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| Giada Meloni
27 marzo 2026
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La Veneranda Biblioteca Ambrosiana, grazie ad un accordo fra Università Cattolica con il tramite di Educatt, apre gratuitamente le porte della sua Pinacoteca e della Cripta di Sansepolcro agli ospiti dei Collegi e delle Residenze dell’Università Cattolica. A ciascuno studente dell’Università Cattolica domiciliato presso un collegio o una residenza gestita da EDUCatt in qualsiasi sede delle tante disseminate per l’Italia, da oggi e per l’avvenire, è offerta l’opportunità di accedere liberamente alle meraviglie custodite nel museo più antico, e quindi venerando, di Milano.
Si tratta di un itinerario unico attraverso Il Musico di Leonardo, la Canestra di frutta di Caravaggio, il cartone preparatorio per la Scuola di Atene di Raffaello, l’Adorazione dei Magi di Tiziano, la Madonna del Padiglione di Botticelli e gli splendidi vasi di fiori di Jan Brueghel e tanti altri lavori rinascimentali, del Seicento e del Settecento lombardi e un notevole nucleo di autori ottocenteschi e di primo Novecento. Senza trascurare peraltro i pittori fiamminghi, autentica passione del cardinale Federigo, fondatore della Biblioteca, quindi della Pinacoteca.
Oltre a tutto ciò, fino al 5 maggio 2026 sarà possibile ammirare la mostra “Il fascino degli autografi” a cura del viceprefetto e dottore ambrosiano mons. Francesco Braschi: è l’occasione di incontrare direttamente San Tommaso d’Aquino, Lucrezia Borgia e Pietro Bembo, Ludovico Ariosto, Michelangelo, Galileo Galilei, peraltro amico di Federigo, Ugo Foscolo, Napoleone Bonaparte, Alessandro Manzoni, Gabriele d’Annunzio, Giuseppe Verdi attraverso «lo specchio dell’anima» della loro più intima scrittura a mano, come dichiara Braschi.
Inaugurata l’8 dicembre del 1609, in un’«età sudicia e sfarzosa», «questa biblioteca ambrosiana, che Federigo ideò con sì animosa lautezza» (I promessi sposi, cap. XXII) comprende la pinacoteca, attiva dal 1618, e la cripta del Santo Sepolcro, costruita dal 1030, visitabile a coronamento del percorso iniziato in museo.
Leonardo da Vinci, che trascorse quasi vent’anni a Milano alla corte di Ludovico il Moro, la visitò personalmente: in Ambrosiana, tra le pagine del Codice Atlantico, si conserva la mappa della città di Milano su cui Leonardo disegnò un quadratino ad indicare proprio la chiesa di San Sepolcro come il vero centro della città. Il cielo stellato dipinto sulle volte poi, arricchito da una decorazione a rosette, si ispira forse alla decorazione originaria del Santo Sepolcro di Gerusalemme. A ragion veduta Carlo Borromeo, prodigioso cardinale e cugino maggiore del fondatore dell’Ambrosiana, la elesse a suo luogo di preghiera prediletto.
«Ma pensate che generoso, che giudizioso, che benevolo, che perseverante amatore del miglioramento umano, dovess’essere colui che volle una tal cosa, la volle in quella maniera, e l’eseguì, in mezzo a quell’ignorantaggine, a quell’inerzia, e quell’antipatia generale per ogni applicazione studiosa, e per conseguenza in mezzo ai cos’importa? e c’era altro da pensare? e che bell’ invenzione! e mancava anche questa, e simili!» Così diceva Manzoni non potendo non lodare il maraviglioso cardinale Federigo.
Questa visita è veramente un viaggio che ha «l’utile per iscopo, il vero per oggetto e l’interessante per mezzo» – per citare ancora il Manzoni della Lettera sul Romanticismo. Basta ritirare il tagliando presso la reception del collegio o della residenza in cui si è domiciliati, muovere dalla vicina università seguendo l’antico tracciato romano e consegnarlo alla portineria della Pinacoteca presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Piazza Pio XI 2, Milano.
Un articolo di
EDUCatt