L'integrazione della ricerca nella pratica clinica permette ai farmaci innovativi e ai dispositivi medici intelligenti di diventare opzioni terapeutiche immediate per il paziente. Per permettere però questa evoluzione, sono necessarie nuove professioni della ricerca, profili specializzati che garantiscono il rigore scientifico e la gestione del dato, fondamentali per tradurre la scoperta tecnologica in un beneficio clinico reale, sicuro e personalizzato.
Ai bisogni emergenti, alle possibilità di un accesso universale alle cure e al ripensamento dei modelli organizzativi è dedicato il convegno “Clinical Trials Day”, promosso dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dall’Ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola, in corso il 20 e 21 maggio nella Sede di Roma dell’Ateneo del Sacro Cuore.
Il sito ufficiale del "Clinical Trials Day"
«L’incontro odierno si svolge durante la Giornata mondiale dei Clinical Trials. Tale coincidenza ne rafforza il valore simbolico e culturale, richiamando il ruolo fondamentale della ricerca clinica nel progresso della medicina e nella tutela della salute. La ricerca clinica è infatti una dimensione qualificante dell’ecosistema Gemelli, intesa non solo come mera produzione di conoscenza, ma soprattutto come responsabilità diretta verso i pazienti, attraverso lo sviluppo di cure sempre più efficaci, sicure e accessibili. In tal senso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e l’ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola rappresentano un modello concreto di Academic Hospital, in cui la ricerca non è un’attività separata, ma una dimensione strutturale della cura», questo uno dei passaggi centrali del messaggio della Rettrice dell’Università Cattolica Elena Beccalli, letto in apertura dell’evento.
Il Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), Robert Giovanni Nisticò, nel videomessaggio inviato, ha sottolineato quanto le sperimentazioni cliniche rappresentino uno strumento essenziale per garantire ai pazienti terapie sempre più efficaci, sicure e innovative, oltre a essere diventate terreno di competizione strategica globale.
«Negli ultimi 10 anni – ha detto – la quota europea di trial clinici mondiali è scesa dal 22% al 12%, mentre la Cina è cresciuta dal 5% al 18% grazie a procedure più rapide, investimenti pubblici, costi inferiori e grande capacità di arruolamento dei pazienti. Oggi gli Stati Uniti restano leader per innovazione e capitale privato. La Cina compete sulla velocità e sull'integrazione tra ospedali, industria e governo. L'Europa mantiene un'elevata qualità scientifica, ma soffre frammentazione amministrativa e tempi autorizzativi spesso troppo lunghi. Per questo la competitività internazionale si gioca sempre di più su alcuni fattori chiave: semplificazione regolatoria, accelerazione delle autorizzazioni, incentivi alla ricerca e sviluppo, digitalizzazione dei trial, utilizzo dell'intelligenza artificiale e valorizzazione dei dati».
A sua volta, il Capo del Dipartimento Prevenzione, Ricerca ed Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute Maria Rosaria Campitiello ha ricordato che «i trial clinici sono oggi il motore della medicina di precisione e rappresentano il punto in cui ricerca, tecnologia e cura diventano sistema. Non sono più soltanto studi sperimentali, ma infrastrutture strategiche capaci di generare dati, innovazione organizzativa e accesso rapido alle nuove terapie. L’Italia possiede un modello unico: la rete degli IRCCS. Un sistema che non ha equivalenti in Europa e, per integrazione tra ricerca clinica, alta specialità e trasferimento al paziente, rappresenta una delle esperienze più avanzate anche a livello internazionale. La sfida ora è trasformare questa eccellenza in una piattaforma nazionale sempre più connessa, nella quale i trial diventino strumenti di diffusione rapida delle competenze tra IRCCS e di trasferimento dell’innovazione verso tutto il Servizio Sanitario Nazionale. Il processo si basa su tre leve fondamentali: la diffusione interna alle singole strutture di ricerca; la condivisione tra centri di eccellenza, per rendere patrimonio comune competenze, dati e innovazioni; e la diffusione verso il Servizio Sanitario Nazionale, così da garantire una rapida traduzione dell’innovazione validata nella pratica clinica e un accesso omogeneo per i pazienti su tutto il territorio. Innovazione significa costruire reti, interoperabilità, condivisione dei dati e modelli collaborativi avanzati. Su questo si gioca la competitività internazionale della ricerca italiana e la capacità del sistema sanitario di offrire cure sempre più efficaci, tempestive e accessibili. Per rendere concreta questa trasformazione, il Ministero della Salute sta già mettendo in campo azioni operative integrate attraverso il Programma Nazionale della Ricerca Sanitaria, il Programma Sanitario Nazionale e la ricerca finalizzata, che vedrà una crescente focalizzazione su priorità strategiche, innovazione traslazionale e trial clinici».
Il Presidente della Fondazione Gemelli IRCCS Daniele Franco ha aggiunto «la ricerca clinica è fondamentale per il futuro della sanità e rappresenta uno dei tre pilastri del nostro operato, insieme alla cura e all'insegnamento. Il Policlinico Gemelli è un ospedale privato non profit, ma opera pienamente come parte integrante del Servizio Sanitario Nazionale, a cui è destinato il 90% dei nostri quasi 100mila ricoveri e interventi chirurgici annuali. Il nostro obiettivo è mantenerci sempre alla frontiera della conoscenza per offrire il servizio migliore ai cittadini. Occasioni di confronto come questa dimostrano quanto sia cruciale la sinergia tra ricercatori, strutture ospedaliere, istituzioni e industria. Si tratta di un tema decisivo non solo per i pazienti, ma per la competitività dell'intero Paese. L'industria farmaceutica rappresenta un'eccellenza della nostra manifattura in termini di occupazione, investimenti ed esportazioni. Guardando al futuro, sostenere e far dialogare questo settore con la ricerca clinica è essenziale per difendere la nostra autonomia strategica in Italia e in Europa, assicurando a tutti la disponibilità di farmaci innovativi al riparo dalle restrizioni di altri Paesi».