Nel corso della conferenza conclusiva particolare rilievo è stato dato a come i cittadini si informano sui temi scientifici, attraverso quali canali, su chi media per loro il sapere scientifico, quali fonti considerano affidabili. In questo ambito i ricercatori si sono domandati in particolare in che modo i canali e gli intermediari attraverso cui le persone entrano in contatto con la conoscenza scientifica contribuiscono a definire il loro orientamento nei confronti della scienza stessa. Non basta chiedersi quali informazioni scientifiche raggiungano i cittadini, ma occorre capire attraverso quali ambienti comunicativi, grazie a quali figure di mediazione e con quali implicazioni per la fiducia nella scienza questo avviene.
Questo studio, svolto nel giugno del 2024, ha considerato due dimensioni: da un lato i canali attraverso cui i cittadini incontrano l’informazione scientifica, dall’altro i mediatori che contribuiscono a selezionarla, tradurla e renderla credibile.
Le abitudini di fruizione e le percezioni degli italiani sono state interrogate in relazione ad alcuni orientamenti nei confronti della scienza: il livello di fiducia verso la scienza e gli scienziati, ma anche il populismo scientifico e lo scientismo ingenuo.
Il campione analizzato riguarda 1000 adulti italiani (51,5% donne, 48,3% uomini) tra i 19 e i 100 anni di età. Il grado di istruzione è la secondaria superiore nel 69,4% dei casi, la primaria/secondaria inferiore nel 13,1% e terziaria nel 17,6%. È stato preso in considerazione anche l’orientamento politico nel caso delle elezioni politiche del 2022, che è risultato di destra per il 24,5% degli intervistati, di centrosinistra per il 17%, di sinistra per il 15,5%, di centro destra per il 5,8%.
I cittadini dichiarano di essere raggiunti dall’informazione scientifica attraverso una pluralità di canali. La televisione continua a occupare una posizione ampiamente centrale, e con essa i media generalisti, ovvero giornali e radio. Sono consultati anche i media scientifici specializzati (pubblicazioni accademiche, siti web scientifici) e i media di divulgazione scientifica (enciclopedie, libri di testo, riviste di divulgazione e social media), mentre podcast e applicazioni di messaggistica risultano molto meno utilizzati.
Rispetto all’affidabilità percepita, dallo studio emerge che i canali che gli italiani utilizzano più spesso non sono quelli che considerano più affidabili. Al vertice della graduatoria della fiducia troviamo infatti canali specializzati o divulgativi come pubblicazioni scientifiche, siti specializzati, libri divulgativi e testi scolastici. Da un lato i cittadini riconoscono che le fonti scientificamente più solide sono quelle specializzate o divulgative, dall’altro continuano a entrare in contatto con la maggior parte delle informazioni scientifiche attraverso canali generalisti. I social media, sebbene risultino tra i canali utilizzati regolarmente per l’accesso all’informazione scientifica, ricevano valutazioni tra le più basse in termini di affidabilità.
I divulgatori scientifici occupano la prima posizione tra le figure più frequentemente consultate. Seguono scienziati, medici e istituzioni di ricerca. Più distanti si collocano giornalisti, insegnanti, istituzioni pubbliche, persone comuni e influencer.
Indipendentemente dal grado di affidabilità attribuito a una figura, la percezione che essa cerchi di orientare il comportamento o le scelte degli interlocutori risulta associata a livelli più elevati di populismo scientifico e a una minore fiducia nella scienza.