«È a partire dalla capacità di collocarsi dentro l’esperienza dell’altro e di abitarne il punto di vista, che l’università può compiere la sua vocazione più innata, ossia: generare comunità attorno alla verità». In una frase il Cardinal José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, ha racchiuso il significato profondo della prima edizione della Triennale d’Arte contemporanea delle Università Cattoliche nel mondo che martedì 6 ottobre è arrivata nel campus di Milano dell’Università Cattolica, con la mostra “Exercises in Empathy – Spiritual Machines” a cui partecipano gli artisti Gian Maria Tosatti, Rodrigo Cass, Rui Chafes, Orla Barry.
Partner insieme ad altri sei atenei cattolici dislocati in tre continenti, l’Ateneo ospita l’esposizione di arte contemporanea in diversi spazi di largo Gemelli, abitati quotidianamente dalla comunità universitaria. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di avvicinare le università cattoliche e di affermarle come grandi laboratori culturali della contemporaneità.
Questa Triennale nasce dall’appello di Papa Leone XIV che nell’enciclica Magnifica Humanitas sostiene che i sistemi tecnologici e l'Intelligenza Artificiale possono simulare l'empatia, «ma non comprendono ciò che producono, perché non penetrano l'orizzonte affettivo, relazionale e spirituale» tipico dell'essere umano (MH, n. 99). Il Pontefice insiste affinché le università «possano avere voce in capitolo e contribuire al discernimento sulle scelte che incidono sulla vita delle persone» (MH, n. 72).