival”. Il primo si terrà giovedì 22 ottobre alle 17, con ingresso gratuito, a Palazzo Martinengo delle Palle, Sala del Camino (via San Martino della Battaglia, 18). La pace non è un’utopia. Erich Fromm e le radici educative della nonviolenza è il tema dell’incontro a cui prenderanno parte tre professori dell’Ateneo, Livia Cadei, docente di Pedagogia Generale e Sociale, Domenico Simeone, preside della Facoltà di Scienze della formazione, e Damiano Palano, docente di Filosofia politica, direttore del dipartimento di Scienze politiche e membro del comitato scientifico del Festival insieme a Michele Brunelli, dell’Università di Bergamo, e Carlo Alberto Romano, dell’Università di Brescia. La rilettura di una delle opere più significative del pensiero contemporaneo, come quella di Fromm, sarà occasione per riflettere sulle radici della distruttività umana e sulle possibilità di costruire una cultura della pace.
L’altro appuntamento del prefestival è in programma venerdì 30 ottobre alle 10, sempre con ingresso gratuito, nella Sala della Gloria dell’Università Cattolica (via Trieste, 17) ed è promosso dal corso in Scienze della formazione primaria dell’Ateneo. Il linguaggio disarmante. Disarmare le parole. Educare alla pace nella scuola con le bambine e i bambini è il tema dell’iniziativa, centrato sulle parole che possono ferire, alimentare conflitti, costruire muri. Ma possono anche aprire spazi di ascolto, dialogo e comprensione. Dopo i saluti di Domenico Simeone e del direttore di sede Giuseppe Bonelli, Katia Montalbetti, coordinatrice del corso in Scienze della Formazione Primaria, Michele Brunelli, docente di Storia delle civiltà e delle culture politiche, Roberto Rossini, presidente del Consiglio Comunale di Brescia, Paolo Alfieri, docente di Storia della pedagogia e dell’educazione, Stefano Pasta, docente di Didattica e pedagogia speciale, e Pierangelo Milesi, vicepresidente Acli nazionali, si confronteranno su come disarmare il linguaggio e trasformarlo in uno strumento di pace.
Entrando nel vivo del Festival, la sede di Brescia dell’Ateneo organizza due eventi, il 19 e il 20 novembre. Il primo, giovedì 19 novembre alle 10.30 nella sede di via Trieste, è una tavola rotonda promossa dalla Facoltà di Scienze politiche e sociali in collaborazione con Centro studi Paolo VI “Mai più la guerra” e Polidemos - Centro per lo studio della democrazia e dei mutamenti politici, con l’intervento di Andrea Santini, preside della Facoltà, Antonio Campati, docente di Filosofia politica, Andrea Scavo di Ipsos-Doxa, che presenterà i dati di una ricerca che offre una fotografia delle percezioni dell’opinione pubblica italiana sullo stato di salute della democrazia nazionale e sul rapporto tra regimi democratici, ordine internazionale e costruzione della pace.
Il secondo incontro, venerdì 20 novembre alle 17, è promosso dal Cirmib, Centro di Iniziative e Ricerche sulle Migrazioni dell’Università Cattolica, diretto dalla professoressa Maddalena Colombo, a Palazzo Martinengo delle Palle, Sala del Camino (via San Martino della Battaglia, 18). Una tavola rotonda, ideata insieme a Fondazione Micheletti e Fondazione Clementina Calzari Trebeschi, sul tema Fede Politica Vita. Al cuore della democrazia. Intervengono Lino De Benetti, docente di Teologia biblica e autore del libro “Con Dio o senza Dio. Fede, politica, vita” (Mimesis, 2026), Laura Castelletti, sindaca del Comune di Brescia, Paolo Corsini, storico, presidente dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, Sumaya Abdel Qader, scrittrice e PhD in Sociologia, Organizzazioni e Culture dell’Università Cattolica, e Franco Monaco, Associazione Città dell’Uomo. Un dialogo tra culture, esperienze civili e appartenenze differenti per interrogarsi sul contributo di credenti e non credenti alla vita pubblica e alla costruzione della pace attraverso le istituzioni democratiche.
Inoltre, l’Università Cattolica è protagonista al Festival della Pace con la partecipazione del professor Palano, in qualità di membro del comitato scientifico, a ulteriori iniziative: sabato 14 novembre alle 18, al Teatro San Carlino l’evento Democrazie ieri e oggi. In trasformazione o in pericolo?, con gli interventi di Mariastella Gelmini, Alfredo Bazoli, Paolo Fontana, Mattia Rebessi. Giovedì 19 novembre alle 13.30, nella sede di via Trieste 17, con la presentazione del volume L’eterno ritorno della politica di potenza, curato dal professore dell’Università di Bologna Lorenzo Zambernardi, cui parteciperà, oltre a Palano, il professore della Cattolica Enrico Fassi. Sempre il 19 novembre alle 16.30 (via Trieste 17), il professor Palano e la collega Monica Spatti, dialogheranno con Valentina Pazé sul suo volume Le parole della guerra.