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L’urgenza di salvare il pianeta

23 marzo 2022

L’urgenza di salvare il pianeta

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“La transizione ecologica comporta un bagno di sangue”: le parole del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, consentono in modo evidente di cogliere la complessità e le relative difficoltà di un tema cruciale con il quale si sono confrontati gli studenti del Collegio Augustinianum nell’ambito del progetto con il quotidiano Avvenire “Aprire la mente alla realtà e alla diversità”, coordinato da Edoardo Grossule,

Per tirare le somme della loro discussione il 21 marzo si è svolto un incontro sulla crisi climatica e la transizione economica che ha visto gli “agostini” proporre il frutto delle loro riflessioni, coinvolgendo esperti della materia dal punto di vista scientifico e umanistico.

Si tratta di un processo che non può essere imposto dall’alto ma che coinvolge le azioni quotidiane di tutti i cittadini nell’ambito di indicazioni che possono anche apparire impopolari: «Il tema dell’energia è connesso con la vita quotidiana e ci accompagnerà per i prossimi venti o trent’anni. Ciò comporta l’urgenza dell’avvio di processi di fronte a problemi complessi ai quali occorre rispondere coralmente», ha affermato all’inizio dell’incontro Marco Girardo, giornalista di Avvenire, rivelando un senso di impotenza di fronte alla complessità di tali problematiche e delle relative soluzioni.

In effetti la situazione che si presenta nello scenario naturalistico mondiale non è delle migliori. Daniela Padoan, scrittrice e documentarista, direttrice dell’Associazione “Laudato sì", ha illustrato, cifre alla mano, la scomparsa delle specie animali e vegetali, anche della barriera corallina, a rischio estinzione: «Dall’inizio del Novecento il numero degli animali sulla terra si è dimezzato: sono le cifre di uno sterminio. Se consideriamo quante persone sono morte nell’ultimo periodo colpite dal Coronavirus e l’attuale rischio di una catastrofe nucleare, possiamo dire che non è che ‘sarà tutto come prima’ ma peggio di prima». Con riferimento all’enciclica di papa Francesco “Laudato sì”, rivolta a tutte le persone (e non solo ai credenti), ha affermato che niente di questo mondo ci può rendere indifferenti e per questo va ascoltato il grido della terra.

Grido della terra che non ci deve far pensare solo alle sventure che incombono, ma deve spronarci ad atteggiamenti che producano cambiamenti effettivi. Su questo punto Ermete Realacci, presidente della fondazione Symbola e presidente onorario di Legambiente, ha proposto come impegno concreto di tutti quello di non lasciare indietro nessuno, di scommettere sulla green economy e di promuovere l’innovazione digitale affiancata all’intelligenza umana: «Occorre affrontare le sfide con cognizione dei problemi, considerando le radici del futuro».

Anche Filippo Giorgi, responsabile della sezione di Scienze della Terra del Centro Internazionale di Fisica teorica di Trieste, ha fatto riferimento alla necessità di un impegno in tempi brevi a cambiare le cose, con provvedimenti concreti dal punto di vista delle scelte politiche e del cambio culturale. Ha poi illustrato i dati della crisi climatica, evidenziandone l’andamento esponenziale, insieme al riscaldamento globale, rilevandone l’interconnessione: «Il problema non è salvare il pianeta che in milioni di anni ne ha viste tante ma è la società che va salvata, con scelte mirate e lungimiranti».

 

Un articolo di

Agostino Picicco

Agostino Picicco

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